mercoledì 15 agosto 2007

30 la ragazza con il sole dentro alla testa (fine)



Dicono che non si dovrebbe stare in compagnia della morte, passare ore con Andrea è effettivamente stare in prossimità della morte, sentirne il respiro, coglierne a tratti la presenza. Gli amici dicono che mi faccio una menata assurda, che finirò depressa, esaurita o magari anche peggio. Ma il cielo è terso, si spande a tratti un silenzio impagabile che non toglie ma dà. Certo a tratti mi dispero ma sento anche un’altra cosa. Ne ho parlato anche ad Andrea e mi ha scritto quest’ultima pagina di quaderno come risposta:
“Quando vaneggio della “ragazza con il sole dentro alla testa” tento di dar corpo proprio a questa tua sensazione. Una sorta di perdita di sé, che mi ha gettato alcune notti in un terrore buio ora si apre come una porta di luce. Sussurra, mentre qui tutta la baracca va alla deriva, di non aver paura. Sì è un silenzio impagabile ma vibrante, un sapore di casa, di fine degli affanni, di abbandono del peso, della carne e dei liquidi. Rompere gli ormeggi e lasciarsi alla corrente nera delle onde, una corrente che mi fa a pezzi ora dopo ora. Sì ho paura, ma alla fine non ho paura. Questa ragazza con il sole dentro alla testa è uno svelamento, l’evidenza del salice lì fuori dalla finestra, il soffio di polvere che siamo, la fluidità di ogni evento, il teatro del linguaggio e dei corpi.
La ragazza con il sole dentro alla testa parla scandendo un silenzio abbacinante e ribolle in sé, brucia del suo fuoco. Cancellata la prospettiva dei progetti da rincorrere, inchiodato ad un letto d’ospedale, resta solo il muro, la porta del bagno, tu che aspetti leggi Hemingway e mi tieni la mano, il giardino, la flebo che si svuota, la vena ormai persa…. Se chiudo gli occhi tutto è lo stesso, tutto precipita a rovistare nel cassetto dell’esistenza per darsi e dirsi senza riuscirci mai in via definitiva per arrivare poi qui dove sono. Tutto arriva qui dove sono.
La ragazza con il sole dentro alla testa infrange quel che sento come io Andrea e in certi momenti lo disperde, lo spintona e lo fracassa o lo diluisce in un enorme in cui si perde. Sì, sì ho paura ma non vedo l’ora. Sono stanco del male certo, anzi non ne posso più, ma non è il solo motivo, ne sono sicuro. Così come tu mi accompagni per un legame profondo, ma non è la ragione esclusiva per cui stai qui nel tedio di ore mute. Allora sono contento che resti, perché sai e soprattutto senti di un intimo che stento a dire mio, ma che è anche tuo e al contempo della tazza sul comodino, della prossima giovane infermiera e dell’asciugamano verde: guarda è ovunque”.

3 commenti:

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOuno:
"Benvenuti in questo luogo incantato, di ciliege, fragole e dolci sorrisi. All'ingresso, sotto fogli di plastica ibernante, scoprirete migliaia di fiori surgelati, gentile omaggio ad ogni membro del gentil sesso che oggi varca la nostra soglia, videosorvegliata 24 ore su 24. Fiori gialli, rossi, blu, arancio, romanticamente fluorescenti o alla fragranza chimica di menta piperita? Lei cosa dice signora? Buonasera a Lei. Accomodatevi, pratiche e spaziose buste di carne accoglieranno comodamente gli articoli che preferite per la vostra spesa odierna. Un dubbio? Un momento di panico? L’impellente bisogno di un farmaco? Forse qualcosa di più forte? Rivolgetevi alle nostre gentili ragazze, saranno pronte a rispondere ad ogni domanda ed a servirvi in ogni esigenza e per ogni evenienza. Le riconoscete a prima vista per il delizioso completo rosa che indossano. Eccone una! Ciao Jessica. Le prelibate scrofe morte, che vedete scenograficamente appese al soffitto del salone centrale, sono il nostro originale addobbo Natalizio. Le abbiamo selezionate geneticamente e sezionate chirurgicamente, secondo le preferenze della nostra clientela. Secondo le Vostre preferenze! Oggi tanta raffinatezza suina è in offerta speciale al banco mattatoio; accorrete compatti, al termine del corridoio 77: il nostro macellaio vi aspetta. Assaggiate le nostre olive pigmentate e provate le squisite marmellate luminose o le spumeggianti gazzose esilaranti. Per la cura del corpo e l’igiene personale, vi segnaliamo i nuovi dentifrici al vanadio, le creme depilati azotate, i deodoranti al cromo o l'aromatico topicida antisettico, per gargarismi geriatrici. Non dimenticate le speziate lavande ormonali, ravviveranno le vostre serate, anche quelle di chi si crede ormai in letargo. So che qui ci sono alcuni malcapitati di questa specie! Vero signore? Certo, certo, dico proprio a Lei con il cappello da baseball. E infine attenzione... Per favore, la prego, non spinga come un forsennato giovanotto, ogni articolo è disponibile in 187.453 esemplari! E infine, dicevo, approdati alle casse controllate la vostra raccolta punti. Fatelo coscienziosamente, amorevolmente, e che la gioia sia con voi!"

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOdue:
Chi sei? Colui che legge queste parole o quello a cui queste parole si mostrano? Chi sei? Quel nome tal dei tali che indossi o quello a cui il nome tal dei tali che indossi si mostra? "In tutta la mia opera ricorre il tema della mutazione. Che è poi il tema dell'identità, della sua fragilità. All'inizio di quasi tutti i miei film i personaggi danno l'impressione di aver fiducia in sé stessi, di sapere dove stanno andando. C'è in essi una sorta di arroganza: credono che il futuro sarà esattamente come hanno previsto. Ognuno di noi, del resto, ha questa forma di arroganza. Ma quando interviene l'imprevisto, l'idea che noi avevamo della realtà si rivela diversa dalla realtà stessa, ed ecco il caos, il disastro. (...). Io cerco sempre di mostrare quel momento unico e bloccato in cui ciascuno vede ciò che c'è sulla punta della sua forchetta: cioè quel momento in cui ci si rende conto che la realtà non è che una possibilità, debole e fragile come tutte le altre possibilità". David Cronenberg E cosa vedi, cosa vedi quando incontri le strade dove hai respirato dieci anni fa, dove hai incrociato altra carne, consumato altre passioni? I pensieri di allora scomparsi fra le acque dell'Arno, i pensieri di adesso, se li osservi, passeggiano sullo stesso marciapiede, perseguono lo stesso destino: un occhio piange l'altro ride. Niente è importante tutto è rilevante. Chi sei, dimmi chi sei....

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOtre:
La magnificenza degli insetti. Immobilità e d'incanto repentino movimento. Silenzio di giornate passate in angoli dimenticati. Attesa, solitudine e tenebra. Ore e ore dietro ad un mobile nel niente polveroso o fulmine di masse in movimento sotto il sole: formicai, alveari, regine, soldati e operai. Orde di cavallette sorvolano ettari divorandoli, ira affamata, biblica piaga. In un lampo si torna ad una mantide isolata, silente e mimetica, mentre una coccinella sgranocchia paziente gli afidi della rosa.

Sogno Katja, quella dai capelli neri come la pece ed i lineamenti da indiana d'America. Katja è apache. Ha dietro un cielo azzurro impastato di nuvole bianche, ma è cielo o un quadro di Magritte? Sta lì davanti immobile e silenziosa, guarda; ora parla ma non si sente, parla ma manca l’audio, si muovono solo le labbra. Poi alle parole accompagna alcuni gesti con le mani, ma non sento ancora non sento. Cosa vuoi dirmi Katja, cosa vuoi dirmi? Agita le braccia, un mulino a vento, un mulino a vento. Grida sì, sì, sento appena appena e imbrogliato, appena appena e imbrogliato, ma vedo che grida. Adesso ha il volto emaciato e la bocca spalancata dallo sforzo. Sento, sento bene adesso, forte e chiaro Katja, forte e chiaro:
“Niente diventa niente, niente diventa niente, niente diventa niente, niente diventa niente, niente diventa niente ….”.
Dato il non niente, niente di qualsiasi componente del tutto diventa niente. Niente diventa niente, proprio come dici tu. Mi sveglio di soprassalto, il respiro rapido e caldo, il cuore batte forte, la tenebra tace, qualcuno dorme accanto. Katja vola via oltre il confine fra bosco e montagne. Katja grande spirito, roba di terra, pietra e sangue.

Dopo un viaggio al termine della notte niente formalismi, similitudini o metafore. Tutto lo scibile dice lo stesso. Nessun simbolo, anche se sono formalismi similitudini o metafore.

Compaiono sempre e solo tre mesi sul display, pian piano anche ottobre morirà dopo la fine di gennaio, anche se scrivo questo diario da 3481 anni, o forse più? Non ricordo, proprio non ricordo quante donne e uomini hanno avuto fra le mani queste parole: regine e puttane, furfanti e filosofi. Non so, proprio non so.

I suoi sono i primi esperimenti chimici veramente "quantitativi", ad essere condotti. Antoine mostra che, anche se la materia cambia il suo stato con una reazione chimica, la quantità di materia è la stessa all'inizio e alla fine di ogni reazione. Questi esperimenti fornirono la prova per la legge di conservazione della massa.

“In natura nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”
Antoine-Laurent de Lavoisier

Semplice identità del tutto con tutto. Buonanotte.