sabato 5 maggio 2012

LO STATO DELLE COSE




Oggi leggevo un'intervista a Jung, lo psicanalista, dove sostiene che bisogna essere grati a Stalin perché ci mostra il vero volto del comunismo: violento e totalitario. Ho sfogliato le pagine per datare l'intervista: 1938!

In giro per l'Europa ed in Italia sta evidentemente serpeggiando un malessere profondo, che partendo da dati oggettivi, sorti dalla crisi economica, si sta manifestando in modi che non conoscevo. Penso in particolare al demone della paura ed alla sua declinazione successiva ed inevitabile: l'odio. La miscela di povertà, paura ed odio è stata, non dimentichiamolo, il combustibile che ha incendiato l'Europa nel XX secolo ed i quasi 70 anni di pace che abbiamo alle spalle sono ormai un capitale che per i più è cosa scontata o sconosciuta per diretto raffronto con il suo contrario: la guerra.

BANCHE, FINANZA, POLITICA, STATO/TASSE sono parole attorno a cui si stanno coagulando sentimenti che dalla paura/reverenza stanno passando all'insofferenza/odio. Certo non dimentico i dati oggettivi per cui questo accade, ma non siamo ben oltre una risposta oggettiva di fronte al disagio di scelte sbagliate? Qual è la forza che ha spinto Marie Le Pen ad un'affermazione così importante ed a un plauso incondizionato in rete dopo la sua intervista a SERVIZIOpubblico di giovedì 3 maggio? Credo si vada ben oltre un oggettivo disagio e ci si trovi in un malessere emotivo pericoloso, proprio perché non poggia su cause precise. L'Europa del XX secolo quali "frutti" ci ha offerto a fronte di ricette come il nazionalismo economico e politico invocato da Marie Le Pen? Due guerre mondiali.

Non sono state le BANCHE, almeno in passato, ad aver rilasciato crediti che hanno prodotto ricchezza e lavoro (quindi anche ricchezza ridistribuita)? Non è FINANZA quella che attraverso i BTP ha dato risorse per servizi di cui tutti usufruiamo, pagato stipendi di tanti dipendenti pubblici, prodotto occupazione, cultura e ricerca e fatto crescere i risparmi degli Italiani? La POLITICA non è l'unico strumento che abbiamo per tessere una democrazia fallace e limitata, ma di cui non si conoscono alternative che non siano tirannide, oppressione, tortura e morte? Le TASSE non sono a loro volta pilastri nell'erogazione di servizi? Queste domande paiono ormai per molti contemplare solo una risposta sprezzantemente negativa.

Le forze politiche, alcune in particolare, se ne sono accorte e pur di recuperare o allargare il consenso in modo spregiudicato accolgono come eroi personaggi che sequestrano impiegati armati di tutto punto.
La complessità ed il tentativo di capirla ed interpretarla, anche attraverso inevitabili errori, è l’unica via che abbiamo davanti. L’odio, le frontiere chiuse, il nazionalismo, hanno al contrario essenzialmente bisogno di generalizzazioni e semplificazioni, dove il male sta tutto da una parte. Nascono così i nemici, necessari ai demagoghi per costruirsi anche un consenso.

Ho l'impressione che il meccanismo si stia avvitando su se stesso, producendo un progressivo alzarsi dei toni, delle decisioni e delle azioni, non a caso giunte ad approdi sempre più violenti. Avete la stessa impressione? 

E' ancora possibile tornare a fare dei distinguo basati su ragionamenti o c'è solo spazio per i demoni?

3 commenti:

Aragingo ha detto...

La visione chiara di un periodo di storia dell’uomo, non può prescindere dal punto di osservazione e dalla distanza del tempo.
Sempre più spesso, l’uomo si allontana dall’idea di distinguere il bene dal male; ne consegue che queste forze finiscono per avvinghiarsi l’una all’altra per fondersi in un’unica micidiale condizione che noi chiamiamo vita.
È quasi uno scenario perfetto per la festa dell’oblio: il reale viene sostituito dall’immaginario e tutto sembra articolato in una realtà che è solo fantasia. Già! Noi crediamo in quello che vediamo ma non ci rendiamo conto che si tratta di immagini assolutamente truccate.
Per scoprire certe verità occorre sempre molto tempo e occorre viaggiare nei canali dell’oblio per non restare sconvolti o condizionati dal capire come si è stati ingannati.
La scoperta di fatti e misfatti scivola via sulle nostre coscienze e si preferisce lasciare il vecchio scenario piuttosto che abbattere i pannelli dipinti della scena mostrataci e contemplare il prodigio di chi ha inventato la grande bugia.
Si aprono gli archivi segreti russi e si scopre che Lenin era una spia che lavorava al soldo dei tedeschi.
Orrore! Continua ad essere idolatrato come il padre della rivoluzione e come il creatore della dittatura operaia. Chi decide di non divulgare la verità?
Il giorno prima dell’ 11 settembre ci sono state vendite allo scoperto in tutte le borse più importanti del mondo con valori astronomici. Basterebbe sapere chi ha effettuato tali vendite per sapere la verità su quel giorno che ci fanno vedere in uno scenario terroristico, con un interprete di buona qualità: Osama bin Laden.
Chi ci dice che bin Laden non fosse un Donald Rumsfeld, en travesti?
Allora ci si chiede se quanto sta accadendo in questi tempi recenti sia vero o falso e si cerca di alzare la testa per uscire fuori dalla nebbia in cui ci hanno costretti. Ci si riesce a tratti, ma è un puzzle troppo complesso e non c’è il tempo di bloccare l’immagine.
Un semplice Truman Show o qualcosa di molto più complesso?
La meditazione è forse l’unico balsamo che rimane a nostra disposizione, per chi ha la fortuna di averne l’attitudine.
Mentre tutti aspettano di sapere se è vera la profezia sulla fine del mondo nel 2012, nessuno si chiede se il mondo non sia già finito e se noi non siamo altro che frammenti di un déjà vu.
Una cosa è certa: per Una grande bugia occorre un Grande Regista.

Da una sfera mondiale, discendendo in una realtà strettamente italiana, occorrerebbe troppo spazio per poter tentare di commentare quanto sta accadendo e quant’altro sicuramente accadrà.
In Italia regna sovrana l’incongruenza a partire dai fratelli d’Italia che non ci sono proprio.

Bimbo Alieno ha detto...

Come sai, amico mio, questo tema mi é molto chiaro. E la mia ricetta é quella che mi ha spinto ad aprire il blog: la consapevolezza. L'odio si nutre di ignoranza, di incomprensione. Quando si comprendono le cose, quando si capisce che dividere il bene dal male non é così facile, che non c'é il bianco ed il nero, difficilmente si cede all'odio.

Ma per la consapevolezza serve pazienza e tolleranza per chi é ancora nel cammino. Il demone dell'odio fischia con frequenza nel suo fischietto da richiamo

Sakura ha detto...

Quel che è strano è il passaggio da persone in carne ed ossa ad entità che sembrano disincarnate. Le banche, la finanza, le tasse...... C'è qualcosa di demoniaco in questa trasformazione.

Si può infatti colpire più agevolmente la carne immaginando di colpire un'entità malefica, la carne è come trasparente ed il sangue il lubrificante dell'entità cattiva.