venerdì 22 luglio 2011

LA FINE della CITTA' I



La rivendicazione è di un caos che avanza, agghindato con le vesti del puro orrore. Azathoth, il Dio cieco e idiota, divora ogni scheggia di umanità facendo di tutto maceria, rifiuto e vetri rotti. Nessun cuore libero, solo fuoco, fiammme e polvere, caduti a casaccio sulle teste di alcuni sventurati. Il disegno è l'assenza di ogni disegno comprensibile a mente umana. L'inferno è nel quotidiano, la guerra, malgrado le apparenze, ovunque. Il grande nulla divampa scarnificando ogni senso. Il futuro? Eccolo.

La strage di OSLO si fa metafora di una crisi che lentamente ma inesorabilmente sta minacciando l'idea di città e le grandi metropoli in particolare. Qui, nei grandi agglomerati urbani, l'evidente declino di un modello di sviluppo dissennato si manifesta con più evidenza. Criticità ambientali, sociali, di ordine pubblico e convivenza fra culture, sono caratteristiche della città. Il video allegato prefigura un collasso e mostra crudamente una violenza idiota. Idiota perché autoreferenziale, ma soprattutto perché si manifesta a sostegno di un'identità ormai in disfacimento: quella della civiltà Occidentale.

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