<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614</id><updated>2012-02-17T01:01:21.100+01:00</updated><category term='modello di sviluppo'/><category term='Parigi'/><category term='Londra'/><category term='Oslo'/><category term='era dell&apos;acquario'/><category term='Azathoth'/><category term='apocalisse'/><category term='Heidegger'/><title type='text'>La Sottile Linea Rossa</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>74</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1888288349558652286</id><published>2012-02-03T23:06:00.009+01:00</published><updated>2012-02-04T22:14:30.948+01:00</updated><title type='text'>L'IPNOSI</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/neLNdenoz14" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola nella contemporaneità nasconde a se stessa il significato a cui rimanda. Si trucca e si mescola con altre lingue, va interpretata, si compone e si scompone. Gli specialisti la utilizzano per dire tutto ed il contrario di tutto, ovviamente all'interno dello stesso discorso, mentre gli uomini di potere piegano il linguaggio a determinate mire, ma senza dichiararle mai. Il gergo economico è un esempio d'eccellenza. Una foresta di acronimi e termini stranieri che mirano ad una fruizione esoterica. Un gergo tecnico, dove i quattrini si attorcigliano, rimbalzano in canali oscuri, fluiscono in fiumi sotterranei verso banche traballanti e sfociano nel mare della finanza come una droga fresca di raffineria. Parole criptate, codici, poesie recitate anche ai telegiornali, ma non comprese dagli stessi speaker e tanto meno da chi ascolta. Chi ascolta le percepisce come una musica dissonante, un suono che si può banalizzare nella parola crisi. EFSF, ESM, LTRO e altri acronimi infettano l'etere restando strani oggetti incomprensibili. Alieni per convenienza. Alla fine risolto l'acronimo rimaniamo comunque con un pugno di mosche e sovente con le tasche vuote. Non è un male solo dell'economia, le mignotte si trasformano in ESCORT o carinamente in OLGETTINE, i fallimenti diventano DEFAULT e scopriamo di default ordinati o disordinati e altre facezie, che tradotte significano fame, lacrime e sangue. Sempre più incontriamo un linguaggio che si nasconde o si dirige verso territori ambigui, luoghi dove alla fine dei giochi può addirittura celarsi una sostanza quasi opposta a quella che il discorso lascia trasparire superficialmente o sussurra nella sua ambigua essenza. Sembra che la parola oggi non debba tanto costruire il giardino della verità nella comunicazione, ma individuare un campo dove può accadere tutto ed il contrario di tutto. Verità e menzogna rimbalzano all'interno di questo campo come pedine apparentemente uguali di un disegno più ampio di cui sono funzione. Il politico si traveste da seduttore o da saggio nonno e magari assume al contempo ruoli ibridi di imprenditore e tecnico: sfugge. La parola mediatica scivola come una saponetta creando alle sue spalle una memoria debole, un paesaggio incerto, un mondo di tifoserie urlanti a cui non interessano mai i contenuti, ma l'identificazione con qualcuno o qualcosa. Tutto questo ha la funzione di blandire e confondere ed infine di controllare ed imporre. Una sorta di ipnosi dove quel che latita è sempre l'autentico, sacrificato in favore di una qualsiasi messa in scena. Sarebbe opportuno aprire una finestra anche sul privato, per capire se l'infezione ha oltrepassato i confini del pubblico contaminando le relazioni più intime. Alla resa dei conti si tratta di un linguaggio che ha in sé un sinistro sapore di oblio e tenebra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;musica Salvatore Sciarrino - Allegoria della Notte (estratto)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1888288349558652286?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1888288349558652286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1888288349558652286' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1888288349558652286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1888288349558652286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2012/02/lipnosi.html' title='L&apos;IPNOSI'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/neLNdenoz14/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2622807647045407426</id><published>2012-01-28T23:21:00.006+01:00</published><updated>2012-02-04T19:00:37.692+01:00</updated><title type='text'>LA MATRICE ATTIVA</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/SfZ4Ey5mNzU" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;"I confini non esistono più signori: oggi gli ostacoli al nostro cammino non sono faccenda di nazioni o di gruppuscoli di facinorosi teppisti, isolati squadristi, guerriglieri o qualsivoglia razza di filocomunisti, centristi, scafisti, panettieri, metalmeccanici, magistrati, teatranti e economisti. La liberazione da temere è ubicata nella mente. La nostra cortina di ferro, il nuovo muro di Berlino, sono i corpi, la carne. La vedete quella gente là fuori lungo il marciapiede, mentre esce dalla stazione della metropolitana? Ebbene quella gente è il nostro spazio vitale, il terreno dell'iniziativa a cui pensiamo. L'approdo definitivo del nostro progetto è infatti la mente, ovunque quest'ultima alberghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dentro alla mente possiamo installare i desideri che abbiamo codificato, disseminare le ansie che indurranno ad accettare decisioni spiacevoli, infettare lo spirito critico orientandolo a determinati consumi.”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo splendore: una scatola di detersivo, gravida di particelle tensioattive non ioniche, l’alba chimica di un nuovo millennio, la potente schiuma pronta ad aggredire lo sporco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensano ad un proiettile all'uranio impoverito, una super bomba che spacchi una montagna ed incenerisca chi si nasconde al suo interno o forse solo semplici pallottole dispensate al primo bipede di passaggio. I raggi caldi della stessa fusione nucleare che ha illuminato Babilonia, calano delicati. La polvere sollevata da un mezzo militare scende; scende morbido velo di zucchero e si adagia al suolo con un discorso silenzioso. L'aria avvolta nel suo drappo di volatile sabbia, manda al cielo un respiro, lo spande su quella luce sempre più bianca, donandole una tonalità arancione. Tempesta di sabbia. La via del progresso e gli sforzi della ricerca sono volti a migliorare la condizione umana. I delegati annuiscono debolmente deglutendo compresse di una farmaceutica tregua. L'empireo della serotonina, pace effimera concessa alla psiche e al corpo, si fa strada fra vene e arterie a dar futile delizia. Il relatore sorride abbandonandosi alla temporanea gioia di un morbido lassativo. Indici di borsa, brevetti, applicazioni industriali e immensi magazzini di merci da smaltire, panettoni in offerta, arsenali disoccupati o in cassa integrazione, precipitati chimici in attesa d'ansia, carta assorbente vogliosa di un liquido senso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è pronto, il cassettino della lavastoviglie è pieno di detersivo, tazze macchiate di tè e ciotole sporche di yogurt aspettano pazienti, secoli di labbra le hanno sfiorate, mani avvolte e gocce di saliva ricamate. Ancora un po’ di spazio per il coperchio d’una pentola incrostato di unto e lenticchie, un’ultima forchetta chiede di entrare e lo sportello si chiude. La matrice è attiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2622807647045407426?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2622807647045407426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2622807647045407426' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2622807647045407426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2622807647045407426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2012/01/blog-post_28.html' title='LA MATRICE ATTIVA'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/SfZ4Ey5mNzU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1442788219276209769</id><published>2012-01-23T12:57:00.003+01:00</published><updated>2012-01-24T14:58:16.301+01:00</updated><title type='text'>a volte si incontrano: DAVIDE</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/ZKGnw38BtXE" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Si può domandare in tanti modi. Si può domandare ascoltando solo la parte della risposta che ci interessa, che ci sembra immediatamente utile. Si può domandare riconducendo tutto al proprio schema di lettura consolidato. Si può domandare per riempire quei piccoli vuoti di conoscenza che rimangono fastidiosamente intrappolati nelle nostre attività, come bolle d'aria in un flusso d'acqua: sappiamo dove e cosa vogliamo fare, sappiamo la meta verso la quale tendere, il flusso delle nostre azioni è forte, diretto, senza bisogno di tormentarsi in innumerevoli dubbi: se nella corsa verso la meta, verso le mete sempre nuove, capita sempre di incontrare piccoli e antipatici vuoti, bisogna al più presto distruggerli, riguadagnare la compattezza della direzione, lo slancio verso il punto di attrazione. Il paradigma è chiaro, le regole per interpretare gli eventi note, il corso del fiume della nostra vita ben tracciato sulla mappa: solo, permane sempre qualche bolla, qualche macchia opaca che non sappiamo interpretare. Allora domandiamo: ma è un domandare già incatenato, già schiavizzato dal nostro desiderio di sicurezza e di torpore.&lt;br /&gt;Si può anche domandare in un modo diverso. Si può domandare senza imbrigliare quei mostri inquietanti e pericolosi che sono le domande profonde. Si può lasciare libero il demone – certo ci vuole grande forza, grande coraggio –, libero di guardarci negli occhi anzichè legarlo e usarlo come strumento. Si può lasciare che, improvviso e incontrollabile come un vento, infuri, spazzi, forse anche devasti. Ci vuole grande coraggio a lasciare la propria casa per incamminarsi all'aperto, nel deserto, di notte, per seguire una traccia: è poco prudente, poco pratico, direbbe forse qualcuno poco intelligente. Quanto poco prudenti, pratici, intelligenti sono stati i profeti, di tutti i paesi e di tutte le epoche, a incamminarsi nel deserto, a chiedere agli altri di incamminarsi nel deserto con loro. Perchè dovremmo? Sappiamo tutto, abbiamo ogni risposta pronta in tasca, o su internet. C'è qualche incidente di percorso ogni tanto, ma nel complesso si sta bene. Basta non farsi troppi problemi. O, appunto, troppe domande. Nel momento stesso in cui si lascia entrare in casa propria questo ospite, questo straniero che la domanda è, tutto viene sconvolto. La casa, il giardino, la vita di ogni giorno è sempre la stessa: solo, la vediamo con occhi diversi, con quegli occhi nuovi che lo straniero ci ha donato – siamo diventati stranieri anche noi, stranieri a noi stessi. È un'esperienza di dolore: dolore di chi vede il proprio cerchio spezzato, l'equilibrio compromesso, e pure sa che non potrà mai più tornare indietro, mai più abitare nella stessa casa ignorando quel mondo intorno che prima non esisteva e adesso magicamente vede. &lt;br /&gt;È un segno fortissimo domandare, quando più nessuno vuole farlo; quando, diciamo di più, chiedere di sè, degli altri, del mondo è visto addirittura come un disvalore – l'attrito che fa saltare la sacra macchina dell'efficienza. È un segno ancora più forte che a domandare siano ragazzi e ragazze che si affacciano alla vita: quando sono mille le cose che persuadono, che chiedono di "vivere e basta, senza pensare", come un odore troppo inebriante che si prende tutto lo spazio disponibile. Questo è quello che viene chiesto loro: consumare, fornire all'esterno un'immagine vincente di sè, avere successo nel mondo. In questa corsa all'infinito verso un traguardo irraggiungibile, le domande sono solo ostacoli che rallentano. Ed è, davvero, un miracolo, quando un corridore, un corridore giovane, che pure è tutto preso dalla corsa e lanciato verso il successo, si ferma (perchè?) un attimo, mentre gli altri gli sfrecciano a fianco, a contemplare uno di questi sassi, una di queste malattie, di queste maledizioni: allora  guarda a destra e a sinistra, e vede il mondo oltre la pista, oltre la pista sempre uguale, sempre battuta, sempre di nuovo percorsa. E ne esce. &lt;br /&gt;Cosa troverà?".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Davide&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;*&lt;/span&gt; "a volte si incontrano" raccoglie una serie di scritti che testimoniano la vicinanza di intendimenti, la fratellanza ideale, fra chi qui solitamente scrive e voci che ho l'onore di ospitare. A volte non sono proprio "gli altri" a dire di noi intimamente più di quanto ci sia possibile fare di persona?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1442788219276209769?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1442788219276209769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1442788219276209769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1442788219276209769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1442788219276209769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2012/01/volte-si-incontrano-davide.html' title='a volte si incontrano: DAVIDE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ZKGnw38BtXE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-4043613479117112843</id><published>2012-01-22T21:33:00.007+01:00</published><updated>2012-01-24T14:57:44.087+01:00</updated><title type='text'>a volte si incontrano: NATALIA</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/xk0Y5RxuLmo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"L'infinitezza del mare e del cielo apre abissi di pensiero ed emozione e proprio per questo credo venga scansata come qualcosa di accessorio, inaccessibile e dunque futile e ostile. Come se solo il conoscibile e il conosciuto fossero le uniche realtà possibili, quando è soprattutto in ciò che sfugge alla più ovvia comprensione che si nasconde se non il senso, almeno il guizzo che ci dà ragione del nostro esistere come entità impossibilitate a conoscersi nel profondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella vertigine che dovrebbe darci conto del nostro essere nel tutto potrebbe essere una salvezza e invece quanto buio viene sprecato e calpestato nel tentativo di squarciarlo con lucine da supermercato...".&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Natalia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;*&lt;/span&gt; "a volte si incontrano" raccoglie una serie di scritti che testimoniano la vicinanza di intendimenti, la fratellanza ideale, fra chi qui solitamente scrive e voci che ho l'onore di ospitare. A volte non sono proprio "gli altri" a dire di noi intimamente più di quanto ci sia possibile fare di persona?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-4043613479117112843?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/4043613479117112843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=4043613479117112843' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4043613479117112843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4043613479117112843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2012/01/linfinitezza-del-mare-e-del-cielo-apre.html' title='a volte si incontrano: NATALIA'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/xk0Y5RxuLmo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7987601428998645164</id><published>2012-01-15T21:12:00.012+01:00</published><updated>2012-01-15T23:00:40.170+01:00</updated><title type='text'>SCOGLI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-2ZCEpYKoxI4/TxMzJ8JwTHI/AAAAAAAAASc/_bL0uheXtXw/s1600/153939087-d359f435-3c4c-47dc-9500-e18cb2a19372.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 605px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2ZCEpYKoxI4/TxMzJ8JwTHI/AAAAAAAAASc/_bL0uheXtXw/s320/153939087-d359f435-3c4c-47dc-9500-e18cb2a19372.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697954199412690034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                  &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;"Porto capace di navigli, o seno non vi s'aprìa, ma littorali punte risaltavano in fuori, e scogli e sassi "(Odissea V)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si odono lamenti e frasi indignate, come se tutta la strumentazione tecnica di bordo fosse una garanzia assoluta che solo l'inettitudine di un uomo ha ignorato, riportando la storia all'epoca di Ulisse ed a quel che temeva Ulisse: gli scogli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure proprio l'inettitudine di quel capitano è cosa profondamente umana, così come la presunzione di una tecnologia invincibile e infallibile è parte probabile di quella stessa inettitudine. Il mare e gli scogli vengono da epoche pre-umane e resteranno oltre l'uomo. Nella loro eternità chiedono sacro rispetto e non c'è carta nautica che li possa esorcizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bipede fragile si indigna: &lt;br /&gt;"Al giorno d'oggi, gli scogli... Roba da medioevo!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimentica volentieri l'uomo che dal cielo si precipita ancora, proprio come ai tempi di Icaro e che il mare inghiotte anche oggi, come ai tempi di Ulisse e soprattutto dimentica che a questo non solo non c'è rimedio, ma mai potrà esserci, perchè non è faccenda che la tecnica possa far quadrare. La tecnica è cosa non umana, ma frutto di ingegno umano, lo stesso che a tratti si eclissa e nella temporanea tenebra in cui spesso naufraga consegna inevitabilmente qualsiasi tecnologia agli scogli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora la tecnologia è da disprezzare? Penso proprio di no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo tuttavia che guardare al mare ed al cielo non solo come a spazi finiti o come a rotte su cui navigare, sia faccenda assai opportuna e da riscoprire. L'infinitezza del mare e del cielo pretende infatti rispetto e dove questo rispetto manca, come accade nella contemporaneità e negli atti scellerati di chi intende tutto come risorsa o nei pensieri di chi affida la totalità dell'essere a fattori tecnici, ci pensano poi gli scogli a riportare l'uomo alla sua caduca dimensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una grande onda e una sicurissima centrale nucleare si trasforma in un mostro velenoso, uno scoglio e una grande nave affonda. Eliminare l'inettitudine? Sbandierare l'idea di capitani infallibili e coraggiosi o centrali nucleari a prova di asteroide?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tesi grottesche a cui si può dar credito da adepti al religioso culto della tecnica. L'uomo contemporaneo si racconta una bugia a cui crede ciecamente, come fosse un Pinocchio dedito ad ingannare se stesso, una conferma al fatto che senza il Sacro l'uomo non è nulla, se non carne caduca per breve tempo palpitante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7987601428998645164?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7987601428998645164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7987601428998645164' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7987601428998645164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7987601428998645164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2012/01/scogli.html' title='SCOGLI'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2ZCEpYKoxI4/TxMzJ8JwTHI/AAAAAAAAASc/_bL0uheXtXw/s72-c/153939087-d359f435-3c4c-47dc-9500-e18cb2a19372.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2364370974674946136</id><published>2012-01-15T19:28:00.005+01:00</published><updated>2012-01-15T19:43:08.698+01:00</updated><title type='text'>THE UNEXPCTED WONDER</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-_ZpVbhGuvBY/TxMcqHHp0YI/AAAAAAAAASM/s_GwCXw8jxM/s1600/foglia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-_ZpVbhGuvBY/TxMcqHHp0YI/AAAAAAAAASM/s_GwCXw8jxM/s320/foglia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697929463345041794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://soundcloud.com/sakurakan/5-an-unexpected-wonder-mt2"&gt;SAMORA the unexpcted wonder&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2364370974674946136?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2364370974674946136/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2364370974674946136' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2364370974674946136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2364370974674946136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2012/01/samora-unspeakable.html' title='THE UNEXPCTED WONDER'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_ZpVbhGuvBY/TxMcqHHp0YI/AAAAAAAAASM/s_GwCXw8jxM/s72-c/foglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-4421430894128492846</id><published>2011-12-02T21:20:00.005+01:00</published><updated>2011-12-02T21:58:41.548+01:00</updated><title type='text'>SCINTILLI</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/eNf5Ga1rw78" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ho sistemata in giardino, mi guardavi seria e anche un po' scocciata, poi il vento ha spettinato le foglie del limone. Ho voltato appena in tempo lo sguardo per vedere tutto il tuo stupore, per la luce del sole già rossastra, per quelle foglie agitate da un respiro invisibile, per me che ti guardavo con i brividi lungo la schiena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi sbarrati, la bocca socchiusa, il corpo proteso in avanti, le piccole mani aperte sul tutto che è niente. Chissà da dove veniamo, chissà dove andiamo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-4421430894128492846?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/4421430894128492846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=4421430894128492846' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4421430894128492846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4421430894128492846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/12/i-scintilli-brilli-annego-fra-i-tuoi.html' title='SCINTILLI'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/eNf5Ga1rw78/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-4371450751421656123</id><published>2011-11-26T12:21:00.005+01:00</published><updated>2011-11-26T13:00:06.821+01:00</updated><title type='text'>WRONG</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/IvfcnpJRf0Q" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel che accadrà non sarà il frutto di un disegno, di un piano, di un'iniziativa popolare, di un'oscura trama di potere, ma l'assurdo collidere fra enormi masse alla deriva in un oceano di caos. Nel contorcersi assordante di tonnellate di lamiere piegate dall'impatto, fra vapori irrespirabili di nafta e benzina, si costruirà la trappola adatta ad ognuno di noi. Siamo già lì dentro, come in una scatoletta di tonno e sorridiamo inconsapevoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-4371450751421656123?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/4371450751421656123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=4371450751421656123' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4371450751421656123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4371450751421656123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/11/wrong.html' title='WRONG'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/IvfcnpJRf0Q/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7527910333065245827</id><published>2011-11-15T21:32:00.009+01:00</published><updated>2012-01-15T12:07:24.576+01:00</updated><title type='text'>SATISFACTION</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/xHn_Kb4Dz40" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;"E ciò che succede in tanti momenti felici della nostra esistenza. Sollevati dal fardello della decisione e dell'intenzione, navigando sui nostri mari interiori, assistiamo ai nostri movimenti come se fossero le azioni di un altro e tuttavia ne ammiriamo l'involontaria eccellenza". Muriel Barbery - L'eleganza del riccio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda, in questi tempi di tramontana economica, rimanda prepotentemente ai nostri bisogni, a quel che ci procura intima soddisfazione e ci appaga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tema della soddisfazione si aggancia quello del VALORE. Ogni piacere, ogni sensazione che procuri satisfaction ha una dimensione squisitamente mentale: godiamo di quel che la mente giudica piacevole e la soddisfazione, come una chimera, si nasconde dietro alla reiterazione di particolari sensazioni, secondo particolari rituali. Lì abita il valore in una dimensione umana e quotidiana, sia che si vada verso il cielo che sotto terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'economia è  non a caso anche un delirio e al contempo una sana opportunità di controllo. Lì si manifesta quel potere che colpisce subdolamente o ordina alla ricerca di equilibrio interessi spesso violentemente contrapposti, secondo la ciclicità della Storia. Imperi si disfano mentre altri sorgono, popoli sterili e popoli fertili si alternano, in una danza che a tratti si fa cruenta ed ipocrita, ricoprendosi di alte missioni per sporchi obiettivi o di slanci sinceramente disinteressati ed eroici, sia su un piano planetario e collettivo, che personale ed individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'umano è quindi chiuso in un meccanismo in cui la soddisfazione sfugge ed il valore si colloca nella reiterazione di sensazioni che inevitabilmente si dissolvono. Il mio, sensazione forte , secca (irrinunciabile?) di stringere i nostri tesori, l'identità anzitutto, le persone che amiamo, le cose a cui non vogliamo rinunciare, l'ebrezza del controllo, è testimone e soggetto di quel che saremo costretti a lasciare in tempi brevi, malgrado qualsiasi strategia od economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nodo diventa: si può andare oltre il mio, esiste un Valore  frutto di una soddisfazione che esprima valori non generati dall'effimero? Si può stare nelle sensazioni (inevitabili e avvolgenti, se non necessarie) con un'ottica che non le incanali in un senso di appartenenza spimgendoci ad una vana e perenne ricerca di reiterazione? Le vie che incatenano le sensazioni sono per pochi e per i più si trasformano in un incubo, dove quel che si opprime da una parte, sfonda altrove in malo modo....Addirittura si può azzardare una condizione in si sta nel meccanismo della reiterazione ma senza illusioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che l'identità, il nostro senso di io e mio sia il luogo da questionare per vincere questa tensione. In noi c'è un'importante componente aliena, dove l'essere alieni non è tanto o solo essere alieni agli altri, ma soprattutto alieni a se stessi. Siamo alieni all'inizio, nell'intimo. Qui all'inizio, dove non ci ri-conosciamo secondo processi identitari, siamo solo in una dimensione da fuori di testa o siamo in prossimità di una nuova e più autentica prospettiva, dove quel che accade semplicemente e immensamente accade?  (per bimbo alieno)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7527910333065245827?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7527910333065245827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7527910333065245827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7527910333065245827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7527910333065245827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/11/satisfaction-per-andrea-b.html' title='SATISFACTION'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/xHn_Kb4Dz40/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3241161921965163957</id><published>2011-10-23T20:59:00.005+01:00</published><updated>2011-10-23T21:33:53.618+01:00</updated><title type='text'>LA CONSUETUDINE DEL SANGUE (dopo Gheddafi)</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/VysE1aRs20c" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’orrore nudo, il riverbero di ossa spezzate e corpi che cedono divorati da cellulari, videocamere e telecamere di sorveglianza, evidenzia l’oscenità di quel che è mostrato, la ferocia del sangue ridotto a vuoto evento, il terrore di occhi privi di una narrazione, affogati nella paura o in preda ad una rabbia animalesca, subumana. Il giornalismo ridotto a pornografia e a videogioco da telegiornale dilaga come una metastasi maligna. Si dà sempre più come necessaria, al fine di garantirsi audience, la rimozione di ogni mediazione, di ogni racconto, di ogni limite, per arrivare allo sradicamento del pensiero e per colpire direttamente allo stomaco. Resta solo l’atto, la pistola puntata alla testa ed ogni contesto è perso, ogni discorso dato in pasto alla bestia,  fratturato e disperso in un rituale di terrore che è a tutti gli effetti contaminazione delle coscienze e infezione dei nostri cervelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi guarda o si spaventa, come accade ai bambini di fronte a giornali e telegiornali ridotti ad un fiume di sangue, o, come accade agli adulti, familiarizza magnetizzato dall’atto estremo, da corpi abbarbicati in atti di qualsiasi genere e si incuriosisce, spia, annusa e infine getta nell’oblio dell’abitudine quello che dovrebbe togliere il sonno. I bambini in questo contesto sono la saggezza rimossa dagli adulti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La consuetudine del sangue versato altrove è preparatoria al sangue che sarà versato qui. Quando la lista dei satrapi da ammazzare e depredare sarà completa inevitabilmente inizieremo a spararci fra noi. Purtroppo non può essere altrimenti e più lontana sarà la consapevolezza del sangue, più la spinta suicida sarà cieca e distruttiva. Cosa sono le violenze che stanno scuotendo alle fondamenta molte importanti metropoli del mondo occidentale, come Roma, Oslo ed Atene? Sono la prefigurazione non solo del manifestarsi di un malessere politico e sociale, ma anche di un cieco bisogno di distruggere cose e persone, elidendo l’idea di rispetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rispetto nel suo significato profondo non è convenzione morale, ma senso della sacralità di sé, degli altri e delle cose che ci circondano, per il solo fatto che sono. La pornografia dell’orrore e la pornografia in genere rimuovono la memoria, disperdono qualsiasi brandello di Sacro e riducono al solo atto il fulcro del loro piatto discorso (discorso non a caso perennemente e meccanicamente ripetitivo). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che dovrebbe assillarci è quale connotato possa avere un orizzonte esistenziale assolutamente privo di sacralità. La tecnica, confondendo spesso anche la religione, permette di allontanare la soglia della morte, consente di documentare quello che prima era lasciato al racconto e mostra quello che anche per rispetto era lasciato al silenzio, a una tenebra caritatevole o ad un’intimità preziosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dominio dell’osceno, della diretta televisiva, dell’endoscopia in mondovisione, dell’esecuzione da digerire per cena, della penetrazione condivisa al cellulare, il Sacro svanisce  e purtroppo con lui anche il divino che ci abita, lasciando solo la bestia ed il suo cieco mordersi la coda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3241161921965163957?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3241161921965163957/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3241161921965163957' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3241161921965163957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3241161921965163957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/10/la-consuetudine-del-sangue-dopo.html' title='LA CONSUETUDINE DEL SANGUE (dopo Gheddafi)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/VysE1aRs20c/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1646319078592414621</id><published>2011-10-03T10:39:00.001+01:00</published><updated>2011-10-03T10:43:45.427+01:00</updated><title type='text'>JEAN BAUDRILLARD</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/8g0U6Hfzoh4" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se tutti gli enigmi sono risolti, le stelle si spengono. Se tutto il segreto è restituito al visibile, e più che al visibile, all'evidenza oscena, se ogni illusione è restituita alla trasparenza, allora il cielo diventa indifferente alla terra.".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JEAN BAUDRILLARD (da Le strategie fatali, Feltrinelli, Milano 1984)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1646319078592414621?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1646319078592414621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1646319078592414621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1646319078592414621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1646319078592414621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/10/jean-baudrillard.html' title='JEAN BAUDRILLARD'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/8g0U6Hfzoh4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-9209539620661210046</id><published>2011-09-03T23:30:00.007+01:00</published><updated>2011-09-04T00:01:38.610+01:00</updated><title type='text'>SILENZIO</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/0AHPQYA5xoo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Silenzio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco una città&lt;br /&gt;che ogni giorno s'empie di sole&lt;br /&gt;e tutto è rapito in quel momento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me ne sono andato una sera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cuore durava il limio&lt;br /&gt;delle cicale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal bastimento&lt;br /&gt;verniciato di bianco&lt;br /&gt;ho visto&lt;br /&gt;la mia città sparire&lt;br /&gt;lasciando&lt;br /&gt;un poco&lt;br /&gt;un abbraccio di lumi nell'aria torbida&lt;br /&gt;sospesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Ungaretti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;S  I  L  E  N  Z  I  O&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;“Credo che ci sia bisogno di difendere il silenzio in una società come la nostra, che ci sta assordando in un’inflazione semiotica pari solo all’inquinamento materiale che essa provoca.”.&lt;br /&gt;(Ugo Volli)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;1) IL SILENZIO: INAFFERRABILITA’ E ASSENZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio.".&lt;br /&gt;(A. de Saint-Exupéry)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una prima dimensione del silenzio è appunto la sua sostanziale inafferrabilità. Il silenzio è impercepibile come presenza puntuale ma si diffonde e si accompagna all'impossibilità di lasciarsi descrivere efficacemente attraverso il linguaggio, come tento di fare anche io ora. Posso provarci, ma appena mi avvicino sono già uscito dalla dimensione propria del silenzio: l'ho infranto. Sembra che l'unica possibilità che ci è data concretamente sia "fare esperienza" diretta del silenzio, senza poi avere parole o strumenti sufficienti per misurarlo nel tempo e nello spazio, se non attraverso metafore e similitudini. Certo ci sono i decibel ma così abbiamo aggiunto qualcosa di significativo all'impulso di cercare o fuggire questa dimensione che si dà ben prima di ogni misurazione ed in modo squisitamente soggettivo? Del resto gli stessi studi scientifici evidenziano come la soglia attraverso cui parliamo di silenzio e rumore appartengano ad una sfera specificatamente personale, psicologica e interiore. La semplice assenza di suono è silenzio? No. E' interessante pensare due facce del silenzio: da un lato il richiamo ad un'assenza di segnali, ad una pagina bianca necessaria e parallelamente anche al viaggio verso un'esperienza che di fronte all'incolmabile, il deserto di Saint-Exupery, evidenzia la sconosciutezza di noi stessi, l’indecifrabilità di quel che diciamo IO. Non parlo solo degli avvenimenti spiccioli che ci circondano spesso avvolti in una "chiara indecifrabilità", i sentimenti, gli affanni, le cadute e le contingenze...Ma intendo la non finitezza dell'esperienza umana, attraversata da una coscienza che non si lascia "com-prendere" ma sfugge sempre fra le nostre infinite identità, probabilmente sorte proprio per dar risposta all'ingombrante silenzio dell'Esserci della coscienza stessa. Il lato oscuro, l’altra parte, è rappresentato dall'abissalità del silenzio, dalla  dimensione da cui proveniamo ed a cui torniamo. Il cadavere tace, così come l'embrione nelle sue prime settimane si espande silenzioso. Sembra che in noi si conservi la memoria di un silenzio domandante da cui proveniamo ed a cui torniamo. Mi chiedo se l’inafferrabilità sia un limite od una preziosa possibilità e propendo per la seconda ipotesi. Un sentiero quello del silenzio che rimanda all’inafferrabile e si collega al sacro, all’abbandono e per un laico al senso di mistero e meraviglia.&lt;br /&gt;Allora in questi anni tormentati il silenzio è tristemente diventato lo spazio da rimuovere, così come il deserto, sua efficace metafora, deve essere trasformato, domato, irrigato, costruito e reso fertile. Nell'epoca della misurabilità e dell'oggettività quel di cui si può fare solo esperienza soggettiva appare superfluo, anzi è faccenda da evitare con cura, una quasi devianza.&lt;br /&gt;Questa rimozione diventa la rimozione del non misurabile, andando ad alimentare l’illusione che la tecnica possa afferrare ogni meta, rendere giardino ogni deserto, rimuovere ogni sofferenza, lenire ogni male, e infine sradicare la morte e fare a meno del silenzio. Ma si tratta solo di illusioni e cos’è un’illusione se non un fattore moltiplicatore della sofferenza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2) IL SILENZIO E LA PAURA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Il silenzio eterno di quegli spazi infiniti mi spaventa."&lt;br /&gt;(B. Pascal)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pascal rimanda invece alla dimensione abissale del silenzio, quella per capirci che guarda negli occhi la morte, la mancanza e l'incapacitazione. Ma non vorrei darti l'impressione di delineare per la profondità del silenzio solo ed esclusivamente orizzonti tragici. La paura come panico allude a quello che l'umano stenta a concepire e da cui è al contempo attratto e respinto. Il silenzio descrive la mappa di questo territorio in cui non si dà il finito, ma dove sembra che il nostro animo debba piegarsi, cedere ad una corrente che alla fine non controlliamo. Succede anche nell'amore no?&lt;br /&gt;L'idea di controllo è secondo te plausibile? Controlliamo quel che ci accade o abbiamo l'illusione che tutto questo accada. Facci caso molto spesso applichiamo il concetto di scelta a posteriori ed il silenzio da cui può emergere l’imprevedibile (quale sarà il prossimo suono?) è certamente una delle radici del timor panico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3) IL SILENZIO UNA CATARSI?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Le parole ci impediscono il cammino. Ovunque i primitivi stabilivano una parola, credevano di avere fatto una scoperta. Ma come diversamente stavano le cose in verità! Essi avevano toccato un problema e, illudendosi di averlo risolto, avevano creato un ostacolo alla sua risoluzione.&lt;br /&gt;Oggi, ad ogni conoscenza, si deve inciampare in parole dure come sassi, eternizzate, e invece di rompere una parola ci si romperà una gamba.”. &lt;br /&gt;(Friedrich Nietzsche)&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'asperità delle parole, l'essere spesso oggetti contundenti, non è forse un'esperienza che sperimentiamo quotidianamente? La spiegazione, la didascalia a quel che si dà nell'incontro, in qualsiasi incontro, è un parametro oggettivo o spesso è solo un esorcismo intorno a quello che fatichiamo a spiegare? Ma al di là di questo esorcismo cosa abbiamo? A dire che è un esorcismo necessario e costitutivo per ogni essere umano, quindi irrinunciabile. Pensa all'amore a cui mi accenni, si ciba di silenzio, ma chiede poi parallelamente parole, per avvolgere l'incontrollabile in una magia verbale che restituisca quel sentimento come "domato", compreso, condiviso. Mi ha colpito nel discorso di Nietzsche la chiusura finale, ed infatti in amore, ma non solo, alla fine le parole feriscono, "rompono le gambe". Allora ricollegandomi alle tue parole ed al silenzio come approdo dopo tutto quel che colma, parole voci musica, mi viene naturale rivendicare il ruolo insostituibile del silenzio come spazio di catarsi e rifondazione, trasformazione, mutazione..... Quel che mi scrivi è bellissimo, sembra di aver davanti i luoghi che racconti. Soprattutto le tue parole mi permettono di chiarire che non mi interessa contestare il piano verbale, ma dare al piano verbale "fondamento" nel silenzio. Cos'è il canto del muezzin senza il silenzio che lo avvolge come uno scialle nero? Anche quel che scrivi dell'Africa rimanda all'essenzialità della vita in quei luoghi, ed al silenzio che li accompagna. Allora non si tratta di parteggiare per il silenzio o per la parola, ma di ridare relazione alle due polarità là dove indubitabilmente registriamo uno sforzo a cancellare il silenzio. Accade lo stesso con la morte, ospedalizzata, nascosta, de-ritualizzata (chissà quante cose puoi dire tu sulla morte in altri mondi e in altre culture...) sterilizzata e per quanto possibile cancellata. Ma questo credimi è un disastro, così come è un disastro la perdita del silenzio. La perdita del silenzio è la perdita di quello che nel tuo racconto diventa centrale: il ritorno a Sé, l'ascolto di Sé. Ma perché è importante tornare a sé, ascoltarsi? Cosa accade quando manca questo ascolto interiore? Perché nei giorni in cui viviamo, la cultura occidentale sta letteralmente "sradicando" il silenzio, in un caos di sollecitazioni incongrue?&lt;br /&gt;Tornando a Nietzsche cosa accade? Accade che in assenza del silenzio, di quel luogo in cui ci "rifondiamo" come testimoniano le tue preziose parole, ci ritroviamo vittime di una dittatura del linguaggio (lo ripeto linguaggio necessario ed insostituibile ma complementare al silenzio e non attore unico) e quindi per dirla con il filosofo tedesco ci troviamo con le "gambe rotte".  Se vuoi il silenzio è un luogo "aperto", "elastico", l'affaccio sullo sconosciuto e sull'originaria assenza di perché. In questa assenza di perchè, nel gettare lo sguardo verso l'incommensurabile abbiamo appunto la possibilità di una catarsi, che ci riporti al linguaggio, ma attraverso un percorso di ascolto e trasformazione.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;4) IL SILENZIO,  PRELUDIO NECESSARIO AL FARE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Nella vita, come nell'arte, è difficile dire qualche cosa che sia altrettanto efficace del silenzio.”.&lt;br /&gt;(Ludwig Wittgenstein)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che l'efficacia nella comunicazione (il dire di Wittgenstein) stia nel suscitare, come per incanto, anzi mi vien da dire per magia, un desiderio: il desiderio di fare. La conoscenza, la reiterazione, l’inalienabile bisogno di dire e di dirsi e quindi anche una spinta ad andare incontro all'altro. E molti e variegati sono i modi di andare incontro all'altro ed a se stessi.&lt;br /&gt;Quel che trovo di profondo nelle parole del filosofo austriaco, è l'indicare il silenzio come un luogo fertile e originario in cui si attiva oggettivamente e soggettivamente una comunicazione. Può trattarsi di apertura fatta di sguardi o della scoperta della propria “scandalosa” dimensione interiore, per fare un esempio transitivo ed uno riflessivo. Anche qui Petra voglio manifestarti il mio imbarazzo per il progressivo assottigliarsi della dimensione in cui si dà questa comunicazione.&lt;br /&gt;Ma come, si potrebbe obiettare, proprio oggi nella civiltà in cui i sistemi comunicativi si sono moltiplicati, il luogo dove da decenni si parla di comunicazione di massa? Ma credo che questa sia un’osservazione superficiale, non nel senso di inesatta e mal formulata, ma appunto che coglie la superficie della questione. Infatti questa innegabile espansione di molteplici livelli comunicativi, verbali e non verbali, fisici e virtuali, passivi e attivi su cosa si fonda?&lt;br /&gt;Non certo a partire da un ambito silenzioso, da quel dire efficace e difficilmente eguagliabile proprio del silenzio, per tornare a Wittenstein. Mentre il silenzio è la radice di un dire ponderato e che si riverbera in un ritorno a sé, a quell’originario che appunto misterioso si dà, alla coscienza, il dire della società in cui la comunicazione è detta di massa si fonda su segnali antecedenti, si riverbera esponenzialmente sul già detto e non certo sul silenzio, spesso moltiplicando un errore di partenza, estendendo il malinteso, suscitando reazioni eccessive, innescando stati percettivi e coscienziali non richiesti (per fare un esempio posso pensare all’esposizione del corpo nei media, spesso esplicitamente a carattere sessuale). Tutti questi processi a catena, di riverbero e moltiplicazione dei segnali sono un’infezione, un vero e proprio “male”, dove ormai si confondono piani fra loro ben diversi (il virtuale ed il fisico, la rappresentazione e l’autentico, il linguaggio ed il gesto…..) Alla fine siamo sepolti in un cascame di segnali radioattivi, urlati e sbattuti in faccia ad ogni passo, sempre meno decidiamo consapevolmente cosa dire e cosa ascoltare. La coscienza non ha mai un attimo per concedersi a quel che sul piano della comunicazione è più efficace e ricco……Forse oggi possiamo intendere la frase di Wittgenstein come un monito, come la necessità ad un ritorno del discorso a partire da un fondamento e non da un rumore di fondo.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;5) IL SILENZIO E’ UN GESTO POLITICO? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Il rumore è ampiamente usato come espediente di marketing (nei bar, nei ristoranti, negli spazi pubblici, nella radio, nella televisione, nei film) per stimolare il consumo. Detto volgarmente il rumore vende; il mondo degli affari lo sa molto bene, e cerca di sfruttarlo a pieno. (….) Cercherò di dimostrare che queste tecniche di marketing sono finalizzate ad omologare i comportamenti e a limitare l’individualismo; resistervi, quindi, è una presa di posizione politica.”.&lt;br /&gt;(Stuart Sim)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;“Della disillusione siamo responsabili noi adulti, che, aderendo incondizionatamente al "sano realismo" del pensiero unico incapace di volare una spanna oltre il business, il profitto e l'interesse individuale, abbiamo abbandonato ogni vincolo di solidarietà, ogni pietà per chi sta peggio di noi, ogni legame affettivo che fuoriesca dallo stretto ambito familiare. Inoltre abbiamo inaugurato una visione del mondo che guarda alla terra e ai suoi abitanti solo nell'ottica del mercato.”.&lt;br /&gt;(Umberto Galimberti)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che la politica sarà sempre più un terreno che avrà come “campo di battaglia” o, per usare un termine meno bellicoso, come luogo del suo apparire, il corpo. Quando dico corpo intendo la carne fatta di umori, organi percettivi, insomma il nostro involucro biologico.&lt;br /&gt;La politica è morta ed ormai è ridotta a guanto dell’economia. L’economia non pensa, l’economia è una tecnica, sempre più brutale, brutale a tal punto da innestarsi nel nostro corpo.&lt;br /&gt;Il rumore a cui fa riferimento Stuart Sim è uno dei modi attraverso cui si fa politica alterando il corpo. Altri esempi potrebbero essere fatti, penso all’alimentazione, agli stupefacenti, al consumo indiscriminato di medicinali ed ai brevetti crudeli imposti dalle industrie produttrici, a tutti gli aditivi che migliorano prestazioni fisiologiche di qualsiasi tipo, alla cosmesi, alla chirurgia estetica…&lt;br /&gt;Il rumore dunque è lo spazio attraverso cui si altera il sistema nervoso e violentemente, utilizzando tecniche nate nei sistemi di detenzione o studiate in ambienti militari, si crea uno stato di panico che cerca lenimento nel consumo. Cos’è un centro commerciale se non “una pentola a pressione” di questo tipo?&lt;br /&gt;Sempre più la violenza si fa subdola, transita attraverso canali nascosti, ci penetra nostro malgrado e ci circonda producendo un’atmosfera inquinata, in cui il corpo soffre e si altera.&lt;br /&gt;Dunque sradicare gli agenti inquinanti, controllare l’assunzione di televisione e centri commerciali, educare al silenzio come ad una dimensione in cui germoglia la consapevolezza di quel che è consumo necessario e relazione opportuna e di quel che è consumo assurdo e relazione distruttiva è a tutti gli effetti un passo politico e azzarderei un passo politico radicale, perché non si perde nelle pastoie dell’ideologico ormai paravento arrugginito dell’economico, ma si pone criticamente e direttamente in relazione con l’economico.&lt;br /&gt;Il silenzio è la presa di coscienza che l’assenza di stimoli, il controllo di tutto quel che va a innestarsi nell’organismo va ponderato attraverso uno spazio vuoto in cui si dia la riflessione, l’opposizione, la critica, e dove alla tecnica del “finto benessere” si opponga il “bisogno di consapevolezza”.&lt;br /&gt;Allora la rivoluzione è un cambiamento di ottica, che si getta oltre un superficiale pragmatismo, disprezza il “sano realismo” criticato giustamente da Garimberti e chiede alla dimensione del silenzio di farsi poi parola, parola che sarà indubbiamente politica e antagonista ai subdoli obiettivi commerciali del rumore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;6) IL SILENZIO NELLE RELAZIONI: UNO SGUARDO VERSO L’ALTRO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“L'esperienza di tanti anni trascorsi in mezzo agli altri di paesi lontani mi insegna che la benevolenza nei loro confronti è l'unico attteggiamento capace di far vibrare la corda dell'umanità.".&lt;br /&gt;(Ryszard Kapuscinski)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono poco propenso a cercare significati che non possa ritrovare in me stesso. Ma per trovarli credo sia indispensabile l’indicazione di un “altro”, che sa qualcosa, che sostanzialmente si conosce meglio di quanto io conosca me stesso.&lt;br /&gt;Vincenzo mi ha fatto leggere Kapuscinsky ed in effetti concordo sulle tre possibilità di fronte ad un incontro con l’altro: conflitto, dialogo, indifferenza. Sembra che l’indifferenza alberghi come stato di quiete nella parte di mondo in cui vivo, mentre i conflitti siano il terreno su cui l’economico si confronta per depredare risorse materiali ed umane nel resto del pianeta. Il dialogo langue.&lt;br /&gt;L’indifferenza in cui siamo calati è ben descritta anche da Galimberti ne “L’ospite inquietante” e spesso tracima in un deserto emotivo in cui l’altro non è niente, se non un oggetto vivente che come tale viene pensato su orizzonti raccapriccianti. &lt;br /&gt;Credo che l’atteggiamento fondamentale che si è dissolto sia l’ascolto. Ad esempio quel che si sente in Kapuscinsky è il polso di un uomo che era curioso e che quindi avvicinandosi all’altro si poneva anzitutto delle domande. Ma nei fatti come può manifestarsi la benevolenza di cui parla il giornalista Polacco? Penso che un fattore importante della benevolenza sia l’ascolto. Il sintonizzarsi verso l’altro anzitutto ascoltando, accogliendo, “contenendo in sé” quel che arriva dall’altro, come ha detto Nicola all’ultimo incontro della scuola. Ma l’ascolto e l’apertura non hanno come presupposto un silenzio interiore? La domanda, se sincera, non ha al suo seguito uno spazio attentamente silenzioso? L’indifferenza ed il conflitto non si connotano evidentemente proprio per un’assenza di domanda?&lt;br /&gt;Allora educare al silenzio non è anche intraprendere un cammino verso l’ascolto, la domanda, ed appunto la benevolenza a cui ci rimanda con tanta passione Kapuscinsky?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;7) IL SILENZIO, MEMORIA E PASSO VERSO IL SACRO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Sacro congiunge al Divino. Il Divino avvicina a Dio. &lt;br /&gt;(Martin Heidegger) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il silenzio è quel che avvolge la memoria delle persone che abbiamo perso, delle relazioni finite o sospese, di quello che anche intendendo noi stessi come coscienza e corpo, ci appare passato o definitivamente trasformato. Sono convinto che il legame fra memoria e silenzio sia indissolubile. Per riprendere un tema caro a te ed a Vincenzo, anche l’altro ci viene incontro spesso circondato da assenza di linguaggio, avvolto in un silenzio di parole o da parole che non si lasciano comprendere, che sono “silenzio di significato”. &lt;br /&gt;Le persone amate che ci hanno lasciato spesso ci accompagnano nell’animo, con immagini mentali, oggetti, parole, scritti, ma della loro presenza/assenza cogliamo anzitutto uno struggente silenzio, che non è affatto niente, non è vuoto indifferenziato, ma che anzi al contrario è grande pienezza, compagnia e spesso sorprendentemente guida in momenti di incertezza e difficoltà.&lt;br /&gt;Al contempo, il silenzio della morte o della mancanza è anche angoscia profonda, ed in questi casi la memoria non è guida ma sofferenza, senso di mancanza, dolore intenso.&lt;br /&gt;Allora il silenzio della memoria è gravido di contenuti, porta con sé molteplici significati. Ma questi significati “trasportati” dal silenzio sono comunque e facilmente disponibili e accessibili?&lt;br /&gt;Penso di no, penso che questi come altri significati, debbano trovare una disposizione d’animo  che si predisponga ad accoglierli. Se non si prepara la coscienza, aprendola alla meditazione, all’ascolto, al pensiero ed alla preghiera ci si presenta di fronte al silenzio sordi, avvolti in una nube di caos e quindi incapaci di cogliere quel che ci porta il silenzio.&lt;br /&gt;Chiudo questa lettera accennando al silenzio come messaggero del Sacro. Indubbiamente, anche come non credenti viviamo momenti in cui si dà la percezione del Sacro, come ad esempio nella meraviglia per Esserci e per l’Esserci (questo ad esempio Petra, mi hanno suscitato le tue parole “africane”: meraviglia). Ebbene un sentire così intimo, che scorre sempre come un fiume enorme ma nascosto a grande profondità, coperto dal caos di quel che fuori e dentro ci riempie, potrebbe essere colto senza incamminarsi lungo una via silenziosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BIBLIOGRAFIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stuart Sim 		 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Manifesto per il Silenzio&lt;/span&gt;	 Feltrinelli 2008 &lt;br /&gt;Friedrich Nietzsche	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Aurora e frammenti postumi&lt;/span&gt;	 Adelphi 1964		&lt;br /&gt;Ray Monk		 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Wittgenstein&lt;/span&gt;			 Bompiani 1994		&lt;br /&gt;Blaise Pascal 		 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pensieri &lt;/span&gt;			 Einaudi 2004		&lt;br /&gt;A. de Saint-Exupéry 	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il piccolo principe&lt;/span&gt;		 Bompiani		&lt;br /&gt;Martin Heidegger 	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sentieri interrotti &lt;/span&gt;		 La Nuova Italia 1968&lt;br /&gt;Ugo Volli 		 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Apologia del silenzio imperfetto&lt;/span&gt; Feltrinelli 1991&lt;br /&gt;Giuseppe Ungaretti	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vita di un uomo&lt;/span&gt;-tutte le poesie Mondadori Meridiani	&lt;br /&gt;Umberto Galimberti	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il corpo&lt;/span&gt;			 Feltrinelli 1987&lt;br /&gt;Umberto Galimberti	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’ospite Inquietante&lt;/span&gt;		 Feltrinelli 2007	&lt;br /&gt;Ryszard Kapuscinski 	 &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L'Altro&lt;/span&gt;			 Feltrinelli 2008&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-9209539620661210046?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/9209539620661210046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=9209539620661210046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9209539620661210046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9209539620661210046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/09/silenzio.html' title='SILENZIO'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/0AHPQYA5xoo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-303052523780184715</id><published>2011-09-03T23:13:00.002+01:00</published><updated>2011-09-03T23:26:37.883+01:00</updated><title type='text'>OLIVIER ASSAYAS</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/18797998?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" width="600" height="400" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/18797998"&gt;Olivier Assayas: Reverse Shot Talkies #21&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/reverseshot"&gt;Reverse Shot&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Per me, in politica, la catastrofe contemporanea è l'approssimazione. Viviamo sotto l'impero dell'ingiunzione permanente di semplificare. Ma semplificare significa perdere l'intelligibilità, a vantaggio di alcune generalizzazioni morali. ...Con il pretesto di non annoiare lo spettatore, mi riferisco in primo luogo allo spettatore del telegiornale, gli si raccontano delle approssimazioni infantili. Oggi l'immensa maggioranza delle persone considera che in tre righe si sappia ciò che c'è da sapere, soprattutto se viene confermata nei suoi pregiudizi politici, morali, ecc. Questo rapporto alla realtà terribilmente impoverito, e che fa sì che si viva in un mondo che non si comprende più, è legato alla cancellazione della lettura, della concentrazione eccetera...&lt;br /&gt;La grande maggioranza dei cittadini vive in un rapporto finzionale con la realtà, a partire dalle semplificazioni mediatiche. ".&lt;/span&gt; Olivier Assayas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso solo aggiungere a questo lucido pensiero che il meccanismo non riguarda solo la politica, ma in senso più generale le relazioni umane nel loro complesso, affette da una dilagante approssimazione, minate da una deleteria semplificazione. Recuperare la complessità è opporsi ad una modernità che è a tutti gli effetti involutiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-303052523780184715?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/303052523780184715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=303052523780184715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/303052523780184715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/303052523780184715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/09/olivier-assayas.html' title='OLIVIER ASSAYAS'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7425141855373901980</id><published>2011-08-31T16:23:00.007+01:00</published><updated>2011-08-31T17:07:35.130+01:00</updated><title type='text'>LA FINE DELLA CITTA'  IV</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/nwfi72Y9DZg" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tripoli, Mogadiscio, la fine della città fuori dal contesto occidentale si dà come regressione feroce e primordiale. Il collasso dei servizi essenziali, acqua, ospedali, distribuzione degli alimenti, giustizia e ordine pubblico trasforma quella che era una comunità in un girone infernale. Le strade si riempiono di cadaveri e si fanno teatro di una dissoluzione che sembra protrarsi in eterno, come nel caso di Mogadiscio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello spazio del quotidiano resta solo la sopraffazione del più armato e spesso l'impossibilità di dare un nome ai morti. I fatti sono dimenticati dai media in poche settimane, attratti da un qualsiasi altrove in cui si ripetono le stesse dinamiche distruttive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'occidente osserva dall'alto di sofisticati bombardieri i frutti delle sue "missioni di pace" denominate spesso in modo grottesco, come accaduto a suo tempo in Somalia con la spedizione "Restore hope" e si prepara alle ultime rapine prima del cambio di paradigma ormai inevitabile: sono infatti finiti i quattrini per esportare pace e democrazia con bombe cadute dal cielo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7425141855373901980?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7425141855373901980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7425141855373901980' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7425141855373901980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7425141855373901980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/08/la-fine-della-citta-iv.html' title='LA FINE DELLA CITTA&apos;  IV'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/nwfi72Y9DZg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-420731298942218345</id><published>2011-08-19T21:45:00.002+01:00</published><updated>2011-08-19T21:54:42.757+01:00</updated><title type='text'>LONTANO</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/RHYOjSVqXl0" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;Si girava a guardarmi e sorrideva. Gli capitava a volte di finire il gas per strada, io spesso ero nel sedile accanto. Il motore perdeva lentamente potenza e sbadigliava cadendo in un grande sonno per poi tossicchiare sempre più forte e squassare un po’ l’abitacolo. Allora a quel punto faceva pressione su un interruttore, sotto il volante a sinistra, apriva la valvola della benzina e tutto tornava in ordine: un tigre nel motore! Viaggiavamo alla ricerca di posti assurdi. Io venivo da una giovinezza difficile e Andrea era per me una casa, i suoi abbracci un rifugio. Parlava poco e questo era un vantaggio per me che facevo così fatica ad ascoltare senza perdermi dopo poco in altri pensieri, come se le mie orecchie fossero pigre. Non stavamo tanto con gli amici, eravamo due bestie poco socievoli, risolute nelle decisioni ed a volte spigolose. Capitava di ritrovarsi a casa in un’atmosfera pesante, di stallo e spesso ci guardavamo e scappavamo in macchina per un giro di qualche ora, come se le tensioni non fossero le nostre, ma dello spazio in cui ci trovavamo. Andrea in macchina andava forte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì in quel letto adesso non gli resta molto gas. Sente a malapena il polmone rimasto che ancora pompa aria a stento e cerca con sempre più affanno ossigeno nell'atmosfera incolore del reparto pneumologia. Intanto le vene stanche di flebo disegnano esili linee azzurre sulle braccia magre e pallide. Chiude gli occhi e ricorda in un lampo immagini di anni e anni prima. Me ne parla e racconta di una sera in cui aveva fra le mani un ricettario, era estate, camminava verso il cancello di casa e tutti i pensieri si appoggiavano al vento, un vento tiepido che gonfiava i pioppi e riempiva la camicia. Adesso non respira più, ma non ha paura, se ne sta come incantato e stupito dall'evenienza attesa e dal segnale d'allarme emesso dalle apparecchiature a cui è collegato, mentre tutto intorno svolazzano le storie che ha conosciuto, le parole che ha incrociato e le infermiere affaccendate a pulirlo, medicarlo, a non lasciarlo morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passata la tempesta entro nella stanza vuota e ritrovo alcune sue parole in un piccolo diario lasciato sul comodino nella camera d'ospedale. Lo prendo, mentre lui è ancora di là in sala rianimazione e tre giorni sono ormai trascorsi. Apro il quaderno e leggo una pagina a caso:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Le sillabe si agitano, sono banderuole aggrappate al silenzio e urlano faccende già dissolte, sospese sul baratro di quel che sempre tace, in un'apparenza mondana di discorsi persi ritrovati e strappati in continuazione. Forse mai detti? Quel che è certo, ripetuti perennemente. Qualsiasi proposizione si offre in un luccichio di novità, pur essendo già stata salmodiata da millenni di carne e carne. Un sapore d'unicità illusorio, fasullo, falso, ma così forte e pregnante da non poter essere trascurato. Ti amo. I soliti ragionamenti rovesciati su una pagina vuota. Spiegami come hai potuto farlo? Domani cambia il tempo. Stai meglio oggi! Com'è il pollo con le patate?Ci voleva più sale, magari un poco di prezzemolo. Un comportamento inaccettabile.&lt;br /&gt;Certo ci agitiamo proprio come una farfalla notturna ubriaca intorno ad una lanterna, questo è chiaro. Chissà cosa mi dà la spinta, chissà cosa mi tiene ancora aggrappato? Desiderio di cosa? Un prodigio delle parole è accompagnarci passo dopo passo al superamento delle parole stesse, alla perdita di senso di ogni racconto, allo spaesamento. Per questo da ragazzo ero così attirato dalle droghe. Non dagli effetti degli stupefacenti sulla psiche, l’euforia o la lontananza da ogni peso, ma dall’alterazione del percepito. Non mi interessava risolvere una realtà con delle spezie mantenendomi al suo interno, ma assaporare oltre, toccare dimensioni diverse. Non credo alla realtà, ai fenomeni circoscritti e descrivibili, penso che lo spazio sia nell’interiorità.&lt;br /&gt;Sono costretto in questa attesa di annullamento con di fronte l’armadio in laminato verde, il bicchiere di vetro reso opaco dai troppi passaggi in lavastoviglie, la sedia con le gambe d’acciaio ed i muri lavabili, proprio qui la mente fa miracoli. Corre ad occhi chiusi ed esplode in immagine vivide.&lt;br /&gt;Desidero essere cosciente fino all’ultimo, sprofondare ad occhi aperti. Mi terrai per mano?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;br /&gt;Fra una mezz’ora incontro i medici. Mi siedo nel corridoio, le persone camminano affollate in tutt’altro, passa un’infermiera e sridacchia allietandomi. Ha un’aria vagamente sensuale nel suo completo bianco. La accompagna un medico giovane e alto, anche lui sorride. La carne non dorme mai, smania anche nella vecchiaia, anche se il corpo la abbandona. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E’ stonata l’ipocrisia del nostro tempo. Sono stonate le discussioni in cui si accapigliano con aria seriosa politici e filosofi, sostenendo tesi contrapposte: obbligo di terapia? Scelta al paziente? Dignità o sacralità della vita? Solo menzogne come al solito, come se in quest’epoca contasse solo la buccia di un frutto, la sua apparenza, mentre la polpa non sia altro che un fastidioso impedimento. Se potessero farebbero cocomeri e albicocche gonfiabili: fuori la buccia e dentro solo aria…. Dignità o sacralità della vita? In ospedale la situazione è molto più prosaica.&lt;br /&gt;Il primario delibera di non attuare più una determinata terapia, “per i rischi che comporta al paziente e le controindicazioni visto lo stato clinico complessivo”. Dietro al siparietto di parole c’è la morte certa del paziente, paziente che sia chiaro non può più coltivare nessuna speranza. Già due persone in stanza con Andrea sono andate. Arrivi alla mattina ed un pudico paramento nasconde i loro letti alla vista degli altri degenti e dei loro visitatori. Se ne stanno lì per poco, l’elettrocardiogramma piatto come certificazione burocratica e poi la rimozione verso lo smaltimento all’obitorio.&lt;br /&gt;All’etica da strapazzo dei fiosofastri o di qualche porporato insensibile, che si accapigliano in qualche convegno televisivo o fra le pagine dei rispettivi giornaletti, si sostituisce qui il trionfo di una tecnica sorda, la sostituzione dell’umanità con la disattivazione di macchine e sostanze chimiche e l’eliminazione del soggetto ormai inutilizzabile. Detesto l’accanimento terapeutico, Andrea lo sa e concorda, ma detesto al contempo questa nuda e cruda assenza di ogni ritualità, le camerate tutte uguali, le barelle con le ruote di gomma grigia, i colori alle pareti orribili, l’asettica presenza dei  medici, emotivamente neutri, psicologicamente ignoranti. Fatto salvo rare eccezioni  il personale fatica a salutarti o magari ti presta attenzione per il vestito scollato. Causa ed effetto, tecnica, deriva nel nulla. &lt;br /&gt;Aspetto il mio turno per sentirmi dire quello che altre migliaia e migliaia e migliaia di persone si sentono dire in ogni ospedale del mondo, ogni giorno. Sospenderanno una certa terapia “per i rischi che comporta al paziente e le controindicazioni visto lo stato clinico complessivo”. Attenderò poi qualche giorno, una settimana al massimo e Andrea non ci sarà più. Forse accadrà fra poco? &lt;br /&gt;Aspetterò qui, sulla solita sedia, esplorando e cercando di capire queste parole sgualcite, incise sul diario quando ancora aveva le forze per farlo. O forse semplicemente le leggerò sprofondando senza comprendere. C’è un finestrone grande nel corridoio. Fuori il cielo coperto, d’un blu intenso prossimo alla pioggia, dà all'erba nel giardino un verde scuro e brillante. Un salice con il suo verde argentato si staglia bellissimo di fronte a me. Accompagnare una coscienza in questo viaggio sembra non appartenere più all’occidente, sei solo, non sai nulla, hai paura, la fede, per i più fragile convenzione, vacilla o è intesa come ultima scialuppa di salvataggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continuo a leggere Andrea mentre aspetto il primario:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“La ragazza con il sole dentro alla testa, la immagino per diluire il tedio e la noia di queste giornate d’ospedale. Giornate di minestrine e pollo, riso in bianco e mezze erezioni ingiustificate, sopraffatte da fitte inattese. Lei è per me un personaggio “non-personaggio”, un modo per indicare particolari stati d’animo, ad esempio quel che si prova cercando una fotografia andata persa anche se sta lì sul tavolo, oppure un momento d'insolita stanchezza, piove, giro il viso verso la finestra, pare buio, ma c’è uno strappo oltre le nuvole: il cielo è improvvisamente nudo e di un blu cobalto. Ecco lei è tutto questo. Niente a che vedere con un sapore eccezionale, improvviso, lo stupore d’aria in questi polmoni acciaccati, aria entrata come acqua fresca dopo ore d’arsura, eppure è proprio quello. Una sensazione, nessuna sensazione. La ragazza con il sole dentro alla testa non è ragazza, non ha testa che contenga sole, né un dentro né un fuori. Una cartaccia nel parcheggio deserto, un falco appeso al cielo, i rami neri di una quercia al crepuscolo e la tazza bianca appoggiata sul comodino. Eccola è lì, splende da sempre per sempre. La stessa tazza abbandonata chiudendo la porta ed andando in bagno è proprio lei, la ragazza con il sole dentro alla testa. No, non è lei, è proprio lei. La linea del mare che non si distingueva dal cielo in un tramonto di metà dicembre, un viso lievemente sorridente, ricordi struggenti di mani nei capelli.. Quel forte disorientamento che comunica forza invece di smarrimento allora posso dire di sentirne il profumo. Un futile dialogo al telefono con una persona cara a cui si vuole dire qualcosa, ma non accadrà mai, e prima o poi uno dei due sarà svanito senza che nulla sia stato detto. Finalmente inverno, riposo di vento freddo che striscia la roccia e scioglie la terra in un abbraccio di fango. Un gatto bianco e nero su una finestra del laboratorio analisi aspetta leccandosi il pelo bagnato. Volano ancora zanzare, il gelo, quello vero, tarda. La ragazza con il sole dentro alla testa passeggia nel giardino dell’ospedale, anche se non si vede, anche se si vede perché è il giardino dell’ospedale. Qualsiasi progetto o qualunque cosa sia successa, lascia il posto a tonnellate e tonnellate di oblio. Lì sepolto e lasciato alla terra, tutto torna a farsi nuovamente terra per nuovi progetti e altri avvenimenti che solo apparentemente sembrano nuovi. La filosofa direbbe che il suo progetto è il mare e precisamente l’incresparsi delle onde. La ragazza con il sole dentro alla testa sta intanto a gambe aperte, senza gambe, senza sesso, senza vestiti, senza umori, né respiro né bacino, né braccia, né seni da spremere. Lei è l’attimo in cui assaporo l’esaurimento della spinta a fare, fare qualsiasi cosa, sperare, dire progettare e semplicemente sto. Ovunque intorno brucia di carne non carne. Dunque l’esistenza è un’occasione per scrutare l’ineffabile. Eccola adesso, cosa assai preziosa, stanza dell’oro, scrigno di diamante, ma non è oro e nemmeno diamante.”&lt;br /&gt;Aspetto…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco bene il suo corpo, anzi lo conoscevo. Ne conoscevo il peso, l’odore, i sapori. Adesso lo guardo. Guardo un altro corpo, secco, estraneo, ruvido, un alieno caduto da una galassia lontana con pochi peli sparsi sulla testa. Tutto è occultato da una nuova presenza, nuovi odori, sorrisi tesi, pelle dai colori cangianti: si parte da un pallido grigio fino al livido scuro con macchie rossastre. Non è più quel corpo, no, no, è un’altra cosa. Solo gli occhi, sia pur velati, a tratti giallognoli, conservano un’azzurra luce nota, una memoria precisa, ma cos'è questa luce? Andrea fatica a parlare, mi guarda e spesso sorride, quando raccoglie le forze ha ripreso a scrivere sul suo quaderno, scrive cose a tratti incomprensibili, un’algebra di parole, una memoria criptata, una calligrafia pessima. Passo ore qui, anche se è estate non ho voglia di sabbia e mare. Mia madre dice che sono pazza, che mi infliggo una punizione inutile. Le madri ti vogliono sempre incinta e sorridente. Al contrario qui sto bene, sono tranquilla, a tratti piango è vero, ma il vento qui in collina è bellissimo e non aspetterò ancora molto. Non aspetterò ancora molto. Un sapore di vero riempie la stanza e non lo voglio evitare, voglio che mi prenda ogni pezzo di questa carne.&lt;br /&gt;Gli tengo la mano e leggo “ Verdi colline d’Africa” ad alta voce, Andrea sorride ad occhi chiusi. Ieri ha fatto un sogno e l'ha aggiunto nel suo quaderno che io leggo quando dorme:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Domanda? Si espande, ora dopo ora si espande, il nastro si riavvolge. Le mie labbra di polistirolo, i miei liquidi sintetici da una lingua di sogno, da un sonno chimico, da un mantello acido fatto di case e strade, strade gialle. I capelli sugli occhi, ma la che mio non me li aveva strappati tutti? Dove sono sprofondato? Sono sprofondato dentro e il cervello sfrigola mentre cado. Il corpo a corpo d’ogni attimo, l'incombenza dei concetti, l'intrico delle possibilità, la fame di progetti, lo svolgersi di conflitti: tutto traballa, si fa sfocato. Povero sasso di pelle e ossa lanciato da un aereo cado a rotta di collo, senza saperlo cado, non c’è nulla a cui aggrapparsi, non c’è nulla a cui aggrapparsi. La trappola era dentro un grande prato blu: il campo si è spalancato in un'orbita Andromeda grande come l'aeroporto e sono scivolato  dentro. Tu eri lì sul bordo e mi guardavi prima sorpresa e poi disperata, piangevi, silenziosa piangevi. Adesso precipito nel cratere da ore e ore, senza fermarmi precipito. Un'apparenza di fondamento, il fuoco di quel che appare irrinunciabile e poi in un attimo si dissolve. Quando guardo i vestiti, che nell'attrito con l'aria si strappano e si sfilano, non so bene di chi sia quel giubbotto grigio insieme ad una maglietta rossa divisa in due dalla furia dell'aria che tira, torce e taglia. Li vedo mentre schizzano via come aquiloni pazzi a cui sia stato reciso il filo. Sono solo puntini persi nel vuoto. Resto nudo nel vortice senza fondo, nel gorgo enorme. Un suono lontano si fa rapidamente urlo enorme di centomila bocche spalancate. I capelli sventagliati e sbattuti per mesi (o forse anni?) si sfilacciano mozzati uno a uno; la bocca piagata si apre e l'aria strappa labbra e carne a brandelli e la semina nella frattura, nel vortice quotidiano, un pezzo qui uno là. Il monaco sussurra non avere paura, stai tranquillo, lasciati andare. Lo scheletro si spacca ed esplode in una visione brillante di polvere e calce candida. Briciole di colonna vertebrale, schegge di femori, coriandoli di costole schizzano verso l’alto come punti luminosi nella tenebra. Le tue cosce fosforescenti, i tuoi capezzoli di gomma generati da una matematica di sogno, da un'incoscienza indotta, da una dipendenza irrimediabile di stanze, divani e abbracci conosciuti: tutto fatto a pezzi. Ora i pensieri sono estranei. Dove sto galleggiando? Sto galleggiando dentro a due pupille. La cosa era in fondo al precipizio, io sono in fondo al precipizio. Il campo di erba blu, anni e anni sopra quel che era me, si è richiuso. Sono qui nel nero adesso, sono qui da sempre. Immobile aspetto da decenni o secoli? Guardo la sconosciutezza, che sono, nell'attrito con l'aria sola ha resistito alla furia devastante, e non so bene chi sia questa assenza di nomi che pervade tutto come l'azzurro riempie il cielo... Da dove questa voce e queste parole? Da chi sono mai dette o scritte? Io cosa?”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV&lt;br /&gt;Dicono che non si dovrebbe stare in compagnia della morte, passare ore con Andrea è effettivamente stare in prossimità della morte, sentirne il respiro, coglierne a tratti la presenza, l’odore. Gli amici dicono che mi faccio una menata assurda, che finirò depressa, esaurita o magari anche peggio. Ma il cielo è terso, si spande a tratti un silenzio impagabile che non toglie ma dà. Certo a tratti mi dispero ma sento anche un’altra cosa. Ne ho parlato anche ad Andrea e mi ha scritto quest’ultima pagina di quaderno come risposta:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Quando vaneggio della “ragazza con il sole dentro alla testa” tento di dar corpo proprio a questa tua sensazione. Una sorta di perdita di sé, che mi ha gettato alcune notti in un terrore buio e che ora si apre come una porta di luce. Sussurra, mentre qui tutta la baracca va alla deriva, di non aver paura. Sì è un silenzio impagabile ma vibrante, un sapore di casa, di fine degli affanni, di abbandono del peso, della carne e dei liquidi. Rompere gli ormeggi e lasciarsi alla corrente nera delle onde, una corrente che mi fa a pezzi ora dopo ora. Sì ho paura, ma alla fine non ho paura. Questa ragazza con il sole dentro alla testa è uno svelamento, l’evidenza del salice lì fuori dalla finestra, il soffio di polvere che siamo, la fluidità di ogni evento, il teatro del linguaggio e dei corpi.&lt;br /&gt;La ragazza con il sole dentro alla testa parla scandendo un silenzio abbacinante e ribolle in sé, brucia del suo fuoco. Cancellata la prospettiva dei progetti da rincorrere, inchiodato ad un letto d’ospedale, resta solo il muro, la porta del bagno, tu che aspetti, leggi Hemingway e mi tieni la mano, il giardino, la flebo che si svuota, la vena ormai persa…. Se chiudo gli occhi tutto è lo stesso, tutto precipita a rovistare nel cassetto dell’esistenza per darsi e dirsi senza riuscirci mai in via definitiva per arrivare poi qui dove sono. Tutto arriva qui dove sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ragazza con il sole dentro alla testa infrange quel che sento come io, come Andrea e in certi momenti lo disperde, lo spintona e lo fracassa o lo diluisce in un enormità in cui si perde. Sì, sì ho paura. Sono stanco del male certo, anzi non ne posso più, ma non è il solo motivo, ne sono sicuro. Così come tu mi accompagni per un legame profondo, ma non è la ragione esclusiva per cui stai qui nel tedio di ore mute. Allora sono contento che resti, perché sai e soprattutto senti un intimità che stento a dire mia, ma che è anche tua e al contempo della tazza sul comodino, della prossima giovane infermiera e dell’asciugamano verde: guarda è ovunque”. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-420731298942218345?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/420731298942218345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=420731298942218345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/420731298942218345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/420731298942218345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/08/lontano.html' title='LONTANO'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/RHYOjSVqXl0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1259945113459991690</id><published>2011-08-19T21:02:00.003+01:00</published><updated>2011-08-19T21:26:59.620+01:00</updated><title type='text'>IL NEGOZIO</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/jG8td-rIlbo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“O squallido fango maleodorante, o accecante bellezza gratuita. Gettati fra questi due estremi è facile per gli umani confondersi.”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;Stavamo andando a casa, ormai era notte fonda ed eravamo stanchi. La strada centrale del quartiere era nel caos, dalla laterale si vedevano i pennacchi degli incendi, il giallo contro il nero, il suono delle sirene della polizia e le grida.&lt;br /&gt;Lì dietro, presa la laterale a destra e svoltato a sinistra dopo un centinaio di metri era invece tutto tranquillo, non c’era anima viva, un silenzio ovattato sembrava essersi preso tutto, anche se si continuava a sentire tutto il casino della strada principale, ma come in lontananza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo messi a dar calci ad una lattina di birra, ne avevamo prese cinque o sei da un supermarket saccheggiato e quella era tutta la nostra refurtiva della serata. Con il cappuccio della felpa nera sollevato sembravamo due fantasmi idioti e traballanti. Le birre erano finite e ci siamo detti che era ora di andare a nanna. Niente sbirri in giro, troppo impegnati con i pompieri sulla via centrale, troppo caos lì per infiltrarsi qui nelle retrovie, dove effettivamente non stava succedendo niente di niente e nessuno aveva combinato sfaceli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni amici erano finiti in gattabuia, beccati mentre rubavano dai negozi e portati al commissariato e menati di brutto. Noi due in fondo eravamo tipi tranquilli e più di tanto non ci aveva preso la fregola di ripulire supermarket o altro. Non ne valeva la pena, o eri nella prima onda di chi spaccava le saracinesca o per te restavano solo scarti, roba coreana o peggio cinese, sottomarche del cazzo.&lt;br /&gt;Un gatto nero ha attraversato di corsa la strada, impaurito dalla nostra lattina. Tutto sembrava a posto se non fosse stato per i bagliori e le sirene che continuavano ad ululare sarebbe stata una solita noiosissima notte come le altre. I saccheggi erano alla fine, ormai non c’era rimasta mercanzia in quei negozi, solo vetri rotti e scaffali rovesciati o scarpe da ginnastica taglia 50.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci eravamo accorti del negozio insieme e ci voltammo ambedue con aria interrogativa, l’uno verso l’altro, come se fosse un’apparizione insolita, una specie di strano fantasma. Era una rivendita di elettrodomestici, quasi nascosta, al piano sopraelevato di una abitazione dipinta di un giallino qualsiasi. Sembrava disabitata anche se non era malmessa. Non l’avevo mai notata nel quartiere, ma non sono un attento osservatore, se non vado a sbattere contro le cose non mi accorgo mai di nulla. Mi succede anche con le ragazze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo lasciato perdere la lattina e ci siamo avvicinati pian piano, senza correre, come se fosse sulla strada di casa, anche se i nostri alveari erano dalla parte opposta.&lt;br /&gt;Sembrava tutto in ordine, l’insegna, la porta chiusa, la saracinesca abbassata. A guardar meglio però in una delle due vetrine non c’era traccia di saracinesca. Era molto buio e così siamo saliti per i due o tre gradini che portavano all’ingresso. Oltre alla saracinesca mancava completamente anche la vetrata. La stranezza stava nell’assenza di schegge o frantumi: nessuno l’aveva fracassata. Sembrava fosse stata smontata con cura da un vetraio e portata altrove. Aveva traslocato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si esclude questa assurdità tutto era a posto, tutto era perfetto, niente sembrava esser stato preso. Siamo rimasti lì davanti imbambolati, intorno solo tenebra e buio, sia dentro che fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo sentito il rumore di un elicottero della polizia, in avvicinamento per sorvolare la zona e fare da supporto agli sbirri per le strade. Siamo scesi e ci siamo infilati dentro una siepe. La libellula tagliava il cielo con un faro e aveva intenzione di farlo anche nella nostra strada. Il rumore si è fatto forte ed il faro per un attimo ha illuminato il negozio. Solo pochi secondi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;br /&gt;In un lampo abbiamo visto la roba dentro. Pensavamo fossero frigoriferi o televisori di seconda scelta o addirittura usati, robaccia da due soldi per le periferie ed i pezzenti del nostro taglio, ma in quell’attimo era apparso qualcosa di diverso.&lt;br /&gt;-	Allora che si fa? Mi chiese con aria determinata il mio socio.&lt;br /&gt;-	Andiamo a vedere meglio. Dissi con poco convinto. &lt;br /&gt;Siamo tornati esattamente dove eravamo prima che passasse l’elicottero, io avevo una pila in tasca, di quelle con i led, potenti e a luce fredda&lt;br /&gt;-Tirala fuori e diamo un’occhiata.&lt;br /&gt;La vetrina era in perfetto ordine. C’era uno schermo a cristalli liquidi di Samsung, grande bello e nero e uno stereo di Sony, vari lettori mp3 e un bel compatto della Philips per i cd e gli mp3. Lo avevo visto un mese prima ai grandi magazzini, era perfetto, ma non avevo certo la grana per farmelo e adesso stava lì davanti a me, nudo e crudo. Eravamo in silenzio e non so per quanto tempo siamo rimasti immobili davanti a quella vetrina senza vetrata, come due statue di sale, quasi ci fosse una barriera invisibile ed invalicabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dietro su uno scaffale, dentro a delle vetrinette c’erano anche dei portatili Apple e poi Ipod, Ipad e tutta la chincaglieria della mela. Tutta la mercanzia sembrava in perfetto ordine. La vetrina era intatta e pareva chiusa a chiave da una serratura senza pretese.&lt;br /&gt;Puntai la pila all’interno, tutto era calmo e tranquillo, uno scaffale centrale nascondeva il banco e la cassa. Nell’altro corridoio erano in mostra lavatrici e lavastoviglie e qualche televisore. Non me ne fregava niente di quella roba da casalinghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori tutto taceva, anche le sirene sembravano sempre più lontane e i bagliori attenuarsi.&lt;br /&gt;-	Allora che si fa?&lt;br /&gt;-	C’è nessuno? Dissi  con voce chiara in direzione dell’interno del negozio. Silenzio.&lt;br /&gt;-	Sei scemo?&lt;br /&gt;-	Era solo per sapere se qualche altro sciacallo era dentro, qui c’è un’aria strana…..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo bene di aver fatto il primo passo e scavalcando lo stereo sono entrato sulla pedana espositiva e dopo mi sono ritrovato dentro al negozio. Il pavimento aveva uno strano colore blu elettrico. Un cane si era messo ad abbaiare in un isolato vicino e spaccava il silenzio con i suoi latrati. Ci siamo separati ed abbiamo iniziato a guardare la merce, ma con cura, prima senza toccarla e poi rimettendola a posto ed in perfetto ordine, come se il negozio fosse aperto, con rispetto. Tutto andava per il meglio, sembrava un pomeriggio in un ipermercato, si stava lì e si adorava la roba, senza saper perché e senza potersela permettere, si fumava una paglia con una birra in un bar ganzo e poi si prendeva il metrò per tornare a casa con le cuffie in testa. Tutto qua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III&lt;br /&gt;-	Hai visto quanta bella roba?&lt;br /&gt;-	Si io quasi quasi mi faccio il Philips in vetrina. l’hai visto?&lt;br /&gt;-	Si è figo, io mi sparo un Black Berry, il mio cell è marcio.&lt;br /&gt;Pian piano qualcosa era cambiato, ed avevamo iniziato a muoverci più in fretta ed a spostare gli oggetti senza rispetto e senza rimetterli in ordine, ho visto il socio che iniziava a mettere in tasca della roba ed ho iniziato a fare lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ passata una macchina in strada e ho spento la pila. Non si sentivano più sirene e a parte il cane tutto taceva.&lt;br /&gt;Raccontata così sembra che siamo stati dentro un totale, mentre in realtà siamo rimasti veramente poco, cinque o dieci minuti, non di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco prima ricordo che per un attimo ho smesso di rovistare ed ho guardato la vetrina. Sono rimasto lì a chiedermi dove accidenti fosse finito il vetro, come mai fosse tutto aperto. Mi sono come incantato fissando un lampione in lontananza, forse la birrà mi era arrivata al cervello, non so, tutto era sospeso.&lt;br /&gt;Stavo per riaccendere la pila, quando si è sentita una voce roca e scura, un suono da far venire i brividi ed era con noi dentro al negozio:&lt;br /&gt;- Voi due chi cazzo siete eh bastardelli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho smesso di respirare e per un attimo tutto si è fermato, come se non ci fosse più stata aria da respirare, anche il cane taceva, il gelo mi correva dappertutto. Non vedevo più il mio socio e pregai perché restasse dov’era, fermo immobile e di sasso.&lt;br /&gt;L’uscita era a meno di due metri, potevo farcela, potevamo farcela se scoppiava un casino.&lt;br /&gt;-	Voi due bastardelli siete nel posto sbagliato al momento sbagliato.&lt;br /&gt;Ho sentito un botto terribile e visto un lampo, mi sono buttato a terra in un gemito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è tornato buio e silenzio a parte il cuore che mi scoppiava. Sentivo il sudore scendermi lungo la schiena e le gambe erano come paralizzate dalla paura. Non riuscivo a muovermi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-	Adesso tu bastardello rimasto ti alzi e te ne vai e se farai qualsiasi altra cosa ti sistemo ben bene come il tuo amichetto. &lt;br /&gt;Si sentì una risata orrenda ed a quel punto le gambe si ricollegarono al cervello e in due salti ero fuori da quell’inferno. Ero vivo, correvo, ero vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV&lt;br /&gt;Ho galoppato come un pazzo, sempre avanti fino al lampione e alla rotonda per la tangenziale, praticamente in direzione opposta a casa mia. Mi sono voltato indietro, niente, mentre lì era tutto a posto. C’era il solito bar con gli alcolizzati e le mignotte di quarta categoria. Sono entrato ed ho comprato un pacchetto di paglie.&lt;br /&gt;Alla cassa la tipa mi ha guardato come fossi un morto. Avrà pensato che ero uno sporco tossico strafatto. Sono uscito, faceva fresco e verso nord si vedeva la rampa per la tangenziale con i lampioni dalla luce arancione.&lt;br /&gt;Ci volevano ancora ore e ore per arrivare all’alba. Non me la sentivo di tornare indietro, non me la sentivo di andare a casa, non sapevo che fare. Mi son detto che forse non era andata da panico come stavo pensando, ma non mi sono creduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bestia NON mi aveva visto e quindi significava che alla mattina sarei potuto andare a vedere, passare da lì “per caso” e magari cercare di capire cosa era successo, come era finita per il socio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono tornato al bar e mi sono fatto una birra. Quando ho mandato giù il primo sorso mi ha preso una nausea da schifo, ma sono riuscito a dominarmi per non fare la figura di una merda tossica all’ultimo stadio. Dopo è andata meglio e gli ultimi sorsi sono stati piacevoli. Ho aspettato quel che c’era da aspettare. Lì sempre la stessa fauna, qualche drogato vero, i poliziotti che venivano a bere un caffé e squadravano l’aria o si perdevano dietro alle mignotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli sbirri si mise a parlare dei saccheggi lungo la strada principale. Borbottava che era tutto a posto, i mocciosi erano tornati a casa e gli incendi spenti. Diceva che era roba da pazzi, ma avevano rafforzato le pattuglie e in strada c’erano anche delle unità antisommossa, quindi l’ordine sarebbe tornato e chi aveva fracassato doveva pagare e farsi della galera. Non aggiunse altro e si voltò a guardare il sedere di una Rumena in servizio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V&lt;br /&gt;Andai fuori dal bar e dietro una siepe ne approfittai per pisciare. Il buio si stava diradando e la notte lentamente era alla fine. &lt;br /&gt;A casa i miei vecchi manco si erano accorti che non c’ero, dormivano ci fossi o non ci fossi. Pà diceva che ero un imbecille senza la voglia di fare un cazzo. Con il socio lo smercio della roba ci teneva a galla e potevo evitare di fregare soldi nella borsa di mia madre. Ce n’era abbastanza per vivacchiare e farsi qualche felpa e una vestita come si deve ognitanto, ma non per altro, macchina manco a parlarne, metrò e basta fino a 80anni. &lt;br /&gt;Pà mi prestava la sua “mercedes” solo al sabato sera. Era comoda quando uscivo con Karen ed ovviamente al sabato uscivo solo con lei. Non c’era altro per stare insieme che la vecchia ford con i tappetini di gomma nera con quel loro odore bizzarro.&lt;br /&gt;Proprio il socio mi aveva presentato Karen, era la sorella di un suo amico. Io e lui del resto si era fatto la scuola insieme e anche alcuni lavoretti come corrieri e facchini per una ditta di traslochi.&lt;br /&gt;Pian piano era saltata fuori la bazza della roba, era una faccenda pulita e senza rischi, visto che a noi quella merda proprio non interessava se non per i quattrini che potevamo imbarcare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VI&lt;br /&gt;Mi sono incamminato verso il negozio e man mano che mi avvicinavo sentivo un peso sullo stomaco crescermi dentro pian piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho notato che poco lontano c’era uno squallido parchetto con delle altalene sfasciate e uno scivolo pieno di ruggine. Per terra fazzolettini e sacchetti di patatine abbandonati. Da lì con calma potevo vedere quel maledetto posto e non essere visto, soprattutto se salivo nella casetta scivolo. Ma ero stanco e mi sono sdraiato su una panca. E’ scesa una stanchezza mostruosa, sono crollato e ho dormito. Risveglio scosso dai brividi, l’alba iniziava ad illuminare ogni cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì tutto taceva. Sono rimasto inchiodato per tutta la mattina ed in quel fottuto posto non è accaduto nulla e non si è vista anima viva. Ho provato a fare uno squillo al cell del socio, ma era staccato. Mi son detto che quella faccenda non aveva senso e star lì era inutile e sono andato a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VII&lt;br /&gt;A casa i miei vecchi erano già usciti, mi sono fatto un bagno e una volta stravaccato sul letto sono crollato di brutto per la seconda volta. Alle 16.30 sveglia e mezz’ora dopo ero in strada. Ovviamente sono passato davanti a quel posto ed il maledetto negozio non c’era più. Dei pannelli di legno chiudevano le vetrine ed un cartello rosso con su scritto: CESSATA ATTIVITA’ stava davanti all’ingresso.  C’era un campanello ed ho suonato. Da fuori s’è sentito il trillo elettronico, ma niente, non si è mossa una foglia. Un furgone inutilizzato da anni era parcheggiato nel cortile sul retro. Sono tornato all’ingresso ed ho suonato di nuovo: niente. Un gruppo di sbirri ha imboccato la via, avevano strane uniformi nere imbottite e caschi protettivi mai visti: dovevano essere gli antisommossa. Ho bestemmiato sottovoce e mi sono incamminato verso la strada principale facendo finta di niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1259945113459991690?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1259945113459991690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1259945113459991690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1259945113459991690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1259945113459991690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/08/il-negozio.html' title='IL NEGOZIO'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/jG8td-rIlbo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7301096001091285015</id><published>2011-08-16T23:09:00.001+01:00</published><updated>2011-08-16T23:10:40.649+01:00</updated><title type='text'>LA fine del SACRO</title><content type='html'>Nulla si risveglia al timor panico per il fuoco finché non divampa un devastante incendio. In questo sta la fine del Sacro nella contemporaneità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7301096001091285015?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7301096001091285015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7301096001091285015' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7301096001091285015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7301096001091285015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/08/la-fine-del-sacro.html' title='LA fine del SACRO'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-6149592092198034565</id><published>2011-08-10T15:16:00.003+01:00</published><updated>2011-08-10T15:22:20.694+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Azathoth'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Parigi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apocalisse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oslo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Londra'/><title type='text'>LA FINE della CITTA' III</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/9518258?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" width="600" height="400" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/9518258"&gt;Jus†ice, Stress&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user3148077"&gt;ROMAIN-GAVRAS&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-6149592092198034565?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6149592092198034565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6149592092198034565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6149592092198034565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6149592092198034565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/08/la-fine-della-citta-iii.html' title='LA FINE della CITTA&apos; III'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3672808427840742918</id><published>2011-08-09T21:03:00.006+01:00</published><updated>2011-08-10T15:20:53.229+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Azathoth'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apocalisse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oslo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Londra'/><title type='text'>LA FINE della CITTA' II</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/gDgxEYTQk50" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Oslo Londra. La città è ancora al centro di un moto distruttivo. Il senso della città è in profonda crisi e questa debolezza si incanala in un'azione corale di distruzione, sia del contratto di convivenza fra cittadini, sia degli ambienti urbani. La spinta rabbiosa avanza dalla periferia verso il centro, per arrivare a colpire il cuore simbolico della metropoli. La fine di un ciclo storico si manifesta sempre con un'implosione dello spazio urbano. L'infezione si sta propagando, sostenuta da fattori economici, politici e culturali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3672808427840742918?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3672808427840742918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3672808427840742918' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3672808427840742918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3672808427840742918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/08/lagonia-della-citta.html' title='LA FINE della CITTA&apos; II'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/gDgxEYTQk50/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3798640722242207601</id><published>2011-07-22T21:49:00.012+01:00</published><updated>2011-08-10T15:21:37.192+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Azathoth'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apocalisse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oslo'/><title type='text'>LA FINE della CITTA' I</title><content type='html'>&lt;iframe width="600" height="400" src="http://www.youtube.com/embed/ePDe-PejXPI" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivendicazione è di un caos che avanza, agghindato con le vesti del puro orrore. Azathoth, il Dio cieco e idiota, divora ogni scheggia di umanità facendo di tutto maceria, rifiuto e vetri rotti. Nessun cuore libero, solo fuoco, fiammme e polvere, caduti a casaccio sulle teste di alcuni sventurati. Il disegno è l'assenza di ogni disegno comprensibile a mente umana. L'inferno è nel quotidiano, la guerra, malgrado le apparenze, ovunque. Il grande nulla divampa scarnificando ogni senso. Il futuro? Eccolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strage di OSLO si fa metafora di una crisi che lentamente ma inesorabilmente sta minacciando l'idea di città e le grandi metropoli in particolare. Qui, nei grandi agglomerati urbani, l'evidente declino di un modello di sviluppo dissennato si manifesta con più evidenza. Criticità ambientali, sociali, di ordine pubblico e convivenza fra culture, sono caratteristiche della città. Il video allegato prefigura un collasso e mostra crudamente una violenza idiota. Idiota perché autoreferenziale, ma soprattutto perché si manifesta a sostegno di un'identità ormai in disfacimento: quella della civiltà Occidentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3798640722242207601?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3798640722242207601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3798640722242207601' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3798640722242207601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3798640722242207601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/07/blog-post.html' title='LA FINE della CITTA&apos; I'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ePDe-PejXPI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3346542900471957931</id><published>2011-07-14T11:55:00.002+01:00</published><updated>2011-07-14T11:58:03.563+01:00</updated><title type='text'>Georg Simmel</title><content type='html'>Occorre appena ricordare che le metropoli sono i veri palcoscenici di questa cultura che eccede e sovrasta ogni elemento personale. Qui, nelle costruzioni e nei luoghi di intrattenimento, nei miracoli e nel comfort di una tecnica che annulla le distanze, nelle formazioni della vita comunitaria e nelle istituzioni visibili dello Stato, si manifesta una pienezza dello spirito cristallizzato e fattosi impersonale così soverchiante che – per così dire – la personalità non può reggere il confronto. Da una parte la vita viene resa estremamente facile, poiché le si offrono da ogni parte stimoli, interessi, modi di riempire il tempo e la coscienza, che la prendono quasi in una corrente dove i movimenti autonomi del nuoto non sembrano neppure più necessari. Dall'altra, però, la vita è costituita sempre più di questi contenuti e rappresentazioni impersonali, che tendono a eliminare le colorazioni e le idiosincrasie più intimamente singolari; così l'elemento più personale, per salvarsi, deve dar prova di una singolarità e una particolarità estreme; deve esagerare per farsi sentire, anche da se stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style:italic;"&gt;tratto da "La metropoli e la vita dello spirito"&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3346542900471957931?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3346542900471957931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3346542900471957931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3346542900471957931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3346542900471957931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/07/georg-simmel.html' title='Georg Simmel'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1910052430765450276</id><published>2011-07-14T11:33:00.006+01:00</published><updated>2011-07-14T14:17:48.699+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apocalisse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modello di sviluppo'/><title type='text'>La fine di un modello di sviluppo</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/22234883?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" width="600" height="400" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/22234883"&gt;WE'LL BECOME OIL trailer&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user609774"&gt;nervegascloud&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fine di un modello di sviluppo è alle porte. L’occidente mette in campo gli ultimi giochi di prestigio prima del collasso. La crescita perenne è una contraddizione in termini, il tramonto imminente, le risorse in via d’esaurimento, la popolazione mondiale in crescita.  Il futuro è nella terra, nella capacità di saperla far fruttare, dando pane e acqua e non altre sciocchezze. Un direttore di banca è bene che impari a coltivare un orto. Gli ipermercati sono destinati a diventare rovine orrende di un’epoca stolta, il naufragio della grande distribuzione è già in atto, lo sgretolarsi della finanza cronaca quotidiana. Possiamo forse negare di essere fondati sul superfluo? L'edificio non può che crollare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;" Il giorno che il colossale volume del denaro in circolazione, o una parte consistente di esso, si presenterà all'incasso per essere convertito in beni, servizi e lavoro che non rappresenta più da tempo, forse da sempre, il sistema crollerà. Ciò avverrà quando venute alla fine meno le condizioni per il suo mantenimento sarà caduta l'illusione che il denaro sia un valore, invece di simularlo.".&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Massimo Fini, Il denaro sterco del demonio, 1998 Venezia.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1910052430765450276?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1910052430765450276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1910052430765450276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1910052430765450276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1910052430765450276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/07/well-become-oil-trailer-from.html' title='La fine di un modello di sviluppo'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-9137209746450407755</id><published>2011-05-22T10:54:00.006+01:00</published><updated>2011-05-22T14:20:29.212+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Heidegger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='era dell&apos;acquario'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='apocalisse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='modello di sviluppo'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;iframe src="http://player.vimeo.com/video/18549552?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" width="600" height="400" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://vimeo.com/18549552"&gt;CENTIPEDE SUN&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://vimeo.com/user609774"&gt;nervegascloud&lt;/a&gt; on &lt;a href="http://vimeo.com"&gt;Vimeo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terra sarà nuovamente il luogo dell'Essere. Il resto apparirà come il relitto di un'epoca stolta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-9137209746450407755?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/9137209746450407755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=9137209746450407755' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9137209746450407755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9137209746450407755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2011/05/centipede-sun-from-nervegascloud-on.html' title=''/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2828552696249504380</id><published>2008-07-19T18:53:00.036+02:00</published><updated>2011-05-04T21:42:20.133+01:00</updated><title type='text'>20 la tenda</title><content type='html'>Una finestra. La calda luce di luglio attraversa le persiane socchiuse e si impasta con una tenda rossa presa al mercato la settimana scorsa. L’irrefrenabile ripetizione di tutto quel che accade. Guardo l’anziana signora spazzare di fronte a casa, annaffiare le piante, berciare con la coda dell’occhio controllando il mondo circostante secondo un rituale quotidiano. La sera finalmente un po’ di aria fresca. Ogni afflato in cui mi identifico è già stato assaporato, anche i riverberi di questa tenda, il suo ondeggiare cullando il sole in mille rivoli rossi. Chissà forse in Cina secoli fa qualcuno si è lasciato affabulare dalle stesse lente oscillazioni, da questa calda danza di luce e colore, oppure sta accadendo adesso ad un altro uomo in un angolo del pianeta. Il trascorrere del tempo si squaderna su un copione ben noto. Pur conoscendola si rivela essere una storia molto coinvolgente, un romanzo che mentre viene letto si svela con un sapore già conosciuto ma come un poliziesco ben architettato lascia appesi alla pagina. Questo è indubitabilmente un mistero. Qualcosa dentro me ha fame, ha fame di questa tenda, ne cerca i riflessi, li vuole catturare e stringere, costruire una mappa di colore, ricordarne il fascino, farne linguaggio qui e ora, pur sapendo e pur sentendo in sottofondo un sapore sottile. No non è tutto vano, non è l’indifferenza l’approdo di fronte al gioco tra il giorno e la notte, la “soluzione” vista la necessità al tutto incombente, al pulire la cucina, lavarsi i piedi, stendere i panni, spazzare di fronte a casa, annaffiare le piante, far l’amore, ammalarsi, guarire o morire e certamente fotografare una tenda. L’indifferenza è ancora una risposta a questo leggere e rileggere lo stesso libro e sembra scritta fra le stesse fragili pagine…. Forse quel sentiero sottile è più una meraviglia, un incanto, ma a tratti anche un sapore acre e oscuro, come quando il vento porta in giro la polvere e ci si ritrova a masticarne un po’ in bocca: i denti scricchiolano. La terra e l’incapacitazione del fango. Da bambino una volta ho gettato dell’alcol su una stufa a legna e bruciato una tovaglia che era lì vicino. Certo la vampata mi ha spaventato ma è proprio quella vampata che cercavo. Quando si è dissolta è restata solo una domanda, che si chiedeva cosa era successo, ma prima, quando non era ancora linguaggio, ardeva solo di se stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tenda si offre: inevitabilmente costretto mi avvicino e scatto un’altra fotografia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2828552696249504380?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2828552696249504380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2828552696249504380' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2828552696249504380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2828552696249504380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/20-mosaico.html' title='20 la tenda'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-461889004696712665</id><published>2008-06-15T20:48:00.002+02:00</published><updated>2008-07-01T16:28:15.265+02:00</updated><title type='text'>16 il torrente giù al mulino e la casa in collina</title><content type='html'>Il rumore dell'acqua mentre passeggiamo culla i pensieri e li scioglie; il torrente è un angolo di natura silenziosa, solo noi due lungo il sentiero del mulino, ho un bastone l'ho preso per proteggerla. Intanto altrove l'insalata seminata non più di tre giorni fa si affaccia nell'atmosfera: piccole foglie, puntini verdi. Ci accompagna un cielo carico di nubi piene di forme che non si compattano a portare pioggia e non si dileguano per dare posto all'azzurro e al sole. I colori si caricano di tonalità bellissime, il verde dell'erba risplende del blu scuro del cielo, l'acqua brilla negli sprazzi di luce; molte farfalle, libellule e la sera lucciole. Sorride, si volge a guardarmi e sorride, il viso dolce, il corpo ospitale, il passo più lento per il peso. Fragili. Andiamo a vedere i maiali che pascolano allo stato brado vicino al mulino. Subito scappano impauriti e poi tornano tutti insieme curiosi, per annusarci, per capire meglio, e si avvicinano. Chi siete voi? Chi siete? Arrivati alla casa in collina mi sdraio sotto ad una piccola quercia, mi abbandono al silenzio, alla gioia muta che abbraccia ogni cosa, al pensiero di lei che dorme in casa sul letto. Guardo la finestra della camera dal giardino, gli scuri rossi sono accostati. Penso che è lì, dentro a quella stanza e sta riposando, chiudo gli occhi e sprofondo nel sonno avvolto da un dolcissimo torpore. Un paio di notti fa le ho abbracciato il ventre tondo e nel buio sembrava di cingere una sfera liquida e calda. Ho accostato il volto per raccogliere un segnale. Come sempre accade, anche solo se appoggio il palmo della mano la situazione si quieta e all'interno la creatura ascolta immobile. Chi sei tu? Chi sei?&lt;br /&gt;Poi in un attimo ho sentito distintamente sulla guancia l'eco di un movimento secco e determinato e il cuore è sobbalzato per l'emozione. Allora c'è, allora davvero è qui dentro! L'insalata cresce, l'acqua scorre anche se sono lontano. L'insalata cresce, l'acqua scorre anche se sono lontano?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-461889004696712665?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/461889004696712665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=461889004696712665' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/461889004696712665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/461889004696712665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/16-farfa.html' title='16 il torrente giù al mulino e la casa in collina'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7759263252719780890</id><published>2008-06-11T21:46:00.002+02:00</published><updated>2011-05-22T18:31:53.141+01:00</updated><title type='text'>15 visitare un'orgia</title><content type='html'>Visitare un’orgia conviene in particolar modo durante i mesi estivi. Anzi le autorità sanitarie stesse lo consigliano anche agli anziani nei giorni più afosi e inquinati; infatti all’interno di un’orgia non manca mai una cosa essenziale: l’aria condizionata, calda o fredda che sia. &lt;br /&gt;In qualsiasi città voi abbiate preso dimora da Santiago a Stoccolma, all’ingresso di un’orgia che si rispetti trovate sempre un ampio parcheggio. Grande, ordinato, mastodontico quanto basta per far atterrare anche un elicottero, anzi due elicotteri, tre o forse un battaglione intero?&lt;br /&gt;Questa del parcheggio è proprio una gran comodità, inutile farne mistero. Gira e rigira per infrattare la macchina in qualche buco e vedrete che vi passa la voglia di visitare un’orgia. Invece così ci arrivate davanti senza noie e in due e due quattro siete dentro fino al collo.&lt;br /&gt;L’orgia ospita centinaia e centinaia di persone...Migliaia? Milioni? Miliardi? Poco importa, fra neon abbaglianti, vetrine linde e ordinate, lavatrici e frigoriferi bellamente disponibili, tonnellate di derrate alimentari fresche e croccanti, tutto è pronto per soddisfare ogni desiderio, dal più laido al più innocente. Nell’orgia non manca nulla, ogni richiesta trova esaudiente risposta in un ampia gamma di prodotti e prestazioni. Tutto è splendido splendente, tutto è a portata di mano, tutto è tutto. Per le feste ci trovate dentro anche cinque o seicento Babbi Natale, e ad ogni stagione compaiono ragazze in pattini e shorts con microfono e auricolari incorporati. Gli spacciatori sono nei bagni, i poliziotti in borghese ovunque e i corridoi saturi di prostitute e madri di famiglia con mariti al seguito, mentre schermi giganti a cristalli liquidi tracimano attori e personaggi famosi d'ogni razza e genere. Dentro agli schermi tutti sorridono, sorridono e hanno una bocca grande, labbra carnose, denti bianchi e corpi lisci e luminosi. Le guardie giurate stazionano agli angoli, con un'ingombrante pistola alla cintola e braccia incrociate sul petto, annusando l'aria ionizzata e depurata. &lt;br /&gt;Dentro un’orgia non si suda mai, gli occhi si ubriacano di compact disc e peperoni, marmellata di prugne e terriccio per gerani, videocamere digitali e pizze al taglio, bagnoschiuma al sandalo e formaggio di capra, fette biscottate integrali e pupazzi di Walt Disney in fibra sintetica, saponette alle rose e lattine di birra analcolica, scarpe da ginnastica e braciole di maiale, creme anticellulite e orzo solubile. &lt;br /&gt;Da un orgia uscite spossati e carichi di pesi, ripiombate nel parcheggio con gambe molli e occhiaie scure. Fuori la temperatura è polare o assimilabile al deserto algerino a seconda della stagione. Una moltitudine vi avvolge e voi informi e anonimi come ogni faccia che vi circonda, convergete a piccoli branchi verso la vostra gabbia di metallo. Il corpo sprofonda al posto di guida, la lingua gonfia, la bocca impastata, un senso di greve insoddisfazione... Ma è giunta l'ora, cala la tenebra e ognuno schizza nella propria tana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7759263252719780890?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7759263252719780890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7759263252719780890' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7759263252719780890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7759263252719780890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/15-in-memoria-di-mark-rothko.html' title='15 visitare un&apos;orgia'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-6649291599084418236</id><published>2008-05-28T22:44:00.004+02:00</published><updated>2011-05-22T18:28:07.098+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;object width="600" height="400"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7ffl5lCr0o0&amp;hl=it"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7ffl5lCr0o0&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="600" height="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-6649291599084418236?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6649291599084418236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6649291599084418236' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6649291599084418236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6649291599084418236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2008/05/blog-post.html' title=''/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2695196046881570740</id><published>2008-03-16T23:10:00.011+01:00</published><updated>2011-05-22T10:46:45.467+01:00</updated><title type='text'>FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2695196046881570740?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2695196046881570740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2695196046881570740' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2695196046881570740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2695196046881570740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2008/03/free-tibet.html' title='FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-6977809712034163211</id><published>2008-02-28T21:54:00.037+01:00</published><updated>2011-05-22T18:31:03.085+01:00</updated><title type='text'>21 una nuova trilogia?</title><content type='html'>&lt;object height="400" width="600"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/16w_gdddfM8"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/16w_gdddfM8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="400" width="600"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prologo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'abbraccio degli occhi, la necessità del tatto e l'antro del gusto, l'immaterialità dell'udito e dell'olfatto. Sta seduto su una panca masticando i sensi, lo spessore dei colori, la necessità dei corpi, l'ebbrezza dei sapori e il dirsi di tutto questo attraverso la carne. Solo attraverso la carne transita il mondo intero, senza carne niente mondo.  La primavera esplode gravida di margherite necessarie e rami carichi di fiori bianchi, rosa, rossi, ubriacando ognuna delle cinque porte disponibili di suoni, profumi, forme: pare già aprile anche se è solo l'inizio di marzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma la carne non si esprime per metafore, si dice per  odori e profumi, si torce e si fa piscio, suono di lingua, calcare di piedi peso e intrecciarsi di mani, saliva, capelli nel lavandino, unghie e peli sparsi o concentrati in modo ridicolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I sensi non bastano a riempire di certezze. I piccoli umani lo dicono ad ogni sguardo stracolmo di stupore per ogni inutile sasso, inutile ad occhi d'adulto persi in un repertorio di nomi e fossilizzati su pratiche soluzioni pronte per l'obitorio. L'utilità delle cose, l'illusione di comprendere in via definitiva l'universo e farne un progetto è un palliativo all'ansia che sgorga dall'assenza di un motivo fondante per essere qui spalancati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'obitorio è proprio il luogo in cui si sbriciolano i progetti, si dissolvono i nomi, dove la relazione è opaca e lo stomaco si stringe, gli occhi non servono più per vedere, tutto tace silenzioso, le membra fredde e l'odore si fa dolciastro greve e indefinito di fiori e decomposizione, la dissoluzione, la sepoltura delle necessità e di tutto quel che si è capito. Tuttavia a guardar bene, un'ombra intraducibile abita anche il mondo aperto dei sensi,  fuori in campagna o per le strade di città e proprio nello stupore dei bambini si nasconde l'effettivo buonsenso di non capire un ciliegio fiorito o un signore con un cappello e una ragazza in bicicletta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si alza e pensa che se riuscirà a scrivere sarà per frammenti, briciole di sensi sparsi in quel che appelliamo come realtà ma che è in effetti un incolmabile punto interrogativo. La storia è sempre la stessa ma è inevitabile ripeterla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una donna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;"Le labbra, guarda le labbra. Puoi scivolare dentro all'alito che hai incrociato con questi polmoni e scendere nell'umido. C'è un cuore e la pressione di cinque litri di sangue sparsi in una marea di cavi: vene e arterie, serpenti che salgono fino al cervello e scendono attraverso strettoie come il collo, per poi precipitare fino alla punta dei piedi e rimbalzare di nuovo verso la testa. Carne avvinghiata alle ossa, tubature e umori vari, intestino, vescica, una marea liquida, uno scorcio di morbide budella, due sacchi pieni d'aria, una bocca impastata di saliva. Rivestimento in pelle a contatto con l'atmosfera e poco altro. Occhi orecchie, mani lingua e un naso. I sensi spalancati attraverso cui fare un mondo o farsi una vaga idea del mondo. Guardami pure fra le gambe, metti la testa su questo ventre.&lt;br /&gt;Lo senti ribollire? Senti spostarsi qualcosa di liquido, un brontolio o il lamento di qualcosa? O forse è solo desiderio?"&lt;br /&gt;E mentre tutto si mescola chiude gli occhi ed i pensieri stingono per far porto alle sensazioni, come una marea che lenta bagna le caviglie e attimo dopo attimo sale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;span style="font-style: italic;"&gt; L'altro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ripiega il messaggio che ha trovato sulla tavola, apre la finestra. Sono giorni di grande stanchezza e rapidi passi verso un'altra primavera.&lt;br /&gt;Ogni cosa è indicibile. Ha un'amica, una donna a cui ama abbracciarsi, anche ieri si sono detti labbra a labbra. Lei gli lascia messaggi sulla tavola prima di andarsene al lavoro. Ora taglia i rami secchi della rosa e dà da bere alla felce. Libera il limone da inutili veli protettivi che aiutano solo funghi e parassiti e ormai non servono certo a proteggere dal gelo, visti i 20 gradi a febbraio. Lavora in giardino e pensa incredulo a come questa massa liquida che è corpo possa stare insieme, alla sua perfezione che al contempo evidenzia un'aurea fragilità, capita infatti che si rompa e cada in mille pezzi, allora volge lo sguardo ai cocci in cui giace riverso un conoscente ed imbarazzato si chiede su quel che accade: ma come? Non era un'invincibile armata?&lt;br /&gt;Mentre innaffia gli ellebori e la rosa riscopre dietro alla grondaia delle viole bianche fresche di fioritura. Si sono accasate lì da un paio d'anni e ritornano ogni anno fra il muro di casa e gli autobloccanti, lontane da occhi indiscreti e dalla necessità di mostrarsi: un incidente di bellezza. I merli cantano fin quasi al calar delle tenebre, tutto si risveglia nuovamente e tutto si addormenta per sempre. Il giardino è un luogo dei sensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un uomo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A volte lascia tracce, anzi direi sempre. I trucchi alla deriva sulla mensola dello specchio, un paio di collant sul bordo della vasca, una camicetta per terra in attesa di lavatrice. Capita che mi svegli tardi, non la trovo più, ma trovo il suo rossetto. Allora mi ipnotizzo di fronte al riflesso di me stesso, prendo il rossetto e me lo spalmo sulle labbra e lo faccio ad occhi chiusi.&lt;br /&gt;Mi sembra di sentire il  suo sapore, come quando le nostre bocche si incrociano e si uniscono in una parola bagnata e per un attimo la vedo anche, magari affacciata alla finestra della terrazza. Un momento solo e mi gira la testa, allora riapro gli occhi e mi vedo lì davanti, come un pagliaccio rincoglionito, impiastricciato di rosso, in pigiama e con i capelli ancora rimescolati dal cuscino e un vuoto allo stomaco. Allora il bisogno più impellente è pisciare. Sbrigo la pratica e mi lavo la faccia con acqua gelata e sapone, finché del rossetto non resta nulla.&lt;br /&gt;Sono sceso in strada quando era ormai sera, la prima sera dopo lo scoccare dell'ora legale. Passeggio un po' in questa strada di un paesino di provincia, fra giardinetti anonimi e ben curati, piccoli lussi da strapazzo. Il crepuscolo arriva tardi, gli animali tacciono e gli uomini latitano quasi siano stati tutti confusi dal cambio d'orario; il pianeta sembra essersi trasformato in una scatola vuota e silenziosa e io invece di inquietarmi respiro ad occhi chiusi. Fari in lontananza ma ci sarà poi qualcuno al volante? Giro l'angolo e dietro ad una casa un cinese sta innaffiando l'orto, la scena è surreale, lui alza appena gli occhi o forse nemmeno, ha una sigaretta all'angolo della bocca e indossa un completo grigio. Ma si può innafiare l'orto con un completo grigio? Niente di elegante, un cento per cento sintetico e sotto la giacca un'anonima maglietta chiara, tuttavia l'effetto è straniante, l'incontro imprevisto. L'innaffiatoio è blu con il doccione nero e quel che crescerà sarà probabilmente insalata. Forse non è un uomo, forse è un alieno in un involucro cinese, protetto da una nazionalità estranea da chi potrebbe carpirne l'origine sconosciuta. Sputa, proprio come fanno spesso i cinesi, senza tanti convenevoli e sparisce dietro la porta di uno scantinato. Il tempo si ferma, un attimo e le apparenze traballano. Fra l'ora solare e l'ora legale c'è uno spazio sospeso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una bambina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mi ha sistemata in giardino lo guardo seria e anche un po' scocciata. Poi il vento ha spettinato il limone. Ha voltato appena in tempo lo sguardo per vedere tutto il mio stupore, per la luce del sole già rossastra, per quelle foglie agitate da mani invisibili. Gli occhi sbarrati, la bocca socchiusa, il corpo proteso in avanti, le mie piccole mani aperte. Chissà da dove veniamo, chissà dove andiamo. E stasera che fai? Ti vomito addosso e sorrido con occhi lucenti. Non vuol dire niente che dorma sospesa sul tuo petto con le ciglia lunghe e la testa abbandonata, i campi sono gialli ed in fiore, l'erba si fa profondo riflessa in un cielo blu scuro che cerca pioggia. L'atmosfera ti consuma e io sono così piccola. Margherite a volontà e cacca e odore di latte e morbido e bocca e ancora.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-6977809712034163211?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6977809712034163211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6977809712034163211' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6977809712034163211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6977809712034163211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/21-basta-e-punto-per-micol.html' title='21 una nuova trilogia?'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7956009106955038604</id><published>2008-01-28T12:52:00.007+01:00</published><updated>2011-05-22T18:32:57.830+01:00</updated><title type='text'>20</title><content type='html'>&lt;object width="600" height="400"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s4ZwTUUue1w&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/s4ZwTUUue1w&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="600" height="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente piove d'una pioggia lenta e sdraiata su giorni e giorni che fa fango sotto le scarpe e semina umido. Poi germina altro avanti all'alito d'uomini e bestie, stagioni di vento e abbracci passati e a venire. Il vecchio sta sparso nell'inverno, il nuovo fa già primavera. Forse sono lo stesso incomprensibile a se stesso che ovunque pulsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbandonarsi all'idea che la vita finisca, che si debbano salutare persone amate e poi sparire o vederle sparire in una tenebra silenziosa.... Pare banale, ma se questo pensiero ci pervade oltre il linguaggio e la speculazione brucia in petto come un fuoco e chiude la gola. Concedersi all'ustione è solo infliggersi un dolore superfluo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7956009106955038604?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7956009106955038604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7956009106955038604' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7956009106955038604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7956009106955038604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2008/01/20-morte.html' title='20'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-5777114678223339576</id><published>2008-01-10T00:35:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T18:36:32.361+01:00</updated><title type='text'>19</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R4VbFRHgfLI/AAAAAAAAAH0/qNqFu7IzGCw/s1600-h/reuters119691330901133200_big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 554px; height: 368px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R4VbFRHgfLI/AAAAAAAAAH0/qNqFu7IzGCw/s400/reuters119691330901133200_big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153625494647766194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VII&lt;br /&gt;ti ho avvolta al petto&lt;br /&gt;lontano dallo scarto della disdetta&lt;br /&gt;dallo sfrido arido&lt;br /&gt;dalla rabbia ereditaria&lt;br /&gt;ma sotto fragole e sangue&lt;br /&gt;cordone tronco cavo perduto&lt;br /&gt;sotto crosta mesta&lt;br /&gt;tutto strozza screpola e spezza&lt;br /&gt;e lascia solo ombelico&lt;br /&gt;spalancato al mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="600" height="400"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CLQaoJJWJco&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CLQaoJJWJco&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="600" height="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-5777114678223339576?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5777114678223339576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5777114678223339576' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5777114678223339576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5777114678223339576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/19-baci-rubati.html' title='19'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R4VbFRHgfLI/AAAAAAAAAH0/qNqFu7IzGCw/s72-c/reuters119691330901133200_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-5657583456791017743</id><published>2008-01-05T12:00:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T14:21:44.867+01:00</updated><title type='text'>18 FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-5657583456791017743?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5657583456791017743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5657583456791017743' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5657583456791017743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5657583456791017743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/18-il-fatto.html' title='18 FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-676171125716427145</id><published>2008-01-02T17:42:00.000+01:00</published><updated>2008-01-02T17:47:37.584+01:00</updated><title type='text'>17 buon viaggio a Ettore Sottsass</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R3u-fhHgfJI/AAAAAAAAAHk/BdKcFySCfEU/s1600-h/005422-01.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 348px; height: 462px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R3u-fhHgfJI/AAAAAAAAAHk/BdKcFySCfEU/s400/005422-01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150920047503375506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Radici viennesi e viaggi. Cosa ha contato di più, nella sua storia?&lt;/b&gt;                             &lt;br /&gt;"Hanno contato entrambi, e molto. I viaggi, in particolare, dovrebbero servire a uscire dalla condizione scolastica, qualunque essa sia. Alla fine sommi le esperienze, le visioni, le emozioni, e diventi tu. Con Barbara una volta in Thailandia ci fermammo sulle rive di un grande fiume. Il caldo era atroce, e avevamo fame. Ci portarono un samovar bollente, con pesce lesso e piccante, e una specie di liquore, anch' esso caldo. Sulla riva i bambini giocavano e le donne si lavavano. Allora, forse drogato dal calore, forse ubriaco, dissi alla mia compagna: ora mi ammazzo. Lei fu sorpresa, e mi domandò perché. Perché non sarò mai più felice come adesso, risposi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(tratto da Repubblica.it &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/morto-sottsass/ultima-intervista/ultima-intervista.html"&gt;qui &lt;/a&gt;puoi leggere l'intervista completa)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-676171125716427145?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/676171125716427145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=676171125716427145' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' 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width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-9168529273114335198</id><published>2007-12-31T09:38:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T10:47:19.033+01:00</updated><title type='text'>15 FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-9168529273114335198?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/9168529273114335198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=9168529273114335198' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9168529273114335198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5668304483231976430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5668304483231976430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5668304483231976430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5668304483231976430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/12/la-sottile-linea-rossa.html' title='FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' 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rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6443026509528118900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6443026509528118900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6443026509528118900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6443026509528118900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/12/secondalientransmission.html' title='secondALIENtransmission'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' 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title='FIRSTalienTRANSMISSION'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-6108679624626225079</id><published>2007-12-25T23:11:00.000+01:00</published><updated>2007-12-26T15:49:39.184+01:00</updated><title type='text'>14 difficile e aspro</title><content type='html'>A volte le relazioni umane sono difficili. Come ruote dentate di un meccanismo che non si incastra più armonicamente, slittano, stridono, spingono e si spaccano. C'è una fatica reciproca  dove la colpa non conta, dove il motivo che ha spinto ad un certo gesto non ha peso, così come la risposta dell'altro ed il trascinarsi di recriminazioni e scontri. I soggetti perdono il loro ruolo di protagonisti e quel che era una comunione si raffredda, quel che era un legame si allenta, un'amicizia si diluisce e si perde. Lo stomaco si chiude, si apre un conflitto e si divaricano le strade. Accade spesso e la ricerca delle ragioni scatenanti lascia spesso con un pugno di mosche in mano, un'assenza, un niente. Cosa è stato?&lt;br /&gt;C'è grande caducità e impermanenza calcando la superficie del pianeta. Certo abbiamo obiettivi e legami per cui daremmo noi stessi e forse la nostra stessa vita. Ma infine il sipario si chiude su tutto, sulle relazioni che hanno accompagnato un'esistenza, come su quelle che si sono dissolte in un attimo quasi fossero ombre fugaci. Tutto questo brucia, brucia di un fuoco che è difficile definire piacevole. Allora il Natale restituisce in particolare la trama di un tessuto che a tratti è liso e si offre, in quest'epoca d'oblio, nella sua accezione negativa: mostra i limiti di quel che vorremmo essere una relazione più profonda, totalizzante e duratura, ma che si dà così in un'asprezza inevitabile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-6108679624626225079?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6108679624626225079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6108679624626225079' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6108679624626225079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6108679624626225079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/14-ashes-to-ashes.html' title='14 difficile e aspro'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-8971308312187173532</id><published>2007-12-21T22:45:00.000+01:00</published><updated>2007-12-25T00:26:08.881+01:00</updated><title type='text'>13 ode a Clint Eastwood</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R21G6hHgfBI/AAAAAAAAAGk/8Q5HQXyGcgE/s1600-h/Corbijn%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 448px; height: 465px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R21G6hHgfBI/AAAAAAAAAGk/8Q5HQXyGcgE/s400/Corbijn%5B1%5D.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146847920290561042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;fo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;tografia di Anton Corbijn&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;Ieri sera ho visto il "Cavaliere Pallido" e così mi è venuta voglia di cantare la bellezza scabra del cinema di Clint Eastwood. Clint parte dal sogno americano, parte da destra e parte in quarta, con la forza e con l'ingenuità che solo gli americani sanno avere. Penso ad un'ingenuità positiva, fresca, che inevitabilmente riduce le parti, le schematizza, ma che è carica di una forza dirompente e vitale. Clint si fonda sulla dialettica fra bene e male, come ogni artista che si rispetti e sia animato dal fuoco di una domanda seria (a proposito non perdetevi l'ultimo Cronenberg "La promessa dell'assassino", unica pellicola decente nelle sale). Eastwood/Callaghan e la sua 44 magnum iniziano la loro avventura sparando ai genitali dei delinquenti ed evitando le pastoie del politicamente corretto ed altre sabbie mobili veltroniane. Dice e fa la cosa sbagliata e per certi aspetti se il gioco finisse qui sarebbe genuino ma alla lunga farebbe anche un po' schifo. Tuttavia in Clint succede qualcosa di monumentale, il sogno americano si infetta di dubbi e qui si dà lo strano ed il bello del suo fare cinema.  Il nostro invecchia e ogni anno che passa accoglie nuove domande e problemi irrisolti. Le pellicole sono allagate da un senso di sconfitta della giustizia, di ambiguità e caducità e in sostanza dall'impossibilità di evitare le molte facce contrastanti di ogni storia. Un po' il contrario di quel che solitamente avviene con l'avanzare degli anni quando lo stile si sclerotizza in maniera pesante e si ripete ad oltranza lo steso disco. Il texano dagli occhi di ghiaccio sceglie invece un'altra china, impervia, ma proprio perché impervia ricca e vitale. Incrocia l'eutanasia (One million dollar baby), l'ambiguità delle apparenze (Mystic River), l'inafferrabilità della giustizia e il peso del destino (Un mondo perfetto, Mystic River) o simmetricamente il realizzarsi della giustizia ma nel fallimento dei sentimenti (il Cavaliere pallido) e così via realizzando in ogni pellicola l'impossibilità di una compiutezza in cui risolvere la narrazione, ma lasciando aperto il giudizio ed investendo di dubbi chi guarda (gli Spietati, I ponti di Madison County, Bird). Con questo atteggiamento, che non esito a definire filosofico, il barbaro Callaghan supera di slancio registi ben più capaci come mestiere e sguardo formale, penso a Spielberg per esempio, registi che tuttavia alla resa dei conti non sanno far altro che proporre sullo schermo le aspettative più elementari dello spettatore, in un gioco piacevole per produttori in cerca di incassi, ma che una volta usciti dalla sala cinematografica non lascia niente, e alla lunga distanza si rivela completamente caduco e sterile. Al contrario quando si riaccendono le luci al termine di un film di Clint, si resta  perplessi e malinconici, in uno stato d'animo ricco e con una bagaglio di pensieri da portarsi a casa. Non si è, grazie a Dio, soddisfatti. Sia chiaro non mancano cadute nella filmografia del nostro, che quando sbaglia, sbaglia di brutto "Firefox", "Debito di sangue" tanto per citarne un paio. Non ho ancora visto "Flags of our father" e "Lettere da Iwo Jima" (in serata mi sparo "Gunny" e "Cacciatore bianco cuore nero") ma di seguito butto lì un elenco dei film che ho amato del vecchio leone Eastwood. Vedete un po' voi se vi torna questa accozzaglia di complimenti e la lista dei preferiti qui di seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Million Dollar Baby&lt;/span&gt;  (regista,attore,musica)  Clint Eastwood  2004&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mystic River&lt;/span&gt;  (regista,sceneggiatore,musica)  Clint Eastwood  2003&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Potere assoluto&lt;/span&gt;  (attore,regista)  Clint Eastwood  1997&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I ponti di Madison County&lt;/span&gt;  (regista,attore)  Clint Eastwood  1995&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un mondo perfetto&lt;/span&gt;  (regista,attore)  Clint Eastwood  1993&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gli spietati&lt;/span&gt;  (regista,attore)  Clint Eastwood  1992&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bird&lt;/span&gt;  (regista)  Clint Eastwood  1988&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il cavaliere pallido&lt;/span&gt;  (attore,regista)  Clint Eastwood  1985&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-8971308312187173532?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/8971308312187173532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=8971308312187173532' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8971308312187173532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8971308312187173532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/12-crepamattalucinatalia.html' title='13 ode a Clint Eastwood'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R21G6hHgfBI/AAAAAAAAAGk/8Q5HQXyGcgE/s72-c/Corbijn%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-5788465379084822140</id><published>2007-12-21T21:43:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T18:39:37.567+01:00</updated><title type='text'>12 FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-5788465379084822140?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5788465379084822140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5788465379084822140' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5788465379084822140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5788465379084822140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/13-per-kurt.html' title='12 FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-8969380630911022317</id><published>2007-12-15T17:50:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T10:47:56.698+01:00</updated><title type='text'>11 FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-8969380630911022317?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/8969380630911022317/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=8969380630911022317' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8969380630911022317'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8969380630911022317'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/11-solo-questo-ii.html' title='11 FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-5422507172312126803</id><published>2007-12-15T12:37:00.000+01:00</published><updated>2007-12-16T15:11:51.787+01:00</updated><title type='text'>10 solo questo</title><content type='html'>&lt;a target="_blank" href="http://photobucket.com/"&gt;&lt;img style="width: 585px; height: 409px;" alt="Photo Sharing and Video Hosting at Photobucket" src="http://i156.photobucket.com/albums/t40/lauthf/natura.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ricordare Mario Merz, Caravaggio e la loro passione per la frutta... Per un certo passo che a volte va fatto affidandosi alla tenebra o a una luce come questa, tanto sono la stessa cosa.  Infine per tre persone care.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-5422507172312126803?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5422507172312126803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5422507172312126803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5422507172312126803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5422507172312126803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/10-solo-questo.html' title='10 solo questo'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1956611483524315941</id><published>2007-12-10T20:35:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T10:48:32.747+01:00</updated><title type='text'>9 FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1956611483524315941?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1956611483524315941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1956611483524315941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1956611483524315941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1956611483524315941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/8-frammento-blue.html' title='9 FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1261486487382680797</id><published>2007-12-08T10:33:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T10:50:21.342+01:00</updated><title type='text'>8 FREE</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1261486487382680797?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1261486487382680797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1261486487382680797' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1261486487382680797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1261486487382680797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/8-il-tempo-nel-tempo.html' title='8 FREE'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-1537378635654321952</id><published>2007-11-20T22:14:00.000+01:00</published><updated>2007-11-29T23:44:38.129+01:00</updated><title type='text'>7 silenzio in coagulazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R08-r1jCENI/AAAAAAAAAGE/9-0F0OoUsuw/s1600-h/provaRAGGERAmm.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 680px; height: 486px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R08-r1jCENI/AAAAAAAAAGE/9-0F0OoUsuw/s400/provaRAGGERAmm.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5138394622682337490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1537378635654321952?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1537378635654321952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1537378635654321952' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1537378635654321952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1537378635654321952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/7.html' title='7 silenzio in coagulazione'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/R08-r1jCENI/AAAAAAAAAGE/9-0F0OoUsuw/s72-c/provaRAGGERAmm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3580135512810431736</id><published>2007-11-16T23:55:00.001+01:00</published><updated>2011-05-22T18:40:49.093+01:00</updated><title type='text'>6 vado fuori nel porco</title><content type='html'>vado fuori nel porco&lt;br /&gt;vento sterco&lt;br /&gt;e mi torco&lt;br /&gt;divorato dal fragile&lt;br /&gt;sbattuto nel labile&lt;br /&gt;smembrato friabile&lt;br /&gt;sparso&lt;br /&gt;arso&lt;br /&gt;scomparso&lt;br /&gt;vado fuori nel porco&lt;br /&gt;vento sterco&lt;br /&gt;e mi torco&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3580135512810431736?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3580135512810431736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3580135512810431736' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3580135512810431736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3580135512810431736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/6-la-crepa-ii.html' title='6 vado fuori nel porco'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3017351166728550330</id><published>2007-11-16T22:51:00.000+01:00</published><updated>2007-11-17T01:16:02.579+01:00</updated><title type='text'>5 remix</title><content type='html'>Costruisce un muro dentro dove abitano gli ossidi e lo sporco, come al porto, dove all’odore delle alghe si mischia quello del piscio. Proprio là dove annegano i pescherecci abbandonati e rovinano valanghe di ossessioni e cantieri permanenti di acre quotidianità. Le giornate sono lo spasmo di un’altalena pazza o l’inciampare di un ubriaco, o forse il rotolare di un sasso da un marciapiede? Lunghe file al semaforo con le dita nel naso. Quella volta al molo, l’odore di nafta, altro non ricordava, di giorno in giorno, altro non ricordava. Ruggine. Non può esserci pausa che non sia fastidio, per la polvere, i palazzi grigi di piombo antico e benzene moderno, lo stomaco rigido di cemento e questo odore di sé. Qualcosa sa che non c’è possibilità di deviare qualsivoglia traiettoria e in quel desiderio di evitare l’inevitabile si annida il malessere e la nausea. Non gettare altrove questo sguardo desiderante, no non deve, ma insistere a calarsi nell’affanno e nella luce abbagliante di un maggio che pare luglio e continuare così, bevendo aria calda a litri. Poi, seguendo un corvo che vola gracchiante verso il campanile, inciampa nella sera e si da all'attesa di un altrove che è un semplice un mattino successivo al precedente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3017351166728550330?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3017351166728550330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3017351166728550330' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3017351166728550330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3017351166728550330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/5-la-crepa-iii-per-burri.html' title='5 remix'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-6573448956866476141</id><published>2007-11-09T20:34:00.000+01:00</published><updated>2007-11-17T12:33:31.602+01:00</updated><title type='text'>4 Chi ha ucciso Aldo Bianzino?</title><content type='html'>Questo non è un vero e proprio blog, raramente mi occupo di altro che non sia una ricerca intorno alla scrittura con un'attenzione particolare a temi esistenziali. Forse un'impostazione del genere ha anche dei grossi limiti. Ma oggi no. Oggi voglio chiedermi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o10283"&gt;Chi ha ucciso Aldo Bianzino?&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/"&gt;Leggete la sua storia&lt;/a&gt; fa stringere il cuore, entriamo per un attimo nelle scarpe di chi lo ha conosciuto e amato. Se lo ritenete opportuno fate anche voi questa domanda dai vostri blog, dai forum, scrivete a quell'alloccaio che è repubblica.it et similia, oppure utilizzate&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/2007/11/cristo_si_e_fer.html#amico"&gt; il modulo di Beppe Grillo&lt;/a&gt; via mail per farla conoscere ai vostri amici. Mi sembra importante, sono due settimane che questo poveretto è morto. Io l'ho saputo solo stamane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è anche un&lt;a href="http://veritaperaldo.noblogs.org/"&gt; blog&lt;/a&gt;, per mantenere viva questa domanda visitatelo....&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=7960&amp;amp;rubrica=219"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Chi ha ucciso Aldo Bianzino?&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-6573448956866476141?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6573448956866476141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6573448956866476141' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6573448956866476141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6573448956866476141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/4-una-risposta.html' title='4 Chi ha ucciso Aldo Bianzino?'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7077562180367389804</id><published>2007-11-04T19:22:00.000+01:00</published><updated>2007-11-10T10:04:56.180+01:00</updated><title type='text'>3 ma...........</title><content type='html'>&lt;object height="355" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MFoCDlg93cU&amp;amp;rel=1"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MFoCDlg93cU&amp;amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="355" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;futureSOUNDofLONDON&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;surroundabout___IOamoI&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;futureSOUNDofLONDON&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma abbiamo una cosa come i gatti e mattine in cui la pioggia arriva sempre più a stento. Ci sarebbe la possibilità remota di dire, ma non è per questo, non è per questo. Non è per involtolare fagottini di sentimenti o svuotare tasche di mani e sudore caldo. Forse è per  le luci del parcheggio intorno al palasport che sono stelle arancio con qualche auto alla deriva nell'asfalto? Oppure è per gli schermi a cristalli liquidi in stazione sincronizzati nel trasmettere qualsiasi facezia? Ma abbiamo qualcosa come occhi e certo anche l'insalata e le anatre che battono veloci le ali. Abbiamo anche mare d'inverno e sabbia, conchiglie e respiro al mattino. Ci sarebbe forse bisogno di una storia ma tutto questo è prima, questo è quando la storia non c'è, quando la bimba dorme e la madre tace, anche lei compagna di sonno. Sorelle adesso sono sorelle. Non è per esorcizzare i primi capelli bianchi, lo spavento di ogni particella, o perché papà non mi ha voluto bene. Forse per un certo sguardo di cane perplesso mentre il padrone sbanda verso destra con un cartone di vino in mano? Oppure è la filanda delle giornate sparse in una polvere di vaghi ricordi? Ma abbiamo una cosa come scoiattoli e rocce dai riflessi brillanti e latte appena munto. Sarà poi formaggio da gettare nella pasta al pesto o semplice bicchiere di liquido bianco? Ci sarebbe da comporre un canto, rovesciarlo in una cariola e portare le lettere alla discarica o ancor meglio buttarle in campagna per far la terra buona. Non è per seminare grano e riempire il salvadanaio a forma di maiale rosa o la macchina del caffé dall'odore di caffé. Forse per certi suoni che fanno i piccoli intorno ai due o tre mesi? Oppure per il silenzio di un oceano senza appigli a cui approdiamo di ora in ora? Ma abbiamo una cosa come buio a cui tornare che irrequieto ribolle del troppo che è ogni buio, ogni ritorno o irrequietezza e ogni sguardo che coglie. Qui ora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7077562180367389804?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7077562180367389804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7077562180367389804' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7077562180367389804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7077562180367389804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/3-la-crepa-iv-sole-nero.html' title='3 ma...........'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-4878531362184492620</id><published>2007-11-03T18:11:00.000+01:00</published><updated>2007-12-05T22:45:13.896+01:00</updated><title type='text'>2 My kingdom</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.slide.com/s/V8sqgVuT7D-e9kK-RvnF5Yuqb6b3qDzi?referrer=hlnk" target="_blank"&gt;&lt;img title="Host unlimited photos at slide.com for FREE!" alt="Host unlimited photos at slide.com for FREE!" src="http://widget.slide.com/rdr/1/1/1/W/50000000064bc4c/1/0/0aHGLQAg4D_UqxSu0KhAu-rlOSAy7KIN.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;My kingdom&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno i palazzi sono budini terracotta e i cani stropiccio di cartapesta&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno le strade sono morbida seta e le tigri soffio di vaniglia&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno i sassi sono dolci marzapane e i ragni solletichio di ciglia&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno le cocomere sono case fresche e le lumache luccichio di festa&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno i maiali sono canditi colorati e gli anni sgocciolio di rubinetto&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno i viadotti sono ortiche giganti e le barbe baffo di capretto&lt;br /&gt;Negli occhi del mio regno i cammelli sono stoffe damascate e il gallo tremolio di cresta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-4878531362184492620?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/4878531362184492620/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=4878531362184492620' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4878531362184492620'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4878531362184492620'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/2-are-you-watching-closely.html' title='2 My kingdom'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-5579358611448857639</id><published>2007-11-02T21:09:00.000+01:00</published><updated>2007-11-10T10:03:58.089+01:00</updated><title type='text'>1 Alice</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RkbpszQWDrI/AAAAAAAAAAc/z4lL0RtxCdo/s1600-h/P8130017.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 381px; height: 285px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RkbpszQWDrI/AAAAAAAAAAc/z4lL0RtxCdo/s320/P8130017.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063991786906980018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Va spesso a trovare un’amica che ha appena avuto una bambina. Esce dalla biblioteca, prende una bicicletta rossa verniciata l'estate scorsa, attraversa l’incrocio che taglia la circonvallazione e dopo il semaforo gira subito a destra.&lt;br /&gt;In due minuti è a casa di Carla.&lt;br /&gt;-    Mi puoi tenere la bimba per un’ora? Esco a fare la spesa e passo dalla lavanderia.&lt;br /&gt;Alice è nata da un mese. Siamo soli, io lei con il silenzio della casa. Ho paura che non vedendo più la mamma si spaventi ed inizi a piangere a dirotto… allora io cosa potrei fare? Nemmeno so dov’è il ciucio. L’ho detto a Carla un po’ preoccupata ma lei:&lt;br /&gt;-    Tranquilla è buonissima vedrai che non fiaterà e poi ormai ti conosce no? Il ciucio è in cucina vicino al rubinetto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco di evitare il suo sguardo ma lei mi cerca. Sfoglio una rivista, come la si sfoglia dal medico aspettando di andargli a chiedere per un sintomo di cui non si conosce la causa.&lt;br /&gt;Alzo gli occhi e incontro Alice in pieno.&lt;br /&gt;I neonati guardano con strani occhi. Pur rivolti all’esterno sembrano sempre assorti in un’interiorità. Rispetto all’occhio dell’adulto di cui si incrocia lo sguardo e con cui si apre una relazione, con i neonati si sprofonda nella loro assenza di parole, nel loro niente di atteggiamenti. Anche l’occhio di Alice non fa eccezione, ti guarda ma essenzialmente si guarda attraverso quel che è entrato nel suo campo visivo. Sento l’imbarazzo di non essere l’oggetto ma di essere l’occasione.&lt;br /&gt;Allora la prendo in braccio, la sfido a considerarmi, all’odore che mi porto appresso, al cuore che mi batte in petto.&lt;br /&gt;La bacio sulla testa abitata da una lanugine morbida e rada. Si gira corrucciata, il corpicino rigido per un attimo. Le canto una canzone, le gambe si rilassano allora la giro verso il mio volto per appoggiarle un bacio sulla fronte, ma lei guarda già altrove, annegata nel rosso di una riproduzione di Rothko.&lt;br /&gt;Mi chiedo come guardare al mondo là fuori. Come fa lei o come faccio io?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-5579358611448857639?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5579358611448857639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5579358611448857639' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5579358611448857639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5579358611448857639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/1_12.html' title='1 Alice'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RkbpszQWDrI/AAAAAAAAAAc/z4lL0RtxCdo/s72-c/P8130017.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-386133100423238153</id><published>2007-11-01T20:04:00.000+01:00</published><updated>2007-11-10T10:03:34.259+01:00</updated><title type='text'>43 come funziona questo blog?</title><content type='html'>&lt;embed src="http://widget-c8.slide.com/widgets/slideticker.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" wmode="transparent" flashvars="cy=un&amp;amp;il=1&amp;amp;channel=216172782114934472&amp;amp;site=widget-c8.slide.com" style="width: 670px; height: 400px;" name="flashticker" align="middle"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come funziona il blog che stai visitando?&lt;br /&gt;a) Ogni pagina non si accumula di mese in mese in memoria. L'intero blog è composto da 43 post che si ripetono circolarmente per successivi aggiornamenti.&lt;br /&gt;b) Può essere che tornando sullo stesso scritto lo pubblichi nuovamente così com'è oppure cancelli o modifichi il contenuto precedente aggiungendo qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;c) Ho pensato di archiviare quasi sempre (non sempre) i post scritti nei precedenti giri all'interno dei commenti.&lt;br /&gt;d) se vuoi leggere i post passati, oltre a quelli del giro attuale, basta che tu apra i commenti. Lì alla voce autore troverai la dizione archivio uno, due ecc. che corrisponde  a quanto scritto in passato esattamente in quel punto ad un passaggio precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché tutto questo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Costringe me stesso a rileggermi, a tornare sempre su quel che ho scritto. A sbatterci contro.&lt;br /&gt;b) Anche rileggere commenti vecchi di mesi e mesi fa molto piacere, anzi spesso è il carburante per scrivere qualcosa di nuovo.&lt;br /&gt;c) Non nascondo che questa struttura mi permette di insistere anche con te che stai leggendo, proponendoti di nuovo pensieri che mi stanno particolarmente a cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le novità non sono sempre significative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le immagini cerco sempre di indicare l'autore e dove non sono stato in grado di farlo compare la dicitura "autore anonimo". In assenza di indicazioni le fotografie e gli slideshow sono direttamente del sottoscritto. Per visonare i link a cui rimando è opportuno siano installati nel tuo computer questi due programmi: Macromedia flash player e quicktime. Questi software permettono di visionare molti siti e filmati da cui resteresti escluso, indipendentemente dai contenuti e dai link a cui rimanda il blog in cui ti trovi.  Li puoi scaricare gratuitamente e legalmente.&lt;br /&gt;Buona lettura e grazie per esserti affacciato su questo spazio. La spirale è partita nel dicembre 2005.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-386133100423238153?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/386133100423238153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=386133100423238153' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/386133100423238153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/386133100423238153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/43-come-funziona.html' title='43 come funziona questo blog?'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3491930722883407308</id><published>2007-10-15T20:03:00.000+02:00</published><updated>2007-11-10T10:03:02.658+01:00</updated><title type='text'>42 risposta di KURT al post 34 (grazie)</title><content type='html'>Se devo dire la mia, è quando tutto perde di senso che il tutto comincia ad avere un minimo di senso. E' quando improvvisamente proviamo stupore per il semplice fatto che esista ciò a cui noi abbiamo dato il nome di vivere.&lt;br /&gt;Non è stupore per la vita in sè e nemmeno per l'enorme quantità di sensazioni che possiamo provare o percepire. E' stupore per il modo stesso in cui diamo per scontato la vita e il mondo che ci circonda.&lt;br /&gt;Astraendoci anche per un solo istante riusciamo a cogliere l'abissale mancanza di senso delle cose. E' come se tutto si cristallizzasse in quell'istante e riuscissimo a percepire quanto in fondo ci spieghiamo certe cose solo perchè ci concentriamo sul piccolo e insignificante particolare che è la realtà, perdendo la visione di insieme che è qualcosa che la mente umana non è ancora allenata a comprendere proprio perchè segue le regole che le nostre percezioni fisiche gli hanno imposto.&lt;br /&gt;Cogliendo questa intrinseca mancanza di senso delle cose è inevitabile provare panico e perdere fiducia nel significato del "fare".&lt;br /&gt;Potrei arrivare ad immaginare che non stia nel fare o nell'esperire il modo più giusto di dare un senso alle cose ma è anche vero che esso è l'unico modo che conosciamo al momento.&lt;br /&gt;Se dovessi dare una risposta molto sommaria direi che il "fare" è del tutto privo di senso. Nemmeno fare un figlio (prendo spunto da ciò che ti sta accadendo) può minimamente avvicinarsi a dare un senso a ciò che viviamo. E' solo una parte del nostro istinto. Un sistema di controllo che la natura ci impone per conservare la specie. Niente di più.&lt;br /&gt;Passiamo sul mondo senza lasciare traccia. E il mondo passa senza lasciare traccia. E ciò su cui il mondo non lascia traccia, passa senza lasciare traccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scritto da &lt;a href="http://ilfabbricantedipensieri.blogspot.com/"&gt;Kurt&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3491930722883407308?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3491930722883407308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3491930722883407308' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3491930722883407308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3491930722883407308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/42.html' title='42 risposta di KURT al post 34 (grazie)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-8776761734255617933</id><published>2007-10-14T20:01:00.000+02:00</published><updated>2007-11-10T10:02:39.772+01:00</updated><title type='text'>41 Filippo Calvetri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rx4xGeh4nRI/AAAAAAAAAEE/G3Xl5nXxFCU/s1600-h/oldbook.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 534px; height: 355px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rx4xGeh4nRI/AAAAAAAAAEE/G3Xl5nXxFCU/s400/oldbook.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124587413338365202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’incedere del ragno e la brocca di ceramica &lt;/span&gt;&lt;span&gt;di un certo Filippo Calvetri. Questo è il libro in cosmico ritardo di oggi, il motivo della solita telefonata con voce gentile ma decisa in cui si chiede al distratto iscritto di restituire il maltolto alla biblioteca. Il secondo passaggio consiste nel comunicare al diretto interessato/a, quando si presenta in carne e ossa per la restituzione del necessario, la sospensione dal prestito conseguente al cosmico ritardo accumulato.&lt;br /&gt;Nel tardo pomeriggio, dopo il dovuto rituale telefonico, una cinquantenne isterica sovraccarica di trucco e jeans troppo aderenti lo restituisce lamentando di non aver nemmeno aperto il libro perché non era proprio l’autore che cercava. Un equivoco, lei cercava Francesco Vercetri. Allora sveglia cara fatti un appunto su un foglio e se non ti interessa non tenertelo per due mesi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi sono questi due sconosciuti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendo in mano Filippo ed esploro la brocca, certo sarà meglio di Francesco. Decido che dedicherò un attimo a questo titolo surreale ed a Calvetri di cui nessuno sa nulla anche fra le compagne di lavoro. E’ un Mondadori d’una ventina d’anni fa. Lo porto con me in bagno, so che non è poetico ma lo faccio lo stesso con la scusa di andare a riporlo. Mi incammino verso la narrativa italiana ma poco prima mi infilo nel bagno. Apro a caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“(…) lascia filtrare gli avvenimenti, fa così fingendo di andare da una parte all’altra, di spostarsi in tram o saltuariamente in treno, lavorare dal lunedì al venerdì e passeggiare nel fine settimana. Ma sa di non andare da nessuna parte, di essere un semplice custode di sé e della propria attesa. Vive in un appartamento ordinato, con pochi libri di rappresentanza vanamente esposti e raramente letti, i bicchieri della domenica in mostra, la televisione ed il tavolo con la tovaglia di pizzo regalata dalla madre morta dieci anni prima, l’arredamento dozzinale. Le notti spesso insonni le passa guardando repliche notturne sul piccolo schermo oppure, se sente lontani rumori dagli appartamenti vicini, appoggiato ai muri e come un medico auscultando quel che accade al di là. Solite cose: il seme della voglia, il seme della rabbia o della solitudine. Solita agricoltura umana fatta di germogli caduchi, frutta acerba o matura, stagioni buone, stagioni cattive. Niente che disprezzi, anzi si appassiona ma cogliendo una perpetua ripetizione di abbracci, urla, spasmi e tedio. Osserva da bravo ragno lasciato ai margini di un palazzo in periferia, dimenticato dietro un mobile di dieci piani e non si riconosce negli uomini ma negli alberi o nei canali che tagliano a fette la campagna a lato della città. Non ricorda niente o meglio ha la cognizione del passato ma sa bene che tutto accade qui e ora, anche il ricordo. Il divenire è una matrice fra due treni che si sfiorano lungo binari paralleli: si ha la sensazione del movimento. Come da incarico si appunta ogni osservazione ed in questo lavoro quotidiano ha aperto una crepa, il cielo in una stanza come dice Gino Paoli, ma non è  un sospirare amoroso la causa ma uno spacco nella coltre di certezze che abbraccia le esperienze dei pochi con cui scambia qualche parola nel via vai generale, nella corsa tranquilla fra le braccia dell’ineluttabile. E’ andato a Brera una domenica mattina di novembre e ha visto il quadro di Mantenga, l’aspro compianto sul Cristo morto e lo porta ancora con sé, lo porta nel mondo matto dove gli uomini girano in tondo. (…)”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa faccio lo prendo in prestito? Esco dal bagno e lo registro sulla mia tessera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-8776761734255617933?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/8776761734255617933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=8776761734255617933' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8776761734255617933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8776761734255617933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/41.html' title='41 Filippo Calvetri'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rx4xGeh4nRI/AAAAAAAAAEE/G3Xl5nXxFCU/s72-c/oldbook.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7838346366294259542</id><published>2007-10-13T00:58:00.000+02:00</published><updated>2007-10-13T01:02:36.982+02:00</updated><title type='text'>40 il ritorno della CREPA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rw_87jxXoDI/AAAAAAAAAD8/x7VmnZWOtHY/s1600-h/occhioWEB.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rw_87jxXoDI/AAAAAAAAAD8/x7VmnZWOtHY/s400/occhioWEB.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120589401488334898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi il cielo è cristallo, dopo i temporali di ieri l’aria splende limpida. Ho fatto altre foto le ho poi annegate nel computer, eliminato il colore e le ho riempite di una luce diafana che divora i bordi del corpo o in ampi tratti li cancella in un riverbero bianco, lasciando solo isole fatte di forme morbide prese in prestito da Arp. Monconi dalle curve dolci.&lt;br /&gt;Ecco in certi attimi mi piace pensare che la luce non abbia bruciato la carne, ma al contrario immagino carne tremula apparsa da un fondo luminoso costantemente onnipresente: un abbaglio di gambe e braccia, un raggio di labbra e caviglie. L’occhio è al centro di questa spirale, uno sguardo alla ricerca dell’essenza di cosa sia sguardo. Un abbraccio impossibile.&lt;br /&gt;Quel che guarda non si completa in quel che vede, ma insegue perennemente il guardare stesso.&lt;br /&gt;Allora di fronte a me stessa, nuda davanti ad uno specchio, il meccanismo si ripete, ma in modo più intimo, lasciando aperte carni che per quanto mosse, riempite di percezioni e sensazioni,  attraversate da anni di navigazione non bastano, non si bastano più, anzi non possono dirsi mai concluse in sé. Io non sono solo quello.&lt;br /&gt;Forse il movimento del mondo è generato da questa incompletezza? Forse in quella casa si è aperta una crepa perché qualcosa si è fermato mentre la restante parte continua nella propria corsa? Il muro si è spaccato ad io manca sempre un pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiude gli occhi respirando profondamente il vapore che satura il bagno e appanna lo specchio. Senza sapere come le viene in mente la copertina di Wish you were here dei Pink Floyd. Ci sono due uomini in giacca e cravatta che si danno la mano, ma uno dei due sta bruciando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’erba era più verde, la luce più brillante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7838346366294259542?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7838346366294259542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7838346366294259542' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7838346366294259542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7838346366294259542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/40-gatto-nero-gatto-grigio.html' title='40 il ritorno della CREPA'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rw_87jxXoDI/AAAAAAAAAD8/x7VmnZWOtHY/s72-c/occhioWEB.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-4200270188741341838</id><published>2007-10-04T19:56:00.000+02:00</published><updated>2007-10-11T23:11:33.522+02:00</updated><title type='text'>39 lo spettracolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RwambnjrniI/AAAAAAAAAD0/fsTufIYRiuE/s1600-h/teatro-della-pergola-640x480.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 462px; height: 346px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RwambnjrniI/AAAAAAAAAD0/fsTufIYRiuE/s400/teatro-della-pergola-640x480.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117961019958468130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando manca l'urgenza non c'è stimolo plausibile e possibile. Tutto tace e le occasioni di rivolgimento (se mai un qualsiasi rivolgimento sia possibile) evaporano. Un attimo ed il sopravvento è d'altro. Cambia il tempo e masse destinate all'impatto vengono scagliate altrove senza più sfiorarsi e mentre gli anni scorrono il sipario di velluto rosso cangia in lenzuolo di cemento grigio e lentamente si sgretola. Sul palco le solite scenette protratte all'infinito e ripetute allo strazio secondo coordinate biecamente rassicuranti. Opportuni frullati emotivi di nota efficacia accompagnano la digestione e alimentano qualsiasi sorta d'illusione. Una commedia assurda dove i ruoli sono rigidamente prestabiliti: i sorrisi, i gemiti, le perversioni ed i lamenti arrivano regolarmente come previsto da copione. Anche i rutti. Si replica all'infinito per noiosissime ere geologiche onorando due o tre paganti spesso profondamente addormentati in sala. A tutto pone poi fine un improvviso maremoto, un'eruzione vulcanica o un'era glaciale. Nei casi estremi è necessario un semplice sbadiglio. Aveva visto bene Samuel Beckett la nostra patetica condizione di spettri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-4200270188741341838?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/4200270188741341838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=4200270188741341838' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4200270188741341838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/4200270188741341838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/perdono-mite-e-conosce-i-tempi.html' title='39 lo spettracolo'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RwambnjrniI/AAAAAAAAAD0/fsTufIYRiuE/s72-c/teatro-della-pergola-640x480.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-9113097480164063772</id><published>2007-09-26T22:37:00.000+02:00</published><updated>2007-09-30T13:43:30.957+02:00</updated><title type='text'>38 MANIFESTO ernesto</title><content type='html'>Siamo stanchi della gazzosa al cloruro di vinile, delle speranze al neon, di vetrinette zuccherose da natale permanente, di una pace farmacologica, della ricreazione chimica e del contegno griffato da abili signori incapaci di imbastire con ago e filo. Dove sono i sarti? Arriverà la peste degli stilisti? Speriamo. Stufi di automobili con pneumatici da autocarro che rilasciano la sensazione piacevole di un niente da ingoiare a pistoni e bocconi e ammorbano il pianeta distruggendo la pineta. Davanti agli occhi vogliamo il non senso che già c’è, l’ansia e la paura dilaganti. Esplode ad ogni passo l’impossibilità di abbracciare marcescenti simulacri ideologici e decisamente invochiamo la noia estrema igiene, il tedio incurabile per stanchi valori ammuffiti, per sbriciolate convenzioni culturali, per meccaniche sollecitazioni sensoriali, per consunte terapie psicopedagogicosociali. La seconda vita è nata morta. Sarebbe l’ora di un vento necessario che porti energia ad un manifesto post-esistenzialista, per una scrittura acida che svesta, per una follia disinfettante e oscenamente esposta, per una rabbia cieca, una spudoratezza immonda e un odore forte. Al bando insipide certezze di cartapesta ma sia finalmente il dilagare di una voce che scavi e scortichi, seminando incertezza dentro ad un tempo viscido, in un’epoca poco chiara, allagando una realtà che è sogno. Sono giorni nati dalla necessità di gettare l’imperante estetica da tubo catodico in gola alle fogne, sradicare l’abbaglio di un progresso finito da tempo ed evidenziare i giochi di prestigio che amiamo dire realtà, le sconcezze che nominiamo sviluppo, le arrugginite barzellette rivoluzionarie di cui amiamo truccarci. Resta solo da guardare l'abisso, oltre vacanze esotiche da agenzia di viaggio e consolanti sorrisi plastificati al sapore di ananasso. Sfondiamo le facili bandiere e lasciamo andare alla deriva comode compresse di retorica solubile. Siamo qui a riesumare la malinconia, a immergere le carni nel suo abbraccio, a dar voce all’incertezza infettando di domande aperte l’atmosfera. Ci diamo coscienziosamente all’oblio di non poter appartenere a qualsiasi risposta. Faremo un’arte dell’assenza d'identità, metteremo in discussione lo spazio, daremo alle percezioni solo il sapore di una possibilità e celebraremo l’assenza di un fondamento e di una consolazione plausibili. La parola tornerà nuda?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-9113097480164063772?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/9113097480164063772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=9113097480164063772' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9113097480164063772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9113097480164063772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/38.html' title='38 MANIFESTO ernesto'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-86464291982477649</id><published>2007-09-15T19:53:00.000+02:00</published><updated>2007-09-21T22:40:36.320+02:00</updated><title type='text'>37 il respiro nuovo</title><content type='html'>I&lt;br /&gt;ho tenuto fra le braccia&lt;br /&gt;il caldo del tuo occhio sfocato&lt;br /&gt;affanno di blu incomprensibile&lt;br /&gt;rosso enorme e spazio&lt;br /&gt;mani piedi non capisci&lt;br /&gt;non i mattoni da cui crescono case&lt;br /&gt;o gli appositi spazi adibiti a parcheggio&lt;br /&gt;solo stupore precedente&lt;br /&gt;che all’inizio è muto&lt;br /&gt;e alla fine torna muto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;br /&gt;grazie per la stanchezza sparsa&lt;br /&gt;le sillabe sospese senza senso&lt;br /&gt;il sonno disperso&lt;br /&gt;torpore filtrato dall'ambra delle foglie&lt;br /&gt;taglio ricucito fra giorno e notte&lt;br /&gt;per nodi darti nomi ore e storie&lt;br /&gt;poi subito abbracciarne la fragile creta&lt;br /&gt;di cocci e ghiandaie gracchianti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III&lt;br /&gt;le settimane lunghe&lt;br /&gt;le giornate larghe&lt;br /&gt;greto di grida rovesciate a sassi&lt;br /&gt;o alluvione di silenzi&lt;br /&gt;stupore morbido strappato a stanze solite&lt;br /&gt;sottovoce cala la penombra a nuvole &lt;br /&gt;altrove qualsiasi distinguo&lt;br /&gt;qui ogni mosca è il mondo intero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV&lt;br /&gt;la mattina io e te andiamo incontro al sole&lt;br /&gt;troppo caldo a settembre&lt;br /&gt;occhi stropicciati facce da stirare&lt;br /&gt;grumi di sonno intasano il cielo&lt;br /&gt;cielo d’oceano spinge senza dar lume di terre&lt;br /&gt;mentre nelle case&lt;br /&gt;pian piano la gente si sveglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V&lt;br /&gt;hai un corpo che suona&lt;br /&gt;frigge d’alveari&lt;br /&gt;liquida ingurgita agita rigida&lt;br /&gt;odora forte profuma sottile&lt;br /&gt;e tu attonita ascolti i fermenti&lt;br /&gt;fame acquisita&lt;br /&gt;tenebra grande&lt;br /&gt;sedere sporco&lt;br /&gt;sempre lo stesso per ogni me stesso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VI&lt;br /&gt;rogna lamento pianto&lt;br /&gt;e viola apnea di fiato&lt;br /&gt;rutto singhiozzo antro&lt;br /&gt;anche pelle a pelle oggi non basta&lt;br /&gt;straventa e i troppi caffé snerva&lt;br /&gt;tutti e due snerva &lt;br /&gt;soffia scalcia sventaglia&lt;br /&gt;sembra temporale poi è solo scena&lt;br /&gt;fortunale di cartapesta strale&lt;br /&gt;magnifico mondo maiale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VII&lt;br /&gt;ti ho avvolta nel petto&lt;br /&gt;lontano dallo scarto della disdetta&lt;br /&gt;dallo sfrido arido&lt;br /&gt;dalla rabbia ereditaria&lt;br /&gt;ma sotto fragole e sangue &lt;br /&gt;cordone tronco cavo perduto&lt;br /&gt;sotto crosta mesta&lt;br /&gt;tutto si strozza screpola e spezza&lt;br /&gt;e lascia solo ombelico &lt;br /&gt;spalancato al mondo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-86464291982477649?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/86464291982477649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=86464291982477649' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/86464291982477649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/86464291982477649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/37.html' title='37 il respiro nuovo'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-8388045822309561873</id><published>2007-09-14T07:44:00.000+02:00</published><updated>2007-09-22T15:28:49.241+02:00</updated><title type='text'>36 city</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zx3M1bUm7sA"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed 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href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/36.html' title='36 city'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3324180448704845026</id><published>2007-09-07T00:14:00.000+02:00</published><updated>2007-09-07T00:14:36.986+02:00</updated><title type='text'>35 now dad</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RuB6-hYwzfI/AAAAAAAAADs/CkUIKI702h8/s1600-h/dad.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 445px; height: 331px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RuB6-hYwzfI/AAAAAAAAADs/CkUIKI702h8/s400/dad.jpg" alt="" 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dad'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RuB6-hYwzfI/AAAAAAAAADs/CkUIKI702h8/s72-c/dad.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-6049078766650505336</id><published>2007-08-29T19:36:00.000+02:00</published><updated>2007-09-03T23:57:00.204+02:00</updated><title type='text'>34 Potercela fare, lo sguardo congelato e il brillare della luce</title><content type='html'>A volte mi dico che dovrei lasciar perdere la forma e le formalità ed esser chiaro, diretto, senza tanti giri di parole o alambicchi vari.&lt;br /&gt;Al contempo so di potermi rivolgere a poche persone, non perché queste parole siano difficili o particolarmente profonde, ma per il semplice fatto che intendersi fra umani è molto raro. Questo è almeno il convincimento maturato dopo vari anni d’esistenza. La comunicazione superficiale è quasi sempre possibile e generalmente a portata di mano e in questi casi il linguaggio è uno strumento sufficiente, oltre alla pazienza. Ma per scendere in profondità, per arrivare alla pelle dell’altro e oltre, molte sono le diffidenze, le incomprensioni, le paure, i calcoli e altro ancora, di chi parla e di chi ascolta. Superarli è raro, nella maggior parte dei casi si approda ad una solitudine effettiva pur essendo immersi fra parole e corpi.&lt;br /&gt;Ci si illude, soprattutto ai nostri giorni, che entrare nella carne dell’altro sia aprire queste porte e aprire un dialogo oltre le parole. Ma un abbraccio, per stretto che sia, non è, almeno dal mio punto di vista, garanzia di comprensione reciproca. Anzi spesso nascono grandi equivoci dettati dalla convinzione che una condivisione sul piano delle sensazioni garantisca un'effettiva comprensione e comunione d’intenti.&lt;br /&gt;Fatto questo cappello voglio ragionare del “potercela fare” , come ha scritto Barbara, ed incrociarlo con il racconto di un’esperienza fatta da Natalia mentre andando in macchina guardava fuori dal finestrino.&lt;br /&gt;Parlo di questi due sentimenti perché credo incarnino quasi tutto quel che possiamo esperire in una vita. Quindi non vedo tutto questo dire come una sorda elucubrazione ma al contrario come la voce di una domanda su quel che succede attimo dopo attimo qui e ora.&lt;br /&gt;Il “potercela fare” come affermazione di speranza è nato dalla grazia concessa ad un condannato a morte e incarna un cammino che è progressivo, di miglioramento, guarigione, crescita, sradicamento dell’odio e della sopraffazione e di amore. In parole povere è quello per cui ci alziamo alla mattina e usciamo di casa: per “fare” per dar voce all’incombenza di un progetto, spesso nebuloso, a tratti impellente. Certo ci sono soggetti generatori di dinamiche quali appunto l’odio, la sopraffazione, l’assassinio e di tutto quel che spesso presenta la vita come un’esperienza scura e a tinte fosche. Ma tuttavia anche per loro il “fare male” rappresenta alla fine un bene, per esempio la protrazione del potere è appunto un bene per un politico sanguinario, o un profitto magari non proprio cristallino (e quali lo sono oggi?) è un bene per un uomo d’affari qualsiasi. Si compiono gesti secondo una prospettiva, perseguendo un progetto, nell’opzione intravista di “potercela fare”.  Tutto questo credo sia anche la ragione per cui il nostro organismo é generato e si protrae per un certo lasso di tempo: per “fare” e soprattutto per cercare in quel fare una risposta.&lt;br /&gt;Nel fare c’è il convincimento di una soluzione, o per lo meno l’idea di un progetto che colmi, e finalmente dia un fondamento. Sto per diventare padre ed ho chiaro tutto questo, semplicemente perché lo sento ogni giorno nelle mie carni guardando il ventre pulsante della mia compagna. Tutto cresce per dirsi e da subito vedo con sconcerto culle vuote riempirsi per un gioco di prestigio della mente che sconcerta…..&lt;br /&gt;Al contempo ci sono momenti in cui l’idea di progetto è messa in crisi, i momenti che scuotono e che sempre hanno scosso l’uomo si presentano ineffabili e indecifrabili: la solitudine, la sofferenza, la morte, la malattia, la perdita.&lt;br /&gt;Le parole dell’amica Natalia mi paiono ben più precise di qualsiasi resoconto per fissare uno sguardo in cui “il fare” si sospende, si diluisce e si perde:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oggi mia madre mi ha detto che x ha probabilmente un tumore. Eravamo in macchina, io guardavo fuori dal finestrino. Mi è sembrato tutto d'improvviso più piccolo ma anche più lucente, una sorta di cristallizzazione di alberi, persone, nuvole, in un accecante attimo galleggiante, senza il sentimento della paura o della tristezza: uno sconfinato, incomprensibile, potente attimo di silenzio."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco in questa assenza di movimento, nel darsi dell’incomprensibile (a cui si oppone il “fare chiarezza”) si dà un altro polo essenziale dell’esperienza umana. Il cogliere un tutto “bloccato” immobile e silenzioso. Uno “sconfinato, incomprensibile silenzio” che non è un’altra dimensione al di fuori di quella quotidiana, non è il soprannaturale, ma è il quotidiano stesso visto da un 'ottica differente. Spesso durante queste esperienze si genera parallelamente paura, come se venisse a mancare un senso che indubbiamente come umani racchiudiamo nel fare, declinato nel comprendere e prevedere, nel costruire e ipotizzare. Mancando questa struttura (quella stessa che genera il linguaggio discorsivo e che nomina le cose, casa, cane gatto) si libera spesso panico, la crisi di panico.&lt;br /&gt;Ma la fuga da questo occhio nuovo avviene perché è dotato di una vista incapace di cogliere i nomi o al contrario perché è capace di non coglierli? Si tratta di un orizzonte limitato e quindi da curare, da sottoporre a terapia, da anestetizzare e addormentare o meglio ancora estirpare oppure al contrario è una facoltà superiore da coltivare e ricercare?&lt;br /&gt;A questo punto si generano molte questioni:&lt;br /&gt;a) Cosa dicono questi momenti di sospensione, in cui lo stesso fare si congela di fronte all’assenza se non addirittura all'impossibilità di un obiettivo che sia totalizzante e fondante?&lt;br /&gt;b) Hanno un valore questi attimi, o sono solo uno sconcerto che poi passa come il mal di pancia o peggio da curare come un mal di pancia?&lt;br /&gt;c) Il “fare” come progetto esistenziale è messo in crisi di fronte all’idea di morte e sofferenza?&lt;br /&gt;d) Addirittura è vano ogni “fare”?&lt;br /&gt;Certo io non sono in grado di rispondere a nessuna di queste domande anche se scrivo per porle ad alcune persone e per chiedere alle loro coscienze altri pensieri, per riaprire un dire utilizzando questo blog. Devo però esprimermi per iniziare un dialogo sulle domande generate dall’incontro/scontro del “fare” con uno sguardo congelato. Credo sia grande il valore di certi attimi in cui si tocca “lo sconfinato incomprensibile” momenti che rimandano ad un vero oltre l’umano o magari anteriore all’umano. Al contempo proprio da umano non trovo vano il fare, fosse anche solo perché attraverso la vanità di un fare protratto e convinto, un fare che ha sostanzialmente usurato se stesso, emerge un occhio diverso e inoltre perché la spinta alla cura dell’altro, dove utilizzo il termine cura nell’accezione più ampia possibile, è a tutti gli effetti l’unica spinta plausibile che si dà ad una ricerca di senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma alla fine scrivo tutto questo rivolgendomi a chi vuole ascoltare e cercando parallelamente altre voci che contestino o completino. Sentite queste domande o le vivete come astruse questioni intellettuali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;"e non aspetto risposte ma sento che qualcosa è  in ascolto"&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-6049078766650505336?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/6049078766650505336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=6049078766650505336' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6049078766650505336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/6049078766650505336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/34-fusione-fissione.html' title='34 Potercela fare, lo sguardo congelato e il brillare della luce'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2013620299717939099</id><published>2007-08-29T00:28:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T15:45:18.836+02:00</updated><title type='text'>33 solve et coagula (un'altra musica per Sonja)</title><content type='html'>&lt;object height="350" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/q3w1i4iHDD0"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/q3w1i4iHDD0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="350" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Sembra stia succedendo ora ma sono passati mesi ormai. Si spoglia, gettando alla rinfusa i vestiti sul divano: un maglione, calze, mutande, capi invernali. Nudo ascolta adesso distrattamente, forse la musica, forse il corpo, si gratta e si tocca qua e là. Le composizioni passano in sequenza una dopo l'altra. Solo in casa, l'odore di sé, i piedi nudi a terra; entra in bagno, porta spalancata, onda di vapore, pianoforte. L'acqua, dalla doccia corre calda fra i capelli e si imbriglia negli anfratti della pelle. Poi ecco un attimo preciso, dopo alcuni minuti strazianti... Quello spartito sbaraglia barbaramente pensieri di cartone e accappatoi e gocce e spruzzi e asciugamani e carne e sapone e stanchezze: lascia solo sé. L'assoluta evidenza intasa lo spazio. Chiude il getto caldo allarmato, come se un estraneo girasse per casa a sua insaputa, si sporge dalla doccia: qualcosa come paura. Entra in soggiorno preso dai brividi e sta immobile davanti allo stereo. Nell'incompiutezza la musica si ferma poi improvvisamente, appesa all'ultima nota: è un grido seminato ovunque, sotto una coltre di nomi. Occhi umidi: ma chi si emoziona? Perché? Evidenza di cosa? Non sa, non sa. Spegne il lettore cd per rispetto, finisce di lavarsi, poi per ore ascolta quegli stessi 12 minuti e 19 secondi sdraiato sul letto di casa. Il calendario dice Giovedì.&lt;br /&gt;"Ho difficoltà a rispondere alle tue domande, perché mi coinvolgono in modo viscerale e forse le risposte potrebbero perdere la lucidità necessaria alla loro comprensione. Credo che capirai anche tra le righe, come hai fatto in ciò che ho scritto. Sono discorsi spesi in serate nebbiose o afose, tra bicchieri consumati e parole gridate. Le stesse secolari domande da condividere con persone a cui affidi il sacrale compito di risolvere enigmi reconditi. Ma perchè ci torturiamo costantemente? Stupida sofferenza? Gratuita commiserazione? Non so rispondere, pianificare e gestirmi in questa nomenclatura di stati.".&lt;br /&gt;Succhiando nomi prima o poi l'aria appare avida e non si qualifica. Rapiniamo documenti e certificati, attestati di carne e respiro, da introdurre in una biblioteca gestita da termiti e altri insetti, ghiotti di carta e neuroni. Il sacrale compito di stare costantemente nell'enigma di fronte al putrefarsi d'ogni nome. Un fuoco in cui brucia ogni gestione, oltre al fuoco stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Glenn Gould suona dall'Arte della Fuga il contrappunto XIV (incompiuto) di Bach e siamo proprio lì. Lì dove?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2013620299717939099?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2013620299717939099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2013620299717939099' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2013620299717939099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2013620299717939099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/33-rupa.html' title='33 solve et coagula (un&apos;altra musica per Sonja)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-9135729441928102244</id><published>2007-08-24T19:29:00.000+02:00</published><updated>2007-08-29T11:05:48.486+02:00</updated><title type='text'>32 l'olezzo indissolubile e l'apocalisse assassinata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rs_xoxYwzdI/AAAAAAAAADc/1aGS5SZI8ew/s1600-h/marlonsBRANDO.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rs_xoxYwzdI/AAAAAAAAADc/1aGS5SZI8ew/s400/marlonsBRANDO.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102562585588321746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Noi siamo gli uomini cavi, noi siamo gli uomini impagliati, appoggiati l’uno all’altro, la testa piena di paglia. Ahimé, le nostre voci disseccate che bisbigliano tra loro son sorde e prive di significato, come il vento sull’erba rinsecchita, o zampe di topi sotto frammenti di vetro nella nostra cantina secca. Volume senza forma, ombre senza colore. Forza paralizzata, gesto senza movimento..."&lt;br /&gt;T.S.Eliot&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è nulla che io detesti di più delle menzogne. Smettila noioso, qui ci stiamo divertendo e l’idea è solo quella di avere un ricordo simpatico non altre porcherie porche come te. Abbiamo fatto tutto in fretta e senza pensarci troppo. Il memoriale infatti ha bisogno di un'immagine fresca e questa è un’immagine fresca no? Un bel rosso per le cuginette. Smettila. C’è un fraintendimento e un assurdo accanimento mediatico. Se non esiste una fotografia vera ne vogliamo una finta, una sola ma esemplare. Durbans. Quel che appare ed è apparentemente evidente è il necessario, quel che è in effetti è al contrario assurdamente superfluo. Smettila. Ho visto degli orrori, orrori che tu non hai visto. Ma non hai il diritto di chiamarmi assassino. Hai il diritto di uccidermi, hai il diritto di far questo. Ma non hai il diritto di giudicarmi. È impossibile trovare le parole per descrivere ciò che è necessario a coloro che non sanno ciò che significa orrore. L’orrore ha un volto rosso, e bisogna farsi amico l’orrore. Smettila dobbiamo raccontare questa storia a martellate e impastarla in una glassa dolciastra da telenovela.&lt;br /&gt;A martellate e quando il ferro ha incontrato il cranio si è sparso intorno un suono, un certo suono acre che ancora rimbomba. Mi fanno male i capelli, un'impronta digitale, un oggetto contundente, un bagno di sangue. Comportamenti lesivi e merda non saranno più tollerati. Deve essere una cosa leggera e frizzante, un servizio fotografico accattivante, la bionda e la mora. Le indagini proseguono in tutte le direzioni allegre e sorridenti, ma su questo rosso non dico nulla. Ora è più Chiara la dinamica dell'aggressione, ma continua anche oggi il  tentativo di gettare fango su di noi. Mia sorella ed io ci stiamo divertendo a leggere i giornali e tutte le sciocchezza che scrivete. Gli avvocati officiano un rito da cui emergono spruzzi di una verità qualsiasi. Non conta quel che accade o che è accaduto, conta il riverbero del detto, il riflesso sporco degli specchi, le vestigia in quadricromia o in bugiarda tinta catodica e molto altro luridume. L'efferato assassinio di una ragazza che nella vita si accontentava di fare un lavoro normale. Secondo i primi rilievi sarebbe stata uccisa con un forte colpo alla testa. Ci stiamo divertendo.&lt;br /&gt;Ricordo quando ero nelle forze speciali. Sembra migliaia di secoli fa. Andammo in un campo per vaccinare dei bambini. Lasciammo il campo dopo aver vaccinato i bambini contro la polio. Più tardi venne un vecchio correndo a richiamarci. Piangeva, era cieco. Smettila. Facciamo un servizio, un’esclusiva, risate pazze e sembrano personaggi interessanti, ragazze sveglie, io e il mio staff ci stiamo divertendo ma siamo qui per lavoro. Figuriamoci, niente di più ridicolo. Io sto imboccando la carriera forense, l'unica che mi interessa. Da piccola volevo fare l'amazzone, infatti ho sempre praticato equitazione a livello professionistico e non ti nascondo che ci stiamo divertendo un sacco con tutta questa merda spalmata sulla bocca. Fango elettronico.&lt;br /&gt;Tornammo al campo. Erano venuti i vietcong e avevano tagliato ogni braccio vaccinato. Erano là in un mucchio. Un mucchio di piccole braccia. E mi ricordo che ho... ho pianto come... come una madre. Volevo strapparmi i denti di bocca, non sapevo più che volevo fare. E voglio ricordarlo, non voglio mai dimenticarlo. Non voglio mai dimenticarlo. Poi mi sono reso conto, come fossi stato colpito, colpito da un diamante, una pallottola di diamante in piena fronte. E ho pensato: “mio dio, che genio c’è in questo. Che genio. Che volontà per far questo. Perfetto, genuino, completo, cristallino. Puro.&lt;br /&gt;Sono personaggi interessanti, orrore e coriandoli catodici, ci sono tracce di sangue nella doccia, forse potrebbe essere l’assassino, e intanto ogni chiacchiera rosicchia il silenzio dando ampio risalto ad un inconfondibile fetore di merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;frammento  tratto da Andrej Kaltrawsky "L'olezzo indissolubile e l'apocalisse assassinata".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-9135729441928102244?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/9135729441928102244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=9135729441928102244' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9135729441928102244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/9135729441928102244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/32-seven-dark-scapes.html' title='32 l&apos;olezzo indissolubile e l&apos;apocalisse assassinata'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rs_xoxYwzdI/AAAAAAAAADc/1aGS5SZI8ew/s72-c/marlonsBRANDO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-8944005874038087141</id><published>2007-08-23T19:27:00.000+02:00</published><updated>2007-08-23T23:52:02.363+02:00</updated><title type='text'>31 incantesimo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rs367yrG4YI/AAAAAAAAADE/5js3xWH1U9s/s1600-h/dali_meditative_rose.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 394px; height: 507px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rs367yrG4YI/AAAAAAAAADE/5js3xWH1U9s/s400/dali_meditative_rose.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102009858002444674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Salvator Dalì rosa meditativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INCANTESIMO. Cammina per strada, un gelo secco e piacevole accompagna la sera e i passi lungo il marciapiede. BASTA. Annegare invariabilmente in determinate circostanze, imprigionati nell’immedesimazione di fare il proprio destino e di plasmare il corso del tempo. FAME. Il corpo risponde, si torce, muta, a volte deraglia ammalato, spaccato, ubriaco, oppure si fortifica, langue e prorompe. GODE. Il bar sta chiudendo, il vino rosso sta per finire. RIDE. Quando? Nel momento in cui massima è l'aderenza, sospirando per il piacere o per la disperazione, ma anche spegnendosi lentamente in un grigiore polveroso o nella rabbia, per farla breve sempre. PAURA. Se il desiderio d’assolutamente altro rompe gli argini, oppure accade anche cercando ardentemente lo stesso per sempre. SETE. Afflitti e soli o al contrario immersi in un orgia di parole ed amici, incatenati e travolti dalle passioni o incapaci di sentire, prossimi alla fine e appena nati. OSSESSIONE. Nuovamente in strada galleggia sospinto da una leggera emozione alcolica, una sorta di perdita di gravità, e da un vento freddo e delicato che si struscia alle case. Ad aguzzar lo sguardo lo si vede sorridere. ANCORA. Quel senso di unicità illusorio e misterioso, a volte germogliato in circostanze dolorose, a volte cresciuto fra gioie accecanti, oppure consunto e sfibrato da affanni e mediocrità diffuse. PIANGE. Tutto, ma proprio tutto, questo si sta dando contemporaneamente adesso, in centinaia e centinaia di umani disseminati sul pianeta, ignari di danzare lo stesso balletto parallelamente. Qualcuno scrive queste stesse parole, altri occhi le stanno leggendo. L'eterno eguale si ripete e si reitera. Nessuno plasma il proprio destino. Meglio? Peggio? Bello? Brutto? Giusto? Sbagliato? Maschio? Femmina? Il desiderio richiama al punto d'inizio. INCANTESIMO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-8944005874038087141?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/8944005874038087141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=8944005874038087141' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8944005874038087141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8944005874038087141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/31.html' title='31 incantesimo'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rs367yrG4YI/AAAAAAAAADE/5js3xWH1U9s/s72-c/dali_meditative_rose.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2749355428332942708</id><published>2007-08-15T19:16:00.000+02:00</published><updated>2007-08-21T23:08:49.954+02:00</updated><title type='text'>30 la ragazza con il sole dentro alla testa (fine)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RsMb3wjcCiI/AAAAAAAAAC8/6t7VUNYugiU/s1600-h/Senza+titolo-1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 323px; height: 429px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RsMb3wjcCiI/AAAAAAAAAC8/6t7VUNYugiU/s400/Senza+titolo-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5098949847853828642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicono che non si dovrebbe stare in compagnia della morte, passare ore con Andrea è effettivamente stare in prossimità della morte, sentirne il respiro, coglierne a tratti la presenza. Gli amici dicono che mi faccio una menata assurda, che finirò depressa, esaurita o magari anche peggio. Ma il cielo è terso, si spande a tratti un silenzio impagabile che non toglie ma dà. Certo a tratti mi dispero ma sento anche un’altra cosa. Ne ho parlato anche ad Andrea e mi ha scritto quest’ultima pagina di quaderno come risposta:&lt;br /&gt;“Quando vaneggio della “ragazza con il sole dentro alla testa” tento di dar corpo proprio a questa tua sensazione. Una sorta di perdita di sé, che mi ha gettato alcune notti in un terrore buio ora si apre come una porta di luce. Sussurra, mentre qui tutta la baracca va alla deriva, di non aver paura. Sì è un silenzio impagabile ma vibrante, un sapore di casa, di fine degli affanni, di abbandono del peso, della carne e dei liquidi. Rompere gli ormeggi e lasciarsi alla corrente nera delle onde, una corrente che mi fa a pezzi ora dopo ora. Sì ho paura, ma alla fine non ho paura. Questa ragazza con il sole dentro alla testa è uno svelamento, l’evidenza del salice lì fuori dalla finestra, il soffio di polvere che siamo, la fluidità di ogni evento, il teatro del linguaggio e dei corpi.&lt;br /&gt;La ragazza con il sole dentro alla testa parla scandendo un silenzio abbacinante e ribolle in sé, brucia del suo fuoco. Cancellata la prospettiva dei progetti da rincorrere, inchiodato ad un letto d’ospedale, resta solo il muro, la porta del bagno, tu che aspetti leggi Hemingway e mi tieni la mano, il giardino, la flebo che si svuota, la vena ormai persa…. Se chiudo gli occhi tutto è lo stesso, tutto precipita a rovistare nel cassetto dell’esistenza per darsi e dirsi senza riuscirci mai in via definitiva per arrivare poi qui dove sono. Tutto arriva qui dove sono.&lt;br /&gt;La ragazza con il sole dentro alla testa infrange quel che sento come io Andrea e in certi momenti lo disperde, lo spintona e lo fracassa o lo diluisce in un enorme in cui si perde. Sì, sì ho paura ma non vedo l’ora. Sono stanco del male certo, anzi non ne posso più, ma non è il solo motivo, ne sono sicuro. Così come tu mi accompagni per un legame profondo, ma non è la ragione esclusiva per cui stai qui nel tedio di ore mute. Allora sono contento che resti, perché sai e soprattutto senti di un intimo che stento a dire mio, ma che è anche tuo e al contempo della tazza sul comodino, della prossima giovane infermiera e dell’asciugamano verde: guarda è ovunque”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2749355428332942708?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2749355428332942708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2749355428332942708' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2749355428332942708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2749355428332942708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/30-frammentaria.html' title='30 la ragazza con il sole dentro alla testa (fine)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RsMb3wjcCiI/AAAAAAAAAC8/6t7VUNYugiU/s72-c/Senza+titolo-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-7830833455820894013</id><published>2007-08-12T19:13:00.000+02:00</published><updated>2007-08-21T23:06:12.702+02:00</updated><title type='text'>29 la ragazza con il sole dentro alla testa (III)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rr9KgAjcChI/AAAAAAAAAC0/Q5i2OCfFpgQ/s1600-h/spiaggia.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rr9KgAjcChI/AAAAAAAAAC0/Q5i2OCfFpgQ/s400/spiaggia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5097875216971598354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco bene il suo corpo, anzi lo conoscevo. Ne conoscevo il peso, l’odore, i sapori. Adesso lo guardo, guardo un altro corpo secco, estraneo, ruvido, un alieno caduto da una galassia lontana. Tutto è occultato da una nuova presenza, nuovi odori, sorrisi tesi, pelle dai colori cangianti: si parte da un pallido oltretomba fino al livido scuro con macchie rossastre. Non è più quel corpo, no no è un’altra cosa. Solo gli occhi, sia pur velati, a tratti giallognoli, conservano una luce nota, una memoria, ma cos'è questa luce? Andrea fatica a parlare, mi guarda e spesso sorride, quando raccoglie le forze scrive sul suo quaderno, scrive cose a tratti incomprensibili, un’algebra di parole, una memoria criptata. Passo ore qui, anche se è estate non ho voglia di sabbia e mare. Mia madre dice che sono pazza, che mi infliggo una punizione inutile. Al contrario qui sto bene, sono tranquilla, a tratti piango è vero, ma il vento qui in collina è bellissimo e non aspetterò ancora molto. Un sapore di vero riempie la stanza e non lo voglio evitare.&lt;br /&gt;Gli tengo la mano e leggo verdi colline d’africa ad alta voce, Andrea sorride ad occhi chiusi. Ieri ha fatto un sogno e l'ha aggiunto nel suo quaderno:&lt;br /&gt;“Domanda? Si espande, ora dopo ora si espande, il nastro si riavvolge. Le mie labbra di polistirolo, i miei liquidi sintetici da una lingua di sogno, da un sonno chimico, da un mantello acido fatto di case e strade. I capelli sugli occhi. Dove sono sprofondato? Sono sprofondato dentro e il cervello sfrigola mentre cado. Il corpo a corpo dogni attimo, l'incombenza dei concetti, l'intrico delle possibilità, la fame di progetti, lo svolgersi di conflitti. Povero sasso di pelle e ossa lanciato da un aereo cado a rotta di collo, senza saperlo cado . La trappola era dentro un grande prato blu: il campo si è spalancato in un'orbita Andromeda grande come l'aeroporto e sono scivolato. Adesso precipito nel cratere da ore e ore, senza fermarmi precipito. Un'apparenza di fondamento, il fuoco di quel che appare irrinunciabile e poi in un attimo si dissolve. Quando guardo i vestiti, che nell'attrito con l'aria si strappano e si sfilano, non so bene di chi sia quel giubbotto grigio insieme ad una maglietta rossa divisa in due dalla furia dell'aria. Li vedo mentre schizzano via come aquiloni pazzi a cui sia stato tagliato il filo. Sono solo puntini persi nel vuoto. Resto nudo nel vortice senza fondo, nel gorgo enorme. I capelli sventagliati e sbattuti per mesi (o forse anni?) si sfilacciano strappati uno a uno; la bocca piagata si apre e l'aria strappa carne a brandelli e la semina nella frattura, nel vortice quotidiano, un pezzo qui uno là. Lo scheletro si spacca ed esplode in una visione brillante di polvere e calce candida. Briciole di colonna vertebrale, schegge di femori, coriandoli di costole. Le tue cosce fosforescenti, i tuoi capezzoli di gomma generati da una matematica di sogno, da un'incoscienza indotta, da una dipendenza irrimediabile di stanze, divani e abbracci conosciuti. Ora i pensieri sono estranei. Dove sto galleggiando? Sto galleggiando dentro a e le pupille scoppiano mentre capisco, improvvisamente capisco. La cosa era in fondo al precipizio, io sono in fondo al precipizio. Il campo di erba blu, anni e anni sopra quel che era me, si è richiuso. Sono qui nella tenebra adesso, sono qui da sempre. Immobile aspetto da decenni o secoli? Guardo la sconosciutezza, che nell'attrito con l'aria sola ha resistito alla furia devastante, e non so bene chi sia questa assenza di nomi che pervade tutto come l'azzurro riempie il cielo... Da dove questa voce e queste parole? Da chi sono mai dette o scritte? Io cosa? Domanda?”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-7830833455820894013?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/7830833455820894013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=7830833455820894013' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7830833455820894013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/7830833455820894013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/29.html' title='29 la ragazza con il sole dentro alla testa (III)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rr9KgAjcChI/AAAAAAAAAC0/Q5i2OCfFpgQ/s72-c/spiaggia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-810471432647219575</id><published>2007-08-10T12:11:00.000+02:00</published><updated>2007-08-21T22:56:47.028+02:00</updated><title type='text'>28 la ragazza con il sole dentro alla testa (II)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rrw4dQjcCeI/AAAAAAAAACc/6mJdNAGIYEU/s1600-h/sorriso.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 418px; height: 315px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rrw4dQjcCeI/AAAAAAAAACc/6mJdNAGIYEU/s400/sorriso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5097010953587526114" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra una mezz’ora incontro i medici. Ho deciso che aspetterò qui, esplorando e cercando di capire queste parole sgualcite. O forse semplicemente le leggerò sprofondando senza comprendere. C’è un finestrone grande nella stanza. Fuori il cielo coperto d’un blu intenso dà all'erba nel giardino un colore intenso. Un salice si staglia bellissimo di fronte a me. Continuo con la pagina seguente:&lt;br /&gt;“La ragazza con il sole dentro alla testa, la immagino per diluire il tedio e la noia di queste giornate d’ospedale. E’ per me un personaggio “non-personaggio”, un modo per indicare particolari stati d’animo, ad esempio quel che si prova cercando una fotografia andata persa anche se sta lì sul tavolo oppure un momento d'insolita stanchezza, piove, giro il viso verso la finestra, pare buio, ma c’è uno strappo oltre le nuvole: il cielo è improvvisamente nudo e di un blu cobalto. Ecco lei è tutto questo. Niente a che vedere con un sapore intenso, improvviso, lo stupore d’aria in questi polmoni acciaccati, aria entrata come acqua fresca dopo ore d’arsura, eppure è proprio quello. Una sensazione, nessuna sensazione. La ragazza con il sole dentro alla testa non è ragazza, non ha testa che contenga sole, né un dentro né un fuori. Una cartaccia nel parcheggio deserto, un falco appeso al cielo, i rami neri di una quercia e la tazza bianca appoggiata sul comodino. La stessa tazza lasciata lì chiudendo la porta ed andando in bagno: eccola la ragazza con il sole dentro alla testa. No, non è lei , è proprio lei. La linea del mare che non si distingueva dal cielo in un crepuscolo di metà dicembre, un viso lievemente sorridente, ricordi struggenti. Quel forte disorientamento che comunica forza invece di smarrimento. Un futile dialogo al telefono con una persona cara a cui si vuole dire qualcosa, ma non accadrà mai, e prima o poi uno dei due sarà svanito senza che nulla sia stato detto. Finalmente inverno, riposo di vento freddo che striscia la roccia e scioglie la terra in un abbraccio di fango. Un gatto su una finestra del laboratorio d’analisi aspetta leccandosi il pelo bagnato. Volano ancora zanzare, il freddo, quello vero, tarda. La ragazza con il sole dentro alla testa passeggia nel giardino dell’ospedale, anche se non si vede. Qualsiasi progetto o qualunque cosa sia successa, lascia il posto a tonnellate e tonnellate di oblio. Lì sepolto e lasciato alla terra, tutto torna a farsi nuovamente terra per nuovi progetti e altri avvenimenti. La filosofa direbbe che il suo progetto è il mare e precisamente l’incresparsi delle onde. La ragazza con il sole dentro alla testa sta intanto a gambe aperte, senza gambe, senza sesso, senza vestiti, senza umori né respiro o bacino, né braccia, né seni da spremere. Lei è l’attimo in cui assaporo l’esaurimento della spinta a fare, fare qualsiasi cosa, sperare, dire progettare e semplicemente sto. Ovunque intorno brucia di carne non carne. Dunque l’esistenza è un’occasione per scrutare l’esistenza stessa. Eccola adesso, cosa assai preziosa, stanza dell’oro, scrigno di diamante. Ma non è oro e nemmeno diamante.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui mi sono commossa e ho chiuso il quaderno di Andrea. Ormai era chiaro che ogni affanno volgeva al termine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-810471432647219575?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/810471432647219575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=810471432647219575' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/810471432647219575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/810471432647219575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/28-me-stesso-iv.html' title='28 la ragazza con il sole dentro alla testa (II)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/Rrw4dQjcCeI/AAAAAAAAACc/6mJdNAGIYEU/s72-c/sorriso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3795749295755027232</id><published>2007-08-08T19:06:00.000+02:00</published><updated>2007-08-21T22:48:28.510+02:00</updated><title type='text'>27 la ragazza con il sole dentro alla testa (I)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RrrXWwjcCcI/AAAAAAAAACM/cS1gdMm2_-c/s1600-h/bettie.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RrrXWwjcCcI/AAAAAAAAACM/cS1gdMm2_-c/s400/bettie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5096622714313771458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli capitava a volte di finire il gas per strada, io spesso eronel sedile accanto. Il motore perdeva lentamente potenza e sbadigliava cadendo in un grande sonno per poi tossicchiare sempre più forte e squassare un po’ l’abitacolo. Allora a quel punto faceva pressione su un interruttore, sotto il volante a sinistra, apriva la valvola della benzina e tutto tornava in ordine: un tigre nel motore.&lt;br /&gt;Lì in quel letto adesso non gli resta molto gas. Sente a malapena il polmone rimasto che ancora pompa aria a stento e cerca con sempre più affanno ossigeno nell'atmosfera incolore del reparto pneumologia. Intanto le vene stanche di flebo disegnano esili linee azzurre sulle braccia magre e pallide. Chiude gli occhi e ricorda in un lampo immagini di anni e anni prima. Me ne parla e racconta di una sera in cui aveva fra le mani un ricettario, era estate, camminava verso il cancello di casa e tutti i pensieri si appoggiavano al vento, un vento tiepido che gonfiava i pioppi e riempiva la camicia. Adesso non respira più, ma non ha paura, se ne sta come incantato e stupito dall'evenienza attesa e dal segnale d'allarme emesso dalle apparecchiature a cui è collegato, mentre tutto intorno svolazzano le storie che ha conosciuto, le parole che ha incrociato e le infermiere affaccendate a non lasciarlo morire.&lt;br /&gt;Passata la tempesta entro nella stanza vuota e ritrovo alcune sue parole in un piccolo diario lasciato sul comodino della camera d'ospedale, mentre lui è ancora di là in sala rianimazione e tre giorni sono ormai trascorsi. Apro il quaderno e leggo una pagina a caso:&lt;br /&gt;"Le sillabe si agitano, sono banderuole aggrappate al silenzio e urlano faccende già dissolte, sospese sul baratro di quel che sempre tace, in un'apparenza mondana di discorsi persi ritrovati e strappati in continuazione. Forse mai detti? Quel che è certo ripetuti perennemente. Qualsiasi proposizione si offre in un luccichio di novità pur essendo già stata salmodiata da millenni di carne e carne. Un sapore d'unicità illusorio. Ti amo. I soliti ragionamenti pallosi rovesciati su una pagina vuota. Spiegami come hai potuto farlo? Domani cambia il tempo. Stai meglio oggi! Com'è il pollo con le patate? Un comportamento inaccettabile.&lt;br /&gt;Certo ci agitiamo proprio come una farfalla notturna ubriaca intorno alla lanterna, questo è chiaro. Chissà cosa mi dà la spinta, chissà cosa mi tiene ancora aggrappato? Desiderio di cosa?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3795749295755027232?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3795749295755027232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3795749295755027232' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3795749295755027232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3795749295755027232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/27-me-stesso-iii.html' title='27 la ragazza con il sole dentro alla testa (I)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RrrXWwjcCcI/AAAAAAAAACM/cS1gdMm2_-c/s72-c/bettie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-5729687558735567754</id><published>2007-08-02T00:27:00.000+02:00</published><updated>2007-08-04T19:47:06.200+02:00</updated><title type='text'>posta estiva</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;p o s t a   u n o&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho riletto la conversazione. Vorrei appunto che ti rimanesse un solo punto, vorrei dirti una sola cosa, insistere…&lt;br /&gt;La visione dell'assenza di un’occasione in cui radicarsi e fondarsi deve prendersi tutto, anche i luoghi in cui inconsciamente e magari per motivi psicologici noi ci fondiamo (e sto pensando anche a me). Mi riferisco qui in particolare ad uno sguardo tragico sulla vita.&lt;br /&gt;Se il non senso attacca e corrode questo sguardo tragico e tutte le nostre paure e le "smonta" così come ha smontato l'amore, la famiglia, la bellezza, ecc. ecco che resta solo una grande incapacitazione. A dire che è necessario estirpare ogni possibilità di conclusione, di giudizio, per negativo e tragico che sia, esporre tutto a questo sole nero. Almeno io ho scoperto che spesso ci collochiamo in un intendimento magari dandolo per scontato e senza esserne consapevoli. Questo intendimento è un parassita che può essere comodamente defenestrato dallo stesso non senso che pare toglierci il respiro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L' incapacitazione che emerge è una porta, un'occasione per oltrepassare il recinto in cui siamo, e perché no, anche per essere più felici.&lt;br /&gt;Questo è l'essenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;p o s t a   d u e&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Pensa al riposo e appunto immagina un riposo dove si dia l'esposizione di corpi e quindi tutto il complesso di elementi che hanno a che fare con la seduzione. Ebbene cos'è la riviera romagnola se non un sistema tecnico per massimizzare numericamente questi (ed altri) fattori? Ebbene quel che è interessante è che la massimizzazione tecnica trasforma gli intenti iniziali, i significati di partenza, in altro. Il riposo in stress, la seduzione in grottesco. Sostengo sostanzialmente che molte pulsioni umane possono essere e sono accolte da sistemi di massimizzazione tecnica. Qui mi rivolgo ai tuoi ragazzi, cos'è una cattedrale/discoteca se non una raffinata stalla volta ad accogliere ed a sfruttare economicamente la pulsione ad uscire da una dimensione percettiva per inoltrarsi in un'altra. ma però Baudelaire che beveva assenzio è paragonabile ad un giovanotto imbottito di coca nel caos di una massa saltellante? Direi proprio di no. Massimizzazione e sfruttamento tecnico=mutazione del significato originario. La melma di ombrelloni di cui mi parli non è che una scacchiera di concessioni comunali  e un alveare di "posti uomo", una trincea al sole, un simulacro di mare. C'è l'apparenza di vacanza, come nello sballo c'è l'apparenza di un'esperienza lisergica.&lt;br /&gt;Simulacri appunto, sensazioni che assomigliano alle sensazioni originali, ma appunto si limitano ad una vaga sembianza. La tecnica ci fornisce abbondantemente tutto questo, abbandonandoci spesso in uno stato di prostrazione che lascia in bocca uno strano sapore, forse la speranza di riuscire al tentativo successivo, l'immancabile "ritenta e sarai più fortunato", motore dell'economia e precursore del "consuma e crepa".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-5729687558735567754?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/5729687558735567754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=5729687558735567754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5729687558735567754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/5729687558735567754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/08/posta.html' title='posta estiva'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3855776841370209217</id><published>2007-07-31T09:04:00.000+02:00</published><updated>2007-08-04T19:17:05.810+02:00</updated><title type='text'>26 l'olezzo indissolubile e le Mele marce</title><content type='html'>La testa, mi faceva male la testa, basta, basta dicevo basta e vedevo l'immagine allo specchio di noi due amiche sbattute per la stanza nel gruppo misto. Si accomodi con i colleghi nel gruppo misto. Abbiamo combinato un casino. Il grido è risuonato sordo nella stanza. Si sforzava e aveva la faccia rossa come stesse per scoppiare. Ho visto cose, cose che mi hanno fatto paura e nessuno ha dormito quella notte, nessuno. Sorrisi di una notte d'estate e mani di plastica umide, convenienze e circostanze, il lavoro è lavoro saliamo in camera. Ricongiungimento, vanità e affanni, ci ficcava dentro le mani. Nausea. Ero sporca, stavo male, ho cercato mio fratello, ho cercato un medico in albergo. Quanti erano nella stanza? I valori della famiglia, del matrimonio indissolubile, il doppio mento e le gambe corte, corte e pelose, erano maiali, parlavano e si comportavano come bestie, lui e il suo amico importante con le brache calate e la testa pelata. Eravamo tutti ubriachi, c’era della roba, un sacco di roba, una macchia di sangue sul tappeto del bidé in bagno e lui sghignazzava. La testa, mi faceva male la testa. Non volevano chiamare un dottore, ero sporca, stavo male ho vomitato nel lavandino. La legalizzazione delle unioni di fatto è sostanzialmente inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo. Abbiamo combinato un casino. Quale che sia l’intenzione di chi propone questa scelta, l’effetto sarebbe inevitabilmente deleterio per la famiglia. La testa, mi faceva male la testa. Si toglierebbe, infatti, al patto matrimoniale la sua unicità, il settimo sigillo che solo giustifica i diritti che sono propri dei coniugi e che appartengono soltanto a loro. E’ entrato in camera in una borsa nera aveva dei cordoni di cuoio ed ha detto che dovevamo fare un gioco, ha pagato in anticipo. Del resto, la storia insegna che ogni legge crea mentalità e costume. Dopo un’oretta era fatto come mai e con un sorrisetto da deficiente stampato sulla faccia gesticolava con il suo arnese in mano. Vieni qui diceva, vieni qui. La camera era piena di luce, sembrava un supermarket o una sala operatoria piuttosto che in una camera in un albergo di lusso: facevano male gli occhi.&lt;br /&gt;Ha preso la parola e letto ad alta voce un documento a tutta l'assemblea, con voce solenne e grande partecipazione retorico-emotiva:&lt;br /&gt;“La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso. La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l'imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.”&lt;br /&gt;La testa, mi faceva male la testa, poi il porco è scoppiato a ridere e la stanza girava in tondo e cercavo di rivestirmi e un dottore per piacere e e me lo aveva presentato un amico che sa il mio mestiere e mi sanguinava il naso e... Abbiamo combinato un casino. Con gesto responsabile ed irreprensibile egli ha assunto su di sé il peso della colpa, dichiarando pubblicamente le proprie responsabilità. Sì male, male e disgusto. Schifo. Alloggia attualmente nel gruppo misto, subisce stoicamente l’onta e percepisce meritatamente il medesimo stipendio. Ovviamente moglie e figli e altre scene da un matrimonio, perché indubitabilmente la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di amore e di solidarietà che è in modo unico adatta ad insegnare e a trasmettere valori culturali, etici, sociali, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società.  Sussurri e grida, la vergogna sparsa su tutta la pelle. Si pone urgentemente la necessità di un ricongiungimento di forma e sostanza. La palude del linguaggio ridotto a fango fluttuante e disgustoso. Melma, quindi odore, bava da rettile doppio mento e gambe corte, corte e pelose. Una bottiglia di vino bianco si era rovesciata sul tappeto. Avevo detto di smetterla, avevo detto che non mi sentivo bene, avevo detto di lasciarmi andare. Sono passate ore e ore. Basta, basta dicevo basta. La testa, mi faceva male la testa.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;frammento tratto da Andrej Kaltrawsky  "L'olezzo indissolubile e le Mele marce".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3855776841370209217?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3855776841370209217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3855776841370209217' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3855776841370209217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3855776841370209217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/26-me-stesso-ii.html' title='26 l&apos;olezzo indissolubile e le Mele marce'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-3317299016684065621</id><published>2007-07-28T18:59:00.000+02:00</published><updated>2007-07-31T20:28:07.482+02:00</updated><title type='text'>25 infiammabile sé</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RqvI3QjcCbI/AAAAAAAAACE/8FslS4zdsFQ/s1600-h/Prestige_lights_full.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 478px; height: 319px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RqvI3QjcCbI/AAAAAAAAACE/8FslS4zdsFQ/s400/Prestige_lights_full.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5092384655334443442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La filosofia non è il gioco del monopoli o il gargarismo di qualche dotto parolaio. La filosofia è un fuoco di fronte a cui il mondo e la carne bruciano. Chi ha i "piedi per terra" magari si trova in realtà sospeso per aria e quel che appare centrale è assai spesso periferico, malgrado le nostre percezioni gridino eventualmente il contrario: i sensi dicono quel che possiamo accogliere. La praticità è in questi frangenti una chimera, la complessità e l'incapacitazione, al contrario, sono la disponibilità a naufragare oltre questo velo, riassumibile in una sgualcita carta d'identità e in poche pulsioni assai comuni (e che sia chiaro non disprezzo affatto, anzi è vero il contrario e la pulsione dello scrivere ne è qui prova evidente).&lt;br /&gt;Ma quando si pone una questione precisa e si affidano all'altro parole che alimentino questo fuoco, il fuoco di farsi domande essenziali e quindi esistenziali, ebbene proprio in quel momento molti volgono lo sguardo altrove tornando con "i piedi per terra" ed immergendosi nella pulsione più cara o naufragando completamente in un imprevisto inatteso e improcrastinabile. Puntualmente.&lt;br /&gt;Eppure al fuoco non si sfugge, anche rasando ossessivamente l'erba in giardino, abbandonandosi al tedio, all'amore eterno, al bar o a qualsiasi altra faccenda. Si brucia sempre ed inesorabilmente, si brucia  all'inizio di se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa alimenta inequivocabilmente la combustione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Voi avete cercato di capire il trucco, ma non riuscite a trovarlo perchè in realtà non lo avete cercato per davvero. Per tutto il tempo avete fatto finta di guardare, perchè in realtà voi non volete scopirire il segreto, voi volete essere ingannati…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Every great magic trick consists of three parts or acts. The first part is called "The Pledge". The magician shows you something ordinary: a deck of cards, a bird or a man. He shows you this object. Perhaps he asks you to inspect it to see if it is indeed real, unaltered, normal. But of course... it probably isn't. The second act is called "The Turn". The magician takes the ordinary something and makes it do something extraordinary. Now you're looking for the secret... but you won't find it, because of course you're not really looking. You don't really want to know. You want to be fooled. But you wouldn't clap yet. Because making something disappear isn't enough; you have to bring it back. That's why every magic trick has a third act, the hardest part, the part we call "The Prestige"." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dal film PRESTIGE di Christopher Nolan&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-3317299016684065621?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/3317299016684065621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=3317299016684065621' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3317299016684065621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/3317299016684065621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/25-me-stesso-i.html' title='25 infiammabile sé'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_8ql9aSwZw3k/RqvI3QjcCbI/AAAAAAAAACE/8FslS4zdsFQ/s72-c/Prestige_lights_full.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-8392949655676026700</id><published>2007-07-22T18:59:00.000+02:00</published><updated>2007-07-29T14:52:23.036+02:00</updated><title type='text'>24 simmetrica (da STASI)</title><content type='html'>.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;angoli e volumi&lt;br /&gt;paiono le cose&lt;br /&gt;risega di centimetri&lt;br /&gt;incastri concavi o convessi&lt;br /&gt;rette ortogonali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a strappo del sipario tutto scambia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;spazi emozionali&lt;br /&gt;teoremi irrisolti o perplessi&lt;br /&gt;nuovi perimetri&lt;br /&gt;sbocciano altre rose&lt;br /&gt;escono grumi&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-8392949655676026700?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/8392949655676026700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=8392949655676026700' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8392949655676026700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/8392949655676026700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/24-altrove.html' title='24 simmetrica (da STASI)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/-wGbW_PgRBzs/TcG69xIlkqI/AAAAAAAAAQg/5IiMYFdsRME/s220/colours.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2878289904376192614.post-2744161419543544843</id><published>2007-07-22T18:57:00.000+02:00</published><updated>2007-07-29T15:06:10.907+02:00</updated><title type='text'>23 pomeriggio (da STASI)</title><content type='html'>sotto il peso del cocomero&lt;br /&gt;estate rossa di succhi&lt;br /&gt;affondo nell’impellenza&lt;br /&gt;d’erba alta sbattuta dal vento&lt;br /&gt;a fare onde verdi&lt;br /&gt;o gialle di grano&lt;br /&gt;poi tutto assorbo nel pomeriggio&lt;br /&gt;dormendo e nient’altro&lt;br /&gt;se poi alla foce&lt;br /&gt;una vampata mi ridà tutti gli abbracci avuti&lt;br /&gt;li scorgo simili e non diversi&lt;br /&gt;da mondi venuti prima&lt;br /&gt;o che verranno dopo&lt;br /&gt;questa carne calda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-2744161419543544843?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/2744161419543544843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=2744161419543544843' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2744161419543544843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/2744161419543544843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/23-seven-from-channel-jack.html' title='23 pomeriggio (da STASI)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' 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/&gt;per trascinare via il cielo&lt;br /&gt;e questo oceano incombente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;all’officina dicono:&lt;br /&gt;“L’oceano e il cielo passi a ritirarli martedì sera, dovrebbe esser tutto a posto&lt;br /&gt;ma per la gronda chiami un lattoniere, quello non è il nostro mestiere.”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah benissimo, bravi meccanici operosi e arditi&lt;br /&gt;gente d’ingegno scoppio e tungsteno&lt;br /&gt;chiavi inglesi e cromosomi bulloni e genomi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma in petto m’avanza una stanza&lt;br /&gt;ampia forse immensa&lt;br /&gt;profonda migliaia e migliaia&lt;br /&gt;e sono da capo senza sponda&lt;br /&gt;nel mare spuntato dalla gronda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2878289904376192614-1646566783106564674?l=movingbox.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://movingbox.blogspot.com/feeds/1646566783106564674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2878289904376192614&amp;postID=1646566783106564674' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1646566783106564674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2878289904376192614/posts/default/1646566783106564674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://movingbox.blogspot.com/2007/05/22-pulsa.html' title='22 la gronda (da STASI)'/><author><name>Sakura</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05364005429327387109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' 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