martedì 21 febbraio 2012

UN NUOVO UMANESIMO



L'uomo ha perso la centralità del proprio esserci ed è governato da un complesso di elementi che si manifestano numericamente, secondo meccanismi di corrispondenza che paiono autofondarsi rilasciando il sapore di una necessità, necessità sostanzialmente fasulla, menzogna travestita da verità, missione internazionale che è stupro ed omicidio. Il dispiegamento dei numeri, il gioco dei bilanci, del debito e del credito, delle spese necessarie, dei progetti sovranazionali per dotarsi di un sistema di difesa aggiornato, delle guerre giuste, del terrorismo globale, si è moltiplicato in un'architettura di scatole cinesi, in un'infinita parabola finanziaria che ha reciso il legame di questi gangli di potere con l'agire di uomini e donne.

Gli interessi sul debito si moltiplicano matematicamente, i derivati sul debito si apprezzano o deprezzano conseguentemente. Meccanismi di ogni tipo sono proliferati a tal punto da intaccare in modo totalizzante le esistenze in interi e popolosi continenti, attraverso un complesso di fattori in cui l'uomo è ormai solo periferia organica di un sistema che si regge su un labirinto di procedure aliene. Droni che solcano i cieli carichi di bombe, algoritmi che infettano i mercati finanziari, sonde che si infilano nel sottosuolo, farmaci che infettano la coscienza addormentando il sentire e la fame che torna anche in occidente, anzi proprio là dove l'occidente è nato.

Ci sono stati dove complesse strutture militari richiedono flussi costanti di risorse per mantenersi in vita, per operare un'intricata manutenzione di mezzi d'ogni tipo e necessitano costantemente di tecnologie complesse per riprodursi ed espandere il loro potere in una metastasi inarrestabile. Certo ci sono uomini virtualmente ai vertici delle organizzazioni, ma quel che è ormai chiaro e sinistro è che la loro funzione è sempre meno influente. Sono paraventi, maschere, saltimbanchi, pagliacci dell'osceno non umano che li manovra.

Stiamo passando da un sistema oligarchico ad un mondo in cui gli uomini hanno l'illusione di governare. Abbiamo di fronte a noi un golem che in realtà ha in sé un sistema immunitario costituito da una miriade di fattori tecnici e da una complessità di dati tale da rendere superfluo il fattore umano, la coscienza di sé, spingendo nella direzione di una espansione perenne, il cui approdo naturale è il controllo e la violenza.

I grandi eserciti, i servizi segreti più potenti, le multinazionali e le banche centrali hanno nel loro DNA degli automatismi che si attivano dando l'illusione di scelte, celebrate dai media come eventi, quando sono in realtà lo svolgersi di processi codificati da quelle organizzazioni. Sono accadimenti apparentemente inevitabili, macchine in cui l'uomo è ingranaggio fra gli altri e funzione di un cancro che è falsa moltiplicazione di possibilità. La sua vera faccia è una mostruosa perdita di diritti e una sinistra distruzione della dignità.

Se il processo prevede il sacrificio di molte vite umane queste saranno sacrificate, anche se per finalità superflue o addirittura controproducenti, penso alle guerre giuste, ai bombardamenti chirurgici, all'affermazione di principi neocoloniali spacciati per democrazia, al disprezzo per le culture non occidentali. Il cancro è la miglior metafora per questi enormi organismi, belve globali, masse di dati a cui corrispondono apparentemente alcuni grandi capi. Sono uomini e donne incatenati ad aerei che saltellano da un continente all'altro. Il potere però non è di costoro, delle loro parole retoriche, dei loro sorrisi di circostanza o dei loro corpi dati in pasto a telegiornali qualsiasi, ma degli organismi di cui sono componenti sostituibili soggetti ad usura.

L'unico passo plausibile per evitare l'apocalisse è un nuovo umanesimo, un processo che ridia all'uomo la centralità che ha evidentemente perso affidandosi alla tecnica ed ai suoi automatismi distruttivi.

Basta poco. La terra, il Sacro e le stagioni, l'arte, la poesia, la meraviglia, l'incapacitazione e pochi altri ingredienti capaci di sabotare qualsiasi macchina e ridarci finalmente il dono di una domanda che resti senza risposta.

10 commenti:

Aragingo ha detto...

Cos'è la civiltà se non la corsa tra il progresso e la catastrofe?

Barbara Ottaviani ha detto...

Grande enrico!

yuma ha detto...

piacere di leggerti in un tuo Blog. Molto bella la grafica.

Ho approfondito in concetto qui

http://intermarketandmore.finanza.com/i-costi-della-casta-politica-ma-si-sta-facendo-un-grave-errore-42517.html#comments

nel primo commento a firma Ottofranz

Ti ho inserito nei preferiti

Barbara ha detto...

Grande Enrico!

Luca ha detto...

Mi piace molto questo post, anche perché esprime concetti che condivido. Temo solo che questo tipo di svolta possa avvenire solo "obtorto collo" e che non si possa collocare tra le riforme strutturali di cui avremmo tanto bisogno.
Infatti ci si ritrova a darsi ragione a vicenda e.....basta.

guru2012 ha detto...

Ottima analisi, concordo, ma non vedo cosa c'azzecchi la cricca Monti con quanto hai scritto. :D

PS: ho riscritto il commento, se doppione, o non degno di pubblicazione, cestina pure.

Sakura ha detto...

@YUMA Felice di ritrovarti qui. Conto di raggiungerti via mail a breve con una bella riflessione di un amico sui temi a noi cari.

@GURU grazie di aver lasciato un commento. Capisco bene le tue perplessità. Per farla breve direi che il mio è un atteggiamento pragmatico in un momento in cui il naufragio era (ed è) un pericolo non improbabile per il paese.

@ARAGINGO ciao, onorato di avere un tuo commento, grazie per i link su Sollima che mi hai lasciato altrove, conto di esplorarli a breve. Sciarrino come vedi l'ho già accolto anche qui ed era già ospite della mia discoteca. Progresso e catastrofe? Mi sta bene, a patto che al centro di questa "corsa" ci sia l'uomo, come portatore di coscienza.

@LUCA ciao. No, io vedo anche un orizzonte individuale in cui tutto questo può farsi ricerca fattiva, anche se su un piano sociale ci sono molte resistenze, questo non deve far desistere dalla possibilità di un umanesimo di matrice individuale. Già questo comporta sforzi titanici.

@BARBARA un abbraccio forte...

yuma ha detto...

Ho riletto più volte il tuo post , assaporando e condividendo ogni parola.

Occorre però ammettere che in realtà l'uomo non ha perso nulla della sua centralità, perchè in effetti quella sua centralità non l'ha mai avuta.

Almeno nel senso che intendi tu, che intenderemmo noi.

Ci sono stati sì alcuni uomini,(pochi) che hanno indicato la strada ai più, ma i loro insegnamenti , quando anche accettati perlomeno in teoria , sono sempre stati prevaricati dalla realtà dei fatti.

A causa di altri uomini, alcuni Pastori (pochi), altri Gregge (molti) .

Il Mondo moderno che tu descrivi nella sua bruttezza così magistralmente , non è molto diverso da quello di alcuni millenni fa, quando l'allora tecnologia ,il carro veloce degli Egizi, era il drone di oggi

La cosa buffa è che allora serviva a vincere le guerre ed assoggettare popoli, oggi , estremamente più evoluto, è inefficace.

Ma quei pochi uomini che indicarono la strada sono sempre li, ed i loro pensieri ed i loro scritti anche.

Immortali ed a disposizione di chi abbia sete e voglia attingere a quel pozzo.

Oggi tu hai fornito a chi lo volesse, un ulteriore aiuto in quel senso. Ho letto con piacere "La sospensione del giudizio".

Li cè una traccia importante della mappa del tesoro che porta alla Felicità

Luca ha detto...

Appunto...ci sono sempre le condizioni per i passi individuali, per quanto le situazioni possano essere difficili, oppure proprio per questo. Ma questa è un'altra via, o forse è l'unica via.

Anonimo ha detto...

Ho approfittato anch'io dell'invito alieno a visitarti. concordo: ottima grafica e gusti musicali indiscutibili ( sakamoto fan da una vita e 2 concerti visti a suo tempo ). Che dire: solo con la filosofia e l'etica ci si può saltare fuori. Il resto è tecnicismo sterile fine a se stesso. strumento operatorio, non fine ultimo.
ti ho salvato nei preferiti anche io. stammi bene. Alberto