lunedì 31 dicembre 2007

15 FREE

1 commento:

atoshi kawabata ha detto...

ARCHIVIOuno:
Visitare un’orgia conviene in particolar modo durante i mesi estivi. Anzi le autorità sanitarie stesse lo consigliano anche agli anziani nei giorni più afosi e inquinati; infatti all’interno di un’orgia non manca mai una cosa essenziale: l’aria condizionata, calda o fredda che sia.
In qualsiasi città voi abbiate preso dimora da Santiago a Stoccolma, all’ingresso di un’orgia che si rispetti trovate sempre un ampio parcheggio. Grande, ordinato, mastodontico quanto basta per far atterrare anche un elicottero, anzi due elicotteri, tre o forse un battaglione intero?
Questa del parcheggio è proprio una gran comodità, inutile farne mistero. Gira e rigira per infrattare la macchina in qualche buco e vedrete che vi passa la voglia di visitare un’orgia. Invece così ci arrivate davanti senza noie e in due e due quattro siete dentro fino al collo.
L’orgia ospita centinaia e centinaia di persone...Migliaia? Milioni? Miliardi? Poco importa, fra neon abbaglianti, vetrine linde e ordinate, lavatrici e frigoriferi bellamente disponibili, tonnellate di derrate alimentari fresche e croccanti, tutto è pronto per soddisfare ogni desiderio, dal più laido al più innocente. Nell’orgia non manca nulla, ogni richiesta trova esauriente risposta in un ampia gamma di prodotti e prestazioni. Tutto è splendido splendente, tutto è a portata di mano, tutto è tutto. Per le feste ci trovate dentro anche cinque o seicento Babbi Natale, e ad ogni stagione compaiono ragazze in pattini e shorts con microfono e auricolari incorporati. Gli spacciatori sono nei bagni, i poliziotti in borghese ovunque e i corridoi saturi di prostitute e madri di famiglia con mariti al seguito, mentre schermi giganti a cristalli liquidi tracimano attori e personaggi famosi d'ogni razza e genere. Dentro agli schermi tutti sorridono, sorridono e hanno una bocca grande, labbra carnose, denti bianchi e corpi lisci e luminosi. Le guardie giurate stazionano agli angoli, con un'ingombrante pistola alla cintola e braccia incrociate sul petto, annusando l'aria ionizzata e depurata.
Dentro un’orgia non si suda mai, gli occhi si ubriacano di compact disc e peperoni, marmellata di prugne e terriccio per gerani, videocamere digitali e pizze al taglio, bagnoschiuma al sandalo e formaggio di capra, fette biscottate integrali e pupazzi di Walt Disney in fibra sintetica, saponette alle rose e lattine di birra analcolica, scarpe da ginnastica e braciole di maiale, creme anticellulite e orzo solubile.
Da un orgia uscite spossati e carichi di pesi, ripiombate nel parcheggio con gambe molli e occhiaie scure. Fuori la temperatura è polare o assimilabile al deserto algerino a seconda della stagione. Una moltitudine vi avvolge e voi informi e anonimi come ogni faccia che vi circonda, convergete a piccoli branchi verso la vostra gabbia di metallo. Il corpo sprofonda al posto di guida, la lingua gonfia, la bocca impastata, un senso di greve insoddisfazione... Ma è giunta l'ora, cala la tenebra e ognuno schizza nella propria tana.