mercoledì 7 marzo 2012

ONDE



Siamo sugli scogli, sdraiati sui sassoni come li chiama lei. I blocchi di roccia hanno colori vivaci, gialli, verdi, bruni e variegati. Il mare si increspa piano, mentre il sole scompare dietro a una coltre compatta di nuvole spesse di un blu scuro impastato di grigio. Stiamo lì incantati dalle onde, dal paesaggio ripido della Liguria e dall' aspra bellezza che riempie il golfo dei poeti. Guardando il mare tutto è antico e se escludiamo le gru metalliche dei cantieri navali a La Spezia, sembra che lo spazio intorno sia sospeso ed i gabbiani siano i pilastri del cielo. Poche persone passano lungo la passeggiata alle nostre spalle, parlano sottovoce. Un cane per un attimo ci guarda. Si avvicina l'ora di cena, rimaniamo soli.

- Il tempo sta cambiando, forse domani pioverà,- le parlo lasciando correre lo sguardo verso Portovenere e la vicina isola di Palmaria, avvolte in una plumbea luce blu.
- Io non voglio che venga il brutto, io al mare voglio il sole.
- Sai il più delle volte le cose non sono come vorremmo, non siamo noi a decidere, le cose vanno come vanno.
- Chi decide?
- Non so chi decide.
Una pausa si riempie piano dell'odore salato del mare ed il vento caldo prende un po' di forza. Qualche spruzzo mira a toccarci. Per un attimo sprofondiamo insieme nella stessa domanda, nello stesso senso di ineluttabilità per quel che è e per come si dà.

- Io lo so chi decide, decide il mondo. Tu sai cosa vuole il mondo?- Mi chiede risoluta.
- Non lo so,- un brivido mi sale lungo la schiena.
- Come facciamo a chiederglielo?- Mi guarda intensamente e sento tutta l'inadeguatezza di fronte alla totalità, di fronte alla spinta che il tutto ha a dirsi, alla mia stessa indecisione ed al suo bisogno di sapere, che è parte di quella stessa spinta, come la tenerezza che sento per mia figlia, come la forza che agita il mare, mentre continua a sbattere contro le rocce. Silenzio, Anita contempla e per un attimo si lascia rapire dai diversi colori dell'acqua, mare verde, mare blu e mare nero.
 Le faccio una proposta.
- Forse possiamo ascoltare le onde, magari sono la voce del mondo, ma è difficile capire cosa dicono,- lei mi guarda rapita nei suoi quattro anni che per magia sembrano molti di più.
Fissa l'orizzonte.
-Io so cosa dice il mondo,-risponde decisa.
- Cosa dice?
- Il mondo dice che ha fame.
- Ha fame?
- Noi dobbiamo dargli da mangiare. Dobbiamo pensare ad una pappa per il mare, la terra, i boschi ed il cielo.

Un sacrificio, un'offerta di fronte a quel che non si lascia dire, di fronte all'irrequietezza di tutto, anche delle montagne. Tutto è com'è e ha fame.

4 commenti:

Luca ha detto...

Wow!!

Bello...inoltre mi hai fatto tornare indietro di qualche mese, forse sono stato sugli stessi sassoni. Ciao

yuma ha detto...

Il Mondo è come noi ,mia cara Anita.

Un giorno ha fame, un giorno ha sete ,un giorno è allegro ed uno triste. Ma a differenza di noi è tranquillo , perchè non ha fretta.

Sa di avere dalla sua il tempo , ed un grande fuoco dentro che lo nutre e gli dà energia.E' il cuore del suo cuore.

Anche noi abbiamo un cuore,ed anche noi avremmo tutto il tempo necessario.

Tocca a noi prenderci il nostro tempo ed ascoltare di più il nostro cuore

FRANCESCA ha detto...

Bellissimo questo post! Bravo Enrico e fantastica la tua cucciola! Daccordissimo con yuma: tocca a noi prenderci il nostro tempo ed ascoltare di più il nostro cuore! Troppo persone lo dimenticano
Abbraccio
Francesca

valeria ha detto...

commozione ...