mercoledì 11 giugno 2008

15 visitare un'orgia

Visitare un’orgia conviene in particolar modo durante i mesi estivi. Anzi le autorità sanitarie stesse lo consigliano anche agli anziani nei giorni più afosi e inquinati; infatti all’interno di un’orgia non manca mai una cosa essenziale: l’aria condizionata, calda o fredda che sia.
In qualsiasi città voi abbiate preso dimora da Santiago a Stoccolma, all’ingresso di un’orgia che si rispetti trovate sempre un ampio parcheggio. Grande, ordinato, mastodontico quanto basta per far atterrare anche un elicottero, anzi due elicotteri, tre o forse un battaglione intero?
Questa del parcheggio è proprio una gran comodità, inutile farne mistero. Gira e rigira per infrattare la macchina in qualche buco e vedrete che vi passa la voglia di visitare un’orgia. Invece così ci arrivate davanti senza noie e in due e due quattro siete dentro fino al collo.
L’orgia ospita centinaia e centinaia di persone...Migliaia? Milioni? Miliardi? Poco importa, fra neon abbaglianti, vetrine linde e ordinate, lavatrici e frigoriferi bellamente disponibili, tonnellate di derrate alimentari fresche e croccanti, tutto è pronto per soddisfare ogni desiderio, dal più laido al più innocente. Nell’orgia non manca nulla, ogni richiesta trova esaudiente risposta in un ampia gamma di prodotti e prestazioni. Tutto è splendido splendente, tutto è a portata di mano, tutto è tutto. Per le feste ci trovate dentro anche cinque o seicento Babbi Natale, e ad ogni stagione compaiono ragazze in pattini e shorts con microfono e auricolari incorporati. Gli spacciatori sono nei bagni, i poliziotti in borghese ovunque e i corridoi saturi di prostitute e madri di famiglia con mariti al seguito, mentre schermi giganti a cristalli liquidi tracimano attori e personaggi famosi d'ogni razza e genere. Dentro agli schermi tutti sorridono, sorridono e hanno una bocca grande, labbra carnose, denti bianchi e corpi lisci e luminosi. Le guardie giurate stazionano agli angoli, con un'ingombrante pistola alla cintola e braccia incrociate sul petto, annusando l'aria ionizzata e depurata.
Dentro un’orgia non si suda mai, gli occhi si ubriacano di compact disc e peperoni, marmellata di prugne e terriccio per gerani, videocamere digitali e pizze al taglio, bagnoschiuma al sandalo e formaggio di capra, fette biscottate integrali e pupazzi di Walt Disney in fibra sintetica, saponette alle rose e lattine di birra analcolica, scarpe da ginnastica e braciole di maiale, creme anticellulite e orzo solubile.
Da un orgia uscite spossati e carichi di pesi, ripiombate nel parcheggio con gambe molli e occhiaie scure. Fuori la temperatura è polare o assimilabile al deserto algerino a seconda della stagione. Una moltitudine vi avvolge e voi informi e anonimi come ogni faccia che vi circonda, convergete a piccoli branchi verso la vostra gabbia di metallo. Il corpo sprofonda al posto di guida, la lingua gonfia, la bocca impastata, un senso di greve insoddisfazione... Ma è giunta l'ora, cala la tenebra e ognuno schizza nella propria tana.

3 commenti:

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIO UNO/
Da un'intervista al pittore Toti Scialoja a proposito di Mark Rothko

Lei mi accennava prima all'interesse, da Lei, nutrito per la filosofia, in particolare per il pensiero esistenzialista, la Fenomenologia, il relazionismo di Enzo Paci, etc. Qual'era il rapporto di questi pittori americani con la filosofia contemporanea?

Loro amavano Emerson, che è un filosofo che precorre tanti fatti della Fenomenologia. E' il dinamismo dell'anima americana, l'invenzione della sua coscienza, il Trascendentalismo. Leggevano moltissimo, il Trascendentalismo per loro era pane quotidiano! De Kooning leggeva Wittgenstein. Sapevano benissimo che la pittura e l'arte sono un fatto mentale.

Tornando ai quadri di Rothko ... Per arrivare alle cosid dette 'pareti di colore', Rothko opera, per così dire, una 'riduzione' quasi totale. Compiuta questa eliminazione, tolti anche gli ultimi residui grafici del Number 22 del 1949, prima ricordato, ... Cosa emerge, cosa produce questa 'eliminazione'?

Produce la perfezione! La semplicità assoluta che è la perfezione. Come un verso perfetto "Sempre caro mi fu quest'ermo colle ...", dove non si può dire ne di più ne di meno. Dunque non è una riduzione che impoverisca o che essenzializzi in modo formalistico l'immagine: lui non è il padre dei minimals. E' il contrario del minimal, perché minimal è ridurre formalisticamente: una sedia ha quattro gambe, poi tre gambe, poi due, poi una sola gamba, poi mezza, poi un quarto di gamba e quando hai un quarto di gamba hai il minimal ! Rothko più semplifica più arricchisce, perché nella semplificazione si condensa questo tipo di linguaggio e trova la parola giusta, sempre più giusta. Certi avverbi vanno eliminati, certi modi di dire vanno eliminati, questo aggettivo va tolto, qui soltanto c'è un sostantivo. ... E' arrivare alla sostanzialità dell'immagine. Rothko mi diceva "bisogna essere semplici, più si è semplici, più si è in grado di farsi capire". E' vero, ama il prossimo tuo come te stesso ha detto Gesù, sono sei parole, non c'è nessun tipo di retorica, nessun tipo di introduzione.


Riprendiamo il problema del colore. La 'riduzione' assume dunque il valore di una ricchezza che dalla semplicità dica l'essenziale: una frase chiara, sempre più efficace. Rothko ottiene questo arrivando al puro colore; è legittimo dare un valore di protagonista al colore, come relazione, che diventa così il vero oggetto della tela?


Il colore puro é una cosa che non esiste. Il colore é sempre spazio, ha una sua spazialità, é sempre in rapporto: non puoi mettere un rosso puro senza rapporto con qualche cosa, con la sua stessa materia, se vuoi. Ma non c'é il concetto di rosso, non esiste. Il colore é sempre un fatto di spazialità, Rothko creava delle cose tutt'altro che semplici nei suoi quadri, due bande di colore diverso che si stampigliavano , venivano fuori da profondità inaccessibili; vengono avanti, seguitano a venire avanti in un moto perenne: un moto a luogo perenne è la pittura di Rothko. Il luogo qual'é? Sei tu che contempli, é il tuo cuore che accetta questo tipo di riverbero, di cui si imbeve ed é un viaggio all'infinito, perché se tu contempli un suo quadro questo seguita a viaggiare verso di te. Sono tre, due colori, c'é uno sfrangiamento, c'é la quantità, é tutto un fatto di rapporto; é come socchiudere gli occhi, oppure spalancarli, oppure tenerli un po' obliqui; un continuo mettere a fuoco una serie di rapporti arrivati alla semplicità assoluta tutt'altro che impoveriti............

Kurt ha detto...

Tyler: Sai cos'è un piumino?

Jack: Una trapunta.

Tyler: Una coperta, solo una coperta. Perchè so cos'è un piumino?...Voglio dire è necessario alla mia esistenza nel senso cacciatore-raccoglitore?...NO
Quindi cosa siamo?

Jack: Siamo chessò...siamo consumatori?

Tyler: Esatto! Siamo consumatori, siamo sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona...

...Un saluto.

Loki ha detto...

E si', proprio una bella orgia di consumo: non a caso l'atto stesso dell'acquisto rappresenta, in termini di valenza psicologica, una sorta piccolo orgasmo....
Saluti, A.