giovedì 23 agosto 2007

31 incantesimo


Salvator Dalì rosa meditativa

INCANTESIMO. Cammina per strada, un gelo secco e piacevole accompagna la sera e i passi lungo il marciapiede. BASTA. Annegare invariabilmente in determinate circostanze, imprigionati nell’immedesimazione di fare il proprio destino e di plasmare il corso del tempo. FAME. Il corpo risponde, si torce, muta, a volte deraglia ammalato, spaccato, ubriaco, oppure si fortifica, langue e prorompe. GODE. Il bar sta chiudendo, il vino rosso sta per finire. RIDE. Quando? Nel momento in cui massima è l'aderenza, sospirando per il piacere o per la disperazione, ma anche spegnendosi lentamente in un grigiore polveroso o nella rabbia, per farla breve sempre. PAURA. Se il desiderio d’assolutamente altro rompe gli argini, oppure accade anche cercando ardentemente lo stesso per sempre. SETE. Afflitti e soli o al contrario immersi in un orgia di parole ed amici, incatenati e travolti dalle passioni o incapaci di sentire, prossimi alla fine e appena nati. OSSESSIONE. Nuovamente in strada galleggia sospinto da una leggera emozione alcolica, una sorta di perdita di gravità, e da un vento freddo e delicato che si struscia alle case. Ad aguzzar lo sguardo lo si vede sorridere. ANCORA. Quel senso di unicità illusorio e misterioso, a volte germogliato in circostanze dolorose, a volte cresciuto fra gioie accecanti, oppure consunto e sfibrato da affanni e mediocrità diffuse. PIANGE. Tutto, ma proprio tutto, questo si sta dando contemporaneamente adesso, in centinaia e centinaia di umani disseminati sul pianeta, ignari di danzare lo stesso balletto parallelamente. Qualcuno scrive queste stesse parole, altri occhi le stanno leggendo. L'eterno eguale si ripete e si reitera. Nessuno plasma il proprio destino. Meglio? Peggio? Bello? Brutto? Giusto? Sbagliato? Maschio? Femmina? Il desiderio richiama al punto d'inizio. INCANTESIMO

2 commenti:

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOuno:
Adesso si cambia. Basta filosofia, solo realtà e concretezza. Esser semplice semplice semplice, aderente alle cose. Dopo il solito pranzo al bar vado a vedermi una mostra. Sono nervosa, anzi stizzita dalla solita tempesta affettiva. Telefonate finite male e abbracci serali di riconciliazione. Avanzo stordita da questo via vai di parole melliflue e grida di disprezzo o pianti disperati, sospetti, tradimenti e confessioni a cuore aperto. La piadina piantata sullo stomaco entro alla galleria civica che osserva un insolito orario continuato. Espone un fotografo americano di quasi settant’anni: Paul Caponigro. Entro per ammazzare quest’ora di pausa e svuotare per un attimo il cervello. Mi calo pian piano, prima diffidente e distratta, assente, poi più attenta, quindi quasi stupita arrivo a un gruppo omogeneo di scatti. Si tratta di una serie di fotografie in bianco e nero di girasoli. Resto lì di fronte a questi oggetti scuri, avvolti dalla tenebra. Sunflowers. Mi chiedo come possa aver visto in una luce buia questi fiori colmi di colori squillanti, e maestosamente accesi dalla luce del sole. Sembrano pendere di fronte alla mia faccia da una notte inchiodata al muro. Capisco improvvisamente come sia fragile e superficiale l’idea di essere aderenti a qualsiasi oggettività data o presunta. La concretezza è la concretezza soggettivamente percepita. E’ rassicurante gettarsi in qualche moderato sapore condiviso, in qualche piccola pena o in una gioia tascabile che abbia incontrato altri prima di noi. Spendere parole vane aiuta, sia il tempo, i trasporti o il sesso, ormai spalmabile ovunque. I girasoli stanno lì silenziosi, incredibile a dirsi, mostrando il loro cuore di tenebra. Attonita torno in strada e fuori dal portone la via ed i palazzi sembrano una scenografia teatrale ed i pedoni comparse immerse in uno spettacolo. A ottobre è già aria di novembre: quel che sembra vero è finzione, quel che sembra finzione è vero.

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOdue:
"Benvenuti in questo luogo incantato, di ciliege, fragole e dolci sorrisi. All'ingresso, sotto fogli di plastica ibernante, scoprirete migliaia di fiori surgelati, gentile omaggio ad ogni membro del gentil sesso che oggi varca la nostra soglia, videosorvegliata 24 ore su 24. Fiori gialli, rossi, blu, arancio, romanticamente fluorescenti o alla fragranza chimica di menta piperita? Lei cosa dice signora? Buonasera a Lei. Accomodatevi, pratiche e spaziose buste di carne accoglieranno comodamente gli articoli che preferite per la vostra spesa odierna. Un dubbio? Un momento di panico? L’impellente bisogno di un farmaco? Forse qualcosa di più forte? Rivolgetevi alle nostre gentili ragazze, saranno pronte a rispondere ad ogni domanda ed a servirvi in ogni esigenza e per ogni evenienza. Le riconoscete a prima vista per il delizioso completo rosa che indossano. Eccone una! Ciao Jessica. Le prelibate scrofe morte, che vedete scenograficamente appese al soffitto del salone centrale, sono il nostro originale addobbo Natalizio. Le abbiamo selezionate geneticamente e sezionate chirurgicamente, secondo le preferenze della nostra clientela. Secondo le Vostre preferenze! Oggi tanta raffinatezza suina è in offerta speciale al banco mattatoio; accorrete compatti, al termine del corridoio 77: il nostro macellaio vi aspetta. Assaggiate le nostre olive pigmentate e provate le squisite marmellate luminose o le spumeggianti gazzose esilaranti. Per la cura del corpo e l’igiene personale, vi segnaliamo i nuovi dentifrici al vanadio, le creme depilati azotate, i deodoranti al cromo o l'aromatico topicida antisettico, per gargarismi geriatrici. Non dimenticate le speziate lavande ormonali, ravviveranno le vostre serate, anche quelle di chi si crede ormai in letargo. So che qui ci sono alcuni malcapitati di questa specie! Vero signore? Certo, certo, dico proprio a Lei con il cappello da baseball. E infine attenzione... Per favore, la prego, non spinga come un forsennato giovanotto, ogni articolo è disponibile in 187.453 esemplari! E infine, dicevo, approdati alle casse controllate la vostra raccolta punti. Fatelo coscienziosamente, amorevolmente, e che la gioia sia con voi!"