sabato 19 maggio 2012

DAVID



Tutto è iniziato quando sono entrati in commercio tessuti elasticizzati di un'aderenza sorprendente. In pratica una seconda pelle, splendente, brillante, colorata secondo il gusto e le esigenze della proprietaria. Detti tessuti non si limitavano a fasciare cosce, seni e glutei, ma aderivano con precisione a genitali e capezzoli, scolpivano ogni angolo del corpo, si infilavano in ogni anfratto e non davano nessun ingombro che non fosse quello delle carni. Le nuove vesti erano un perimetro aderente, una pellicola fasciante, un domopak per umani.

Così abbigliate truppe di casalinghe, studentesse, professoresse ed impiegate allagavano il percorso lungo il fiume, mostrando muscoli in tensione, corpi perfetti, carni in eccesso o carni quasi assenti, carni giovani, carni mature e provate dal tempo. Tutto splendeva di blu e rossi, di neri dimagranti e brillanti, di bianchi evidenti. I corpi passeggiavano, correvano, marciavano ad ogni ora. I tessuti tecnologici riparavano dal freddo in inverno e proteggevano dal caldo nelle ore più soleggiate dell'estate. Per lungo tempo assistemmo ad un lento e graduale processo di riduzione delle superfici coperte, e ad un ulteriore perfezionamento dell'aderenza, fino ad evidenziare nei, brufoli, muscoli periferici ridotti per massa ed estensione, mucose ed orifizi. La depilazione dei corpi doveva essere totale ed accuratissima onde evitare spiacevoli inestetismi. I capelli venivano raccolti in code di cavallo e catturati da rapaci fasce elastiche multicolori. Il percorso era frequentatissimo, da donne di costumi ed estrazioni sociali differenti. Non ci furono incidenti o aggressioni riconducibili a questo nuovo modo di abbigliarsi nel tempo libero. Ogni tipo di violenza rimase nella media, poi improvvisamente si formarono delle associazioni e tutto ebbe un'accelerazione imprevista.

Le associazioni si svilupparono conseguentemente ad una semplice applicazione dei tessuti elasticizzati precedentemente utilizzati: la completa trasparenza. Le associazioni si riconoscevano per le diverse parti mostrate in pubblico e per le guardie armate, solitamente androidi, che accompagnavano i gruppi di donne a passeggio o di corsa fra i sentieri del parco fluviale. C'erano i gruppi a bolle trasparenti o con particolari in mostra e quelli di nudo parziale o integrale. Non si registrarono incidenti degni di nota, le guardie erano ben pagate ed alla fine ci si abituò a questa nuova tendenza. Gli uomini al massimo scoprivano il petto, ma dopo una dozzina di mesi tutte le associazioni confluirono in quella di nudo integrale ed a questo punto passarono quasi 5 anni di naturismo urbano. Si vedevano corpi di ogni tipo e provenienza e di età assai differenti. Sulle tute trasparenti comparvero i marchi di alcuni sponsor che pagavano ma a patto che le donne fossero a gruppi di almeno sette. Gli studi su questi tessuti progredivano e la medicina si interessò alla possibilità di ricostruire tessuti epiteliali lesionati, principalmente da ustioni, mettendo alla prova questi eccezionali prodotti di sintesi. All'inizio ci furono crisi di rigetto, ma poi si giunse a soluzioni sempre più brillanti e così cicatrici, ustioni e altri orrori furono sostituiti da bei tessuti difficili da distinguere dalla pelle vera a cui si raccordavano in maniera perfetta.

A quel punto nacque un'associazione particolare. Si trattava di persone con una cultura particolarmente elevata e solitamente dedite a salutismo ed alla passione per le arti e la letteratura. Conobbi David l'androide armato che li accompagnava, in una pausa al bar sotto i tigli. Mi raccontò delle loro abitudini e dei rituali con cui si sottoponevano ad una radicale modificazione. La trasparenza fece di nuovo la differenza. Gli adepti dell'associazione si sottoponevano ad una complessa e graduale rimozione della pelle, che veniva poi sostituita con del tecnotessuto trasparente. Gradualmente assistemmo ad interi gruppi di persone, ora maschi e femmine in egual numero, che parevano tavole anatomiche in cammino o di corsa, con vasi, arterie ed interiora perfettamente visibili, fasci muscolari e nervosi esposti a bambini ed a sconcertati passanti. Si sviluppò una particolare branchia della chirurgia estetica dedita alle modificazione degli apparati interni. David mi spiegò che si recidevano muscoli per mostrare organi e sostituivano porzioni di grasso opache con siliconi trasparenti. Gli adepti solitamente campavano come sculture viventi per esposizioni d'arte o come modelli per eccentriche sfilate di moda. Erano assai richiesti anche come ballerini ai concerti rock. Tutto divenne normale nel giro di tre anni ed in poco tempo alle persone tradizionalmente vestite, parzialmente nude e nude si aggiunsero questi scorticati, sempre sorridenti ed in perfetta forma.

1 commento:

Aragingo ha detto...

Poi arrivò la Oryon Technologies, Inc. che con il suo tessuto Elastolite creò delle tute luminescenti capaci di fare stagliare quei corpi scolpiti nel buio della notte, come un maledetto incubo di un sogno estivo.