domenica 22 luglio 2007

23 pomeriggio (da STASI)

sotto il peso del cocomero
estate rossa di succhi
affondo nell’impellenza
d’erba alta sbattuta dal vento
a fare onde verdi
o gialle di grano
poi tutto assorbo nel pomeriggio
dormendo e nient’altro
se poi alla foce
una vampata mi ridà tutti gli abbracci avuti
li scorgo simili e non diversi
da mondi venuti prima
o che verranno dopo
questa carne calda.

5 commenti:

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOuno:
Ma ci sono poi altre persone? Altre parole, altri luoghi….Imparo qualcosa o mastico solo polvere di pensieri? A quale esperienza posso aggrapparmi o quale esperienza si dà facendo di me un'occasione? Su quale foglio bianco sta scritto il crepuscolo e questa leggera pioggia di fine febbraio? Nella coscienza o in un mondo oggettivo là fuori? Tu che leggi ed io che scrivo siamo due o siamo uno? Io sono questo! Ma chi è il soggetto dell' affermazione, qualunque sia l'oggetto contemplato? Io è oggettivabile? Entra in casa, un appartamento al terzo piano in una palazzina di periferia non lontana dalla tangenziale. Chiude la porta a chiave e domanda con voce decisa: " Qui, proprio qui, quanto è profondo l'oceano?". Risponde qualcuno dalla cucina: "Quattromiladuecentotrentasette braccia signore, vento di maestrale, visibilità buona".

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOdue:
Luce metallica d’aeroporto caldo, aria QUIcondizionata e vicina discarica circondata da alte reti arrugginite, visibile in tutto il suo splendore in fase d’atterraggio. Il riflesso dei pavimenti appena lucidati dall’idropulitrice, le valige, i cellulari di nuovo accesi. Il brulicare sudato là dove prima c’era solo cielo ampio in dissolvenza e qualche nuvola sul fondo, a sipario. L’impatto con la temperatura, il taxi, gli odori dei corpi, l’essere attirati e respinti. Una donna anziana risponde al telefono. Le brillano gli occhi e sorride: sta parlando con una persona a cui vuole bene. Il di troppo in cui affoga la metropoli ed il mondo intero, ogni sasso, ogni auto in divieto di sosta, ogni negozio di frutta e verdura e questo stesso sguardo in ascolto. Un uomo ubriaco in mezzo alla strada con le braccia alzate, il conducente impreca in quello spagnolo che qui ha soppiantato l’inglese. La stanza d’albergo ovviamente umida, la consegna è per il pomeriggio, fuori città, in una località balneare. Il ventilatore da tavolo agita l’aria e qualcuno nella stanza a fianco parla sottovoce. Forse sono le persone che sto aspettando. Il mistero d’ogni situazione, non per come si presenta, ma per il fatto di trovarsi a viverla. Non l’aspirazione ad altro, perché alla fine non c’è nient’altro. Solo questo. Si può solo dimenticare, distrarsi ed immedesimarsi, specialmente quando le cose girano per il verso giusto. Come previsto nell’armadio c’è la pistola, il sole inizia a scaldare i muri, bisogna che dorma almeno un’ora. Almeno un’ ora.

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOtre:
I. Sensazione canale jack registra sole vuoto dentro no riempie mezza qui e mezza no pace suono canale jack vuoto ubriaco elettrico accoglie idea della cosa che colma poliuretano espanso da ficcare in corpo orgia chimica trasmessa da canale jack sorriso assente torazina fluoxetina trimiparina benzodiazepine imipramina poi resta spazio fine si apre spazio enorme spazio esteso non ricevo no pareti no impulso abisso confine canale jack é solo abbraccio tutto urla e ventre schiena gambe e poi incastro spastico canale jack sparso cerca dire vocale e respira aria ma uno resta poi prima uno resta prima poi ieri domani uno solo.

II. Sensazione canale jack spia bocca aperta labbra muta tace qui e tace arida no lingua esperta canale jack avida connessa strade perdute spacco da tempesta che allaga acqua e secchi da rovesciare a mare in gola larga goccia cade da canale jack galleggia naufraga naviga chiglia carena sale corpo attorcigliato poi buio sciabordare tenebra si perde linea cielo profondo deriva non avvisi fine no relitto no boa faro dentro canale jack é solo spuma tutto affonda e lamiera carne scafo e poi falla serpente canale jack sogno affanna dire vedo e tocca stessa pelle ma sogno resta poi prima sogno resta prima poi davanti dietro sogno solo.

III. Sensazione canale jack groviglio gioco fluido no vede scala qui e scampo altrove no strada sgombra canale jack coscia sistema saliva mitraglia mani idea delle dita che riempiono corsa cieca da rotolare rifugio fuoco odore digitale video da canale jack armato dentro budella polvere annienta sbatte elastico nylon acrilico poliestere poi spande infiammabile arrivato vede giorno liquido palazzo grande non lecca artiglia no sedili in pelle no uscita braccio porta sbarrata sepolta canale jack e deporta tutto esplode alito e gambe occhio piede e danza lenta canale jack pezzi cerca dire non andare e scuote respiro palude infila fiato ma non torna poi lamenta soffio chiede ancora non andare poi davanti dietro non torna.

IV. Sensazione canale jack ruba conversazione connessione malata microfoni qui e occhio in linea no luce problema antenna appiccica ingresso canale jack amici casa cibo sangue conto corrente scansiona satellite piega ombra infrarosso infetto sibila trapassa sussurra intercettata densa da canale jack attrezzo interno memoria elettrica alluminio frequenza batteriologica poi trasmesso codice a barre banca umida giorno notte zinco nudo controllo magnetico figlia no limite biologico violata mappa muro silicone spalancato carta credito canale jack e cellulare disturbo tutto bocca clonato stuprato e voce percorso rapido estorto ora infilato laser canale jack archivio copia carne cerca ispeziona cavi bonifica collegamento ancora altera ma non chiude poi taglia e nasconde nuvole non efficace poi sopra sotto altera.

V. Sensazione canale jack sprofonda mare secondi cella incandescente no caldo gelo saracinesca chiusa altrove mani metallo linoleum e contatto canale jack sola angoli umidi ventre chiede amaro intestino torce voglia che ringhia stomaco e cervello da sassi chiodi in gola salgono spinge canale jack acqua buia negli occhi invece contatto dita palpebra polso caviglia ingoia notte deriva si perde annega capelli velluto blu cuscino giallo brucia tizzone mai più no no no vedo passeggia sotto pini marittimi interferenza canale jack é solo ondeggia avvolto a lenzuolo rosso corridoio mesi canale jack lingua adesso e stringe stesso odore caldo pini marittimi attimo poi lascia divano morbida resta prima destra sinistra divano morbida.

VI. Sensazione canale jack aperta sonda argilla dentro piena mezzo qui e mezzo là oscilla densa canale jack lingua vaga aria spande osa lo stretto idea che allenta tonda e tiene scossa ad avvitare in ora calda organica sapore da canale jack pelle sparsa albuginea epitelio germinativo istmo perineo tubuli poi alveo spasmo curvatura meandro si dilata morbida enorme sete non posiziono schiena no pulsa sfocato limite vertebrale canale jack saldata e scivola a lamento dentro canale jack fluida vaga oltre due semina avvinghia stessa aria ma stretta allenta poi prima uno resta prima poi davanti dietro due sono.

VII. Sensazione canale jack passi notte solo autorimessa no basta mezzo qui e mezzo oltre fiume telefono dolce sigaretta canale jack alcolico troppo revolver no stupido forse sorride della rosa che capelli lisci spunta in corpo pensiero forte da canale jack ghiaccio bourbon whisky scotch canadian irish e poi raschia tabacco fine dico tenera notte spazio luci città polizia sirena vicino grida parola cagna tabacco canale jack é valigia telefono roba bagnata e scivola canta e poi divano blu canale jack colore rosso pulsa cassetto dire strada e in vena ma uno aspetta poi prima uno corre prima poi terra cielo aspetta.

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Anonimo ha detto...

Perche non:)