domenica 17 giugno 2012

CARL GUSTAV

La domanda decisiva per l'uomo è questa: è egli rivolto all'infinito oppure no? Questo è il problema essenziale della sua vita. Solo se sappiamo che l'essenziale è illimitato, possiamo evitare di porre il nostro interesse in cose futili, e in ogni genere di scopi che non sono realmente importanti. Altrimenti, insistiamo per affermarci nel mondo per questa o quella qualità che consideriamo nostro possesso personale, come il "mio talento" o la "mia" bellezza. Quanto più un uomo corre dietro a falsi beni, e quanto meno è sensibile a ciò che è l'essenziale, tanto meno soddisfacente è la sua vita: si sentirà limitato, perché limitati sono i suoi scopi, e il risultato sarà l'invidia e la gelosia.(...) In ultima analisi contiamo qualcosa solo grazie a ciò che di essenziale possediamo e se non lo possediamo la vita è sprecata. Anche nel nostro rapporto con gli altri uomini la questione decisiva è se si manifesti o no un elemento infinito. (...) In un'epoca che tende esclusivamente e a ogni costo ad ampliare lo spazio vitale, e ad accrescere la conoscenza razionale, è suprema esigenza essere coscienti della propria unicità e dei propri limiti. Unicità e limitazione sono sinonimi. Senza di essi non c'è percezione dell'illimitato - e, conseguentemente, neppure presa di coscienza - ma soltanto l'illusione di identificarsi con esso, illusione che si manifesta nell'ebbrezza delle grandi cifre e del potere politico assoluto. (...) Per quanto ci è dato conoscere, l'unico significato dell'esistenza umana è di accendere una luce nelle tenebre del puro essere. Si può benissimo supporre che, come l'inconscio agisce su di noi, così lo sviluppo della nostra coscienza agisca sull'inconscio.

 Carl Gustav Jung   "Ricordi, Sogni, Riflessioni"  1961

5 commenti:

fxg ha detto...

ma l'inconscio è anima-spirito? Secondo me no.

yuma ha detto...

è suprema esigenza essere coscienti della propria unicità e dei propri limiti.

l'accettarli e viverli al meglio fa parte della formula della felicità.

Ottimo post

Anonimo ha detto...

grazie!
credo che la profondità di un pensatore come Jung debba essere ancora riconosciuta (fuori) dal consesso degli addetti ai lavori come risorsa per affrontare la nostra epoca

"l'infantile stato di sogno dell'uomo massa è a tal punto fuori della realtà che egli non si domanda mai chi provvederà a pagare questo paradiso"
ci aiuta a capire i nostri giorni un pensiero come questo?

"la cosiddetta vita non è altro che un breve episodio tra due grandi misteri, che alla fine è uno solo"
C.G. Jung

Sakura ha detto...

fxg bisogna intendersi sulle parole...

Luca ha detto...

Dovrei ricordarmi più spesso di venire a visitare questo blog.
Ma per rimanere al tema del post colgo l'occasione per esprimere un'idea che ho in testa da tempo: prescindendo dal fatto che ognuno di noi pensi, creda o senta quale sia il significato della nostra esistenza, io sono convinto che proprio il fatto di NON SAPERE fino in fondo quale sia questo significato dia più valore alle nostre scelte, rendendole più autentiche.
Giochiamo un gioco di cui non conosciamo le regole e questo è il bello.